Televisione

X Factor 13, Nicola Cavallaro: "Sul palco ho trovato il mio stile"

Parla l'eliminato del team di Mara Maionchi, che esce di scena a un passo dalla semifinale. Robbie Williams ospite internazionale della finale di X Factor 13

Nicola Cavallaro X Factor 13

Francesco Canino

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“Mi spiace di non essere stato capito fino in fondo ma a X Factor 13 ho trovato il mio stile”. È deluso ma solo a metà Nicola Cavallaro, il cantante del team di Mara Maionchi, eliminato al ballottaggio finale della sesta puntata del talent di Sky Uno condotto da Alessandro Cattelan. Le critiche l’hanno scalfito, specie quelle di Malika Ayane, lui però tira dritto, congela per un po’ gli studi in medicina e punta a scrivere un nuovo disco. “Perché la musica è il mio vero sogno”, confessa a Panorama.it.

Nicola, Malika Ayane è stata netta: ha detto che nella tua ultima esibizione è mancata la parte emotiva. Sei d’accordo?

Non ho capito il suo commento. Ero emozionato ma in maniera positiva, anche perché The Sound of Silence di Simon & Garfunkel è un brano che amo molto. Mi spiace che non le sia arrivata l’emozione: io mi sono rivisto, avevo gli occhi lucidi ed ero preso. Ma davanti al de gustibus, faccio un passo indietro.

Quanto hanno pesato le critiche, che nel tuo caso non sono state poche?

Non sono state poche ma le ho vissute con un modo per crescere e aiutarmi a migliore. Non si può piacere a tutti. Certo, avrei voluto vivere questa esperienza con un minimo di leggerezza.

C’è qualcosa che ti ha ferito?  

Umanamente mi è dispiaciuto non essere galvanizzato dai giudici. Li ho visti sempre duri nei miei confronti, già alle audizioni. Sono stati cortesi e gentili, ma sul palco qualche carezza in più mi avrebbe aiutato, mi sarebbe piaciuto sentirmi dire “mi sei arrivato”, che è l’obiettivo di ogni artista.

C’è una cosa che di te non è stata capita?

Vengo sempre visto come un “vichingo spavaldo” ma non lo sono. Sono stato letto come troppo sicuro di me stesso, la prorompenza nella voce è stata interpretata come esuberanza ma non è così.

Con il tuo giudice, Mara Maionchi, che dialogo sei riuscito a intrecciare?

Ottimo. Forse avrei fatto altre scelte o evitato alcuni brani molti distanti dalla mia personalità, ma l’ho sempre rispettata perché a livello di professionalità non le si può dire nulla.

Perché hai partecipato a X Factor?

Per trovare la mia cifra stilistica. Avevo già inciso un disco e ho ricercato la mia modalità di espressione ma qui ho trovato davvero il mio stile, che è moderno ma guarda al soul, al blues e all’underground.

In passato sei stato tra i concorrenti di The Voice Francia. Cosa c’è di diverso rispetto a X Factor?

Sono molto diversi, a cominciare dal meccanismo e dalla permanenza al loft che cambia tutto. Non è facile ripetere l’esperienza di un talent perché è molto stressante.

A proposito di stress: la sesta puntata dei Live è stata caratterizzata dallo sfogo del tuo compagno di squadra, Eugenio Campagna, poi redarguito anche dalla Maionchi.

Si è lasciato andare per stress. Non credo si sia fatto una bella pubblicità in questo modo ma so che saprà farsi valere la prossima volta. Io sono riuscito a gestire lo stress, non ho vissuto questa esperienza come guerriglia urbana.

Ora che farai?

Mi prendo un momento di tempo per scrivere, seguendo la mia direzione: non c’è bisogno di avere fretta, ragiono sulle prossime mosse.

La laurea in medicina l’hai messa da parte?

Sono un ex parà della Folgore, ho vissuto delle esperienze che mi hanno messo alla prova, ho cercato l’adrenalina. Mi sono messo in gioco e l’idea di salvare le persone mi ha sempre stimolato. Mi piacerebbe specializzarmi in plastica ricostruttiva ma la musica è il mio vero sogno.

Chi vincerà X Factor 13?

Sofia è il concorrente con più chance. Può convincere più pubblico, scrive ha una bella voce ed è molto umile.

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