Tiscali-Linkem, la fusione che può cambiare il mercato delle telecomunicazioni
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Tiscali-Linkem, la fusione che può cambiare il mercato delle telecomunicazioni

Tiscali-Linkem, la fusione che può cambiare il mercato delle telecomunicazioni

Nasce il quinto operatore di telefonia fissa in Italia. Linkem controllerà il 62% di Tiscali, l'obiettivo è sfruttare 5G e PNRR

Il via libera definitivo arriverà solo nel corso dei prossimi mesi con il lasciapassare delle autorità antitrust e del governo, intanto però tutto è pronto per il passaggio di Tiscali sotto il controllo di Linkem. Per la precisione di Linkem Retail, società interamente controllata dall’azienda madre, con la fusione approvata dai rispettivi consigli di amministrazione che, finalizzata nell’arco del primo semestre dell’anno, porterà Linkem a detenere il 62% delle azioni di Tiscali. Col il buon esito dell’operazione, Amsicora, società d’investimento fondata da Claudio Costamagna, Alberto Trondoli, Manilo Marocco e primo azionista di Tiscali, avrà una quota del 3,7%, mentre Renato Soru, fondatore della società sarda, deterrà il 2,09% del capitale sociale.

La mossa, spiegano le due società, si inserisce in un progetto di integrazione mirato alla nascita del 5° operatore di tlc nel mercato fisso italiano, nonché primo gruppo nel segmento degli accessi ultrabroadband nelle tecnologie FWA+FTTH con una quota complessiva che secondo i dati Agcom è pari al 19,4%. Quest’ultimo è un punto strategico determinante perché, come dimostra l’ultimo report dell’Osservatorio trimestrale sulle Comunicazione dell’Agcom, le due tecnologie sono cresciute nel corso dei primi nove mesi del 2021 contraddistinti dai prolungati effetti della pandemia.

Tiscali

Nello specifico la Fixed Wireless Access, che consente agli operatori di rete di fornire banda larga ad altissima velocità alle aree suburbane e più remote (laddove la fibra non arriva), ha avuto un incremento di 239mila accessi portando a quota 1.680.000 le linee attive (+16,6% in un anno). In questo segmento c’è proprio Linkem a guidare il mercato, davanti a Eolo e Tim, con quest’ultima in netta crescita. Migliori sono ovviamente i dati relativi alla Fiber-to-the-home, cioè la connessione via fibra, cresciuta del 51,2% su base annuale con 2,44 milioni di line attive. Fronti caldi, entrambi, in previsione delle opportunità collegate all’arrivo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che rappresenta una delle chiavi principali della fusione Linkem-Tiscali.

Il nuovo assetto dovrebbe consentire a Tiscali di superare le difficoltà emerse nel corso del 2020 e della prima parte del 2021, archiviate con una perdita netta di oltre 34 milioni di euro. L’accordo con Linkem, che riceve in dote il 2,2% di abbonamenti ultraveloce e si ritrova sul mercato azionario come a lungo desiderato, prevede una proposta che includerà “servizi fissi, mobili, 5G, cloud e smart city dedicati a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni", come si legge nella nota diffusa dalle due società. Con la diffusione del 5G, del resto, si aprono occasioni per gli operatori e speranze per gli utenti, con l’obiettivo di ridurre il divario digitale che caratterizza l’Italia. Vedremo se e quanto il futuro player potrà contribuire a raggiungere il traguardo.

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