Marco Morello
Videogiochi

Nintendo Switch, la prova in anteprima e le cose da sapere

Arriva nei negozi il 3 marzo a circa 300 euro la console da salotto che diventa portatile. Ecco le prime impressioni

da Londra

Ci sono i videogame senza video, non un paradosso semantico ma una divertente trovata per usare la console senza guardare lo schermo, fissando l’avversario negli occhi. Ci sono i titoli attesissimi – finalmente Zelda, in arrivo in contemporanea al lancio della console, previsto per il prossimo 3 marzo – ci saranno quelli delle terze parti, a cominciare da Fifa 18, inaffondabile ossessione tricolore.

Non mancano salti di qualità e tentativi di differenziarsi in questa Nintendo Switch, che costerà circa 330 euro mentre i titoli andranno dai 29 ai 69 euro. Il primo pilastro, cosa già ampiamente nota, è la versatilità di un dispositivo da salotto che diventa portatile grazie al suo schermo estraibile da 6,2 pollici, acceso da una batteria dalla durata massima di sei ore che scendono a tre con i titoli più intensi. Per ricaricarlo, una porta Usb di tipo C, come i telefonini di ultima generazione.

È il compromesso, la fusione tra la Wii U e la 3DS nelle sue varie versioni, tra un approccio statico e tradizionale del gaming e uno ubiquo, come smartphone e tablet hanno imposto all’agenda dei costruttori di hardware.

In attesa dello sbarco ufficiale sugli scaffali, Nintendo ha organizzato un evento a Londra per far provare per la prima volta la console. Panorama.it era presente. Ecco le nostre impressioni.

Nintendo è sempre Nintendo

Ha ragione Andrea Persegati, general manager di Nintendo Italia: «La prima volta che ho giocato con Switch» spiega «non ho percepito l’effetto wow che mi aspettavo. Eppure, via via che ci si prende confidenza, fa intravedere possibilità inimmaginabili».

Già: a un primo giro nell’area per le prove allestita nello scenico Eventim Apollo, un teatro a ridosso di Kensington trasformato in una costola invernale dell’E3, si ritrovano tante (troppe) vecchie conoscenze. Mario Kart 8 Deluxe (foto in apertura), in arrivo ad aprile, con 8 partecipanti in multiplayer in locale che diventano 12 mettendoci anche l’on line, nuovi personaggi, la solita combinazione di inseguimenti spericolati e divertente anarchia. O Splatoon 2, con livelli e armi inedite.

Ma già basta avvicinarsi ad Arms per iniziare a intuire quali possono essere le potenzialità della console: brandendo i Joy-con, i controller staccabili e attaccabili (vedi le schede successive), si possono far allungare le braccia ai protagonisti, menar pugni con precisione o furia febbrile, mentre i movimenti davanti al monitor di questo picchiaduro ipercinetico corrispondono in modo fedele a quelli fatti nel mondo reale. Insomma, in pieno marchio di fabbrica Wii, è opportuno stare in piedi. Rimanendo seduti si perde parecchio dell’esperienza.

Sfida faccia a faccia

L’apoteosi del casual la si raggiunge con 1-2-Switch, con cui Nintendo spera di ritrovare la fortuna di franchise robusti come Party, Sports e affini. È un puzzle di mini-giochi che richiedono, per esempio, di imitare le mosse del nostro avversario e poi invertirsi i ruoli. Vince chi è più abile in questo improvvisato mimo a pappagallo.

Detto così sembra ridicolo, a provarlo però fa ridere, soprattutto quando cadono le inibizioni e,  abbandonate le pose basiche, si tentano evoluzioni degne di scafati ballerini o di modelli imbranati più di Zoolander.

Ci sono duelli in stile Far West, in cui bisogna sparare all’avversario prima che lo faccia lui; partite di ping pong, tennis e affini. Sempre rivolti l’uno contro l’altro, la tv la si guarda soltanto alla fine, per capire chi è stato più bravo. Se avrà successo o meno lo dirà il mercato, quantomeno va riconosciuto alla casa giapponese il tentativo di proporre un concept fuori dal seminato.

Galeotta fu la vibrazione

Altra chicca non è la vibrazione dei Joy-con ma un sistema composito che cambia a seconda di quello che succede sullo schermo. Sono sincopate se per esempio si va a sbattere contro una parete, cadenzate come un ticchettio quando si spara con un’arma.

A cosa serve? A creare mini-giochi passatempo come quello qui sopra, in cui ci si improvvisa scassinatori per individuare la combinazione di una cassaforte quando si sente, per l’appunto, una vibrazione differente. Sfidando un amico, vince chi per primo riesce a indovinare tre sequenze di fila.

Finalmente Zelda

E però la coda più lunga, la serpentina degna dei controlli di sicurezza di un aeroporto all’ora di punta, la conquista Zelda. C’è finalmente l’ufficialità sull’uscita, il 3 marzo; il prezzo, 69 euro. Nintendo era ben consapevole che in gioco c'era la sua credibilità, che il pubblico non avrebbe tollerato altri ritardi.

La prova londinese non consente di rendere giustizia alla mappa sterminata promessa dagli sviluppatori, alle armi, ai vestiti, all’equipaggiamento, ma soprattutto alle sfumature di quello che nelle premesse è un titolo epico. Da iniziare a casa e continuare sull’autobus, in aereo, in un locale, sfruttando in pieno la logica di Swift.

«Con Switch il giocatore può giocare dove e quando vuole lui» dice Persegati a Panorama.it. «Si tratta di una console» aggiunge «che vuole parlare a chi aveva apprezzato Wii, a chi ha amato il divertimento condiviso con la famiglia, ma che arricchisce l’esperienza di potenzialità inedite». Rese possibili, è evidente, dal sistema di controllo: modulare, a incastro, versatile. Vediamo come funziona.

Più controller in uno

Ecco i Joy-con destro e sinistro, con il loro laccetto per fissarli al braccio e i loro pulsanti e levette. Sono leggerissimi, oltre ogni aspettativa, si perde quasi la sensazione di tenerli in mano. E molto intuitivi: chi è abituato alla galassia Nintendo, soprattutto per titoli che già conosce, li maneggerà senza alcuna esitazione.

Possono essere usati contemporaneamente, tenendone ovviamente uno nella mano destra e uno in quella sinistra, ma anche da soli, affidandone uno a un amico per sfidarlo. Ognuno, infatti ha un accelerometro e un sensore di movimento parecchio accurati (almeno nelle demo provate), che registra come agitiamo il braccio e riproduce l'effetto sulla tv.

In compenso, non sono identici: «Il Joy-Con sinistro» fa sapere la Nintendo «dispone di un pulsante che i giocatori possono premere per catturare immagini dei giochi da condividere con gli amici sui social network. Quello destro include un sensore NFC che permette di interagire con gli amiibo, oltre a una telecamera IR di movimento in grado di rilevare la distanza, la forma e i movimenti degli oggetti vicini in giochi appositamente creati. Ciò consente al controller per esempio, di misurare quanto è distante la mano di un giocatore, e persino di distinguere sasso, carta e forbice».

 

 

Fusione a incastro

I controller possono anche essere uniti in un blocco unico che ne fonde la capacità, come nell’esempio qui sopra. Si ritorna così a un joypad più tradizionale nelle console da salotto, meno effetto telecomando. È bene precisare che sono sempre senza fili, nella prova londinese sono stati cablati per evitare che l’eccesso di connessioni rendesse il tutto ingestibile.

A zonzo con la Switch

Nella modalità portatile sono invece inseriti ai lati dello schermo da 6,2 pollici. Tutte le transizioni sono facili e immediate.

Realismo potenziato

Ancora, possono essere messi in accessori come un volante, per rendere giochi di guida come Mario Kart molto più realistici. Ma è un espediente che risale ai tempi della prima Wii, qui niente di nuovo.

Cosa ci sarà nella confezione

Oltre alla console, nella scatola i giocatori troveranno i controller Joy-Con destro e sinistro, da usare indipendentemente, uno per mano, oltre a una speciale impugnatura a cui collegarli per formare un controller unico; un set di laccetti, la base che ospita la console e che si collega al televisore.

In più, di serie, anche un cavo HDMI e l'alimentatore. Saranno disponibili due versioni della console: una con i Joy-Con grigi e una con un Joy-Con blu neon e uno rosso neon.

Nintendo conferma che non ci sarà retrocompatibilità con la Wii U, dunque i giochi e gli accessori della generazione precedente non funzioneranno su Switch. «Per riuscire a creare qualcosa di davvero innovativo» spiega Persegati «abbiamo dovuto rompere ogni legame con il passato». In caso Nintendo l’anno si apre con il buon proposito di un nuovo inizio.

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