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I migranti che restano in Italia

La Germania non li vuole, come afferma il suo ministro dell'Interno. Altro che redistribuzione. E oggi ne sbarcano altri 88 dalla ong Alan Kurdi

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“La Germania rispetterà gli impegni solo quando avrà la certezza che i migranti non costituiscano una minaccia per la sicurezza tedesca”. Parole di Horst Seehofer, il Ministro tedesco dell’Interno intervistato da un cronista di Mediaset pochi giorni fa. Parole arrivate all’interno di un servizio in cui si dimostrava con le immagini come la annunciata redistribuzione dei migranti sbarcati in queste settimane sulle coste italiane sia pura utopia. I migranti infatti in pochi giorni spariscono dai vari centri d’accoglienza, rimanendo quindi liberi e clandestini nel nostro paese, con buona pace dell’accordo di Malta.

Parole quelle del ministro tedesco che dovremmo rileggere con attenzione anche tra poche ore quando attraccherà a Taranto l’ennesima nave di una Ong, la Alan Kurdi, con a bordo 88 migranti. A parole infatti di questi 88 ben 67 finiranno in Germania. Ma alla luce delle frasi del ministro tedesco e di quanto ripreso dalle telecamere Mediaset viene il sospetto che la realtà sia molto ma molto diversa.

Intanto i numeri raccontano come gli sbarchi con il governo Pd-M5S continuino liberi ed indisturbati: nel bimestre settembre-ottobre 2018, all’epoca dei porti chiusi dell’ex Ministro dell’Interno Salvini gli arrivi furono 1.954. Nello stesso bimestre di quest’anno, a guida Lamorgese Pd-M5S gli arrivi sono stati 4.513 con un incremento del 230%.

La morale della favola è che purtroppo nemmeno questa maggioranza amata e forse voluta a Bruxelles ha convinto l’Europa a fare la sua parte sui migranti. Siamo soli: il vertice di Malta si era chiuso con una bozza di accordo tra solo 4 paesi che poi non è stata accettata dalla maggior parte delle altre nazioni. Se poi aggiungiamo che uno dei 4 firmatari, la Germania, appunto di fatto va contro quanto firmato ecco che la situazione per noi italiani diventa a dir poco complessa.

La morale? Ci stanno fregando, un altra volta

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