Un ritorno alle origini: cibo e ambiente le prime, e principali, medicine.
Un ritorno alle origini: cibo e ambiente le prime, e principali, medicine.
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Un ritorno alle origini: cibo e ambiente le prime, e principali, medicine.

“Il Cibo come medicina”. Ecco l’evento tanto atteso organizzato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) in collaborazione con Fondazione Cà Granda e WWF Italia. SIMA, la Società Italiana di Medicina Ambientale, Onlus, dopo la presentazione alla Camera dei Deputati lo scorso maggio, sarà ad Expo il 24 luglio.

Finalmente qualcuno che si potrà occupare concretamente di Ambiente! Non solo tavole rotonde e workshop, ma gente insieme per provare a vivere meglio.

"Ambiente inteso anche come ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo: cavità buccale, esofago, stomaco, così come la trachea, bronchi e polmoni. E quindi da considerarsi ambiente anche il cibo che mangiamo così come l’aria che respiriamo” spiega il prof. Alessandro Miani, presidente SIMA (società italiana di Medicina Ambientale.

La giornata Mondiale dell’Ambiente, nell’anno di Expo-Nutrire il Pianeta, energia per la vita, ha voluto parlare di ritorno alle origini per promuovere salute e qualità della vita. Una giornata patrocinata dal Ministero della Salute, Regione Lombardia, AIOP, da sette Atenei Italiani e da molte istituzioni ed Enti Nazionali.


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Fino agli anni 80, dei cosidetti cibi funzionali, ossia dei cibi capaci di influire positivamente su funzioni dell’organismo, non si parlava, perché erano la prassi. Non si parlava di prodotti a km 0, perché le filiere corte erano “normali”. Oggi, tutto questo, invece è considerato una conquista. Il modello della Fondazione Cà Granda, che ha avviato la filiera corta con cui riso e latte degli agricoltori dell’Ospedale Policlinico, tornano nelle mense dei degenti ospedalieri,è una conferma.

Una conferma che lega l’ingente patrimonio di 8500 ettari (che fanno dell’Ospedale Maggiore di Milano tra i primi proprietari terrieri d’Italia), con un progetto di valorizzazione ambientale, finalizzato anche alla realizzazione di una filiera alimentare cortissima, garantita e funzionale che riporta il cibo prodotto nei terreni dell’Ospedale, dai propri conduttori, nella mensa stessa dell’Ospedale. Così si cura anche il bene pubblico, non solo i degenti, sostiene l’arch. Marco Giachetti (Consigliere della Fondazione), valorizzando attraverso gli strumenti della filiera corta, anche il paesaggio.

Occorre sensibilizzare tutti sulle condizioni dell’ambiente in cui viviamo. Le "malattie del benessere” come l’arteriosclerosi, il diabete, l’ipertensione, l’obesità, siano curate con la prevenzione, che non si esaurisca con la diagnostica, ma si concentri sugli stili di vita alimentari ed ambientali.

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