Televisione

X Factor 9, Moseek: "Ora tifiamo per la vittoria degli Urban Strangers"

Elisa, Davide e Fabio si raccontano poche ore dopo l'eliminazione dal talent

X Factor 9 Moseek

Francesco Canino

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“Ora iniziamo a lavorare sul serio”. Sorriso sulla faccia e concretezza tra le mani, i Moseek già pensano al dopo X Factor. Eliminati ieri sera ad un passo dalla finale della nona edizione – se la giocheranno invece, giovedì prossimo al Forum di Assago, gli Urban Strangers, Giosada, Enrica e Davide – il gruppo della categoria di Fedez oggi si può ampiamente consolare grazie all’inedito, Elliot, che in dodici ore ha già scalato la top ten dei singoli più scaricati su iTunes (mentre pubblichiamo questo articolo, è al quarto posto davanti ad Hello di Adele, ndr). Il bilancio della loro partecipazione al talent di Sky Uno? “Più che positivo”, rispondo soddisfatti a Panorama.it Elisa, Davide e Fabio.

Ragazzi, la delusione per l’uscita alla vigilia della finale è ricompensata dal boom del vostro inedito. Contenti?

Più che contenti, felicissimi. Già nella X Factor Arena, ieri sera, la reazione del pubblico è stata molto forte e ci faceva ben sperare. L’obiettivo è raggiunto: siamo soddisfatti di esserci fatti conoscere.

Però durante la seconda manche, qualcosa è andato storto e al ballottaggio contro Enrica avete perso.

(parla Elisa) Ho avuto un problema tecnico e a un certo punto ho preferito smettere di cantare per non commettere errori. Ho tolto le cuffie e ho lasciato che continuassero a suonare loro. Ma anche se avessimo fatto il cavallo di battaglia come doveva essere fatto, non sarebbe cambiato nulla: abbiamo perso per una manciata di voti.

Nessun rimpianto, dunque?

No, non ne abbiamo. L’esperienza l’abbiamo vissuta come volevamo: con intelligenza, sfruttando al massimo questa grandissima opportunità e soprattutto divertendoci.

L’emozione più forte vissuta in questo mese di Live?

La serata in cui abbiamo cantato Revolution di Elliphant. Abbiamo capito quanto eravamo fortunati a essere lì: la performance è stata pazzesca e una volta tornati nel loft ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti che la direzione era quella giusta.

Lavorare con Fedez com’è stato?  

Formativo. Ci ha insegnato a essere il più possibile fermi, concreti, sintetici. I ritmi sono serrati e i tempi molto stretti: in venti ore bisogna fare tutto, compresi gli arrangiamenti. Non c’era spazio per le “pippe” mentali, Fedez ce l’ha ripetuto sempre. È stata una sfida continua, ma più i pezzi erano ostici, più ci piaceva essere lì.

Tracciando il bilancio finale, cos’avete imparato da X Factor?

Ad avere i nervi saldi, prontezza di riflessi, a lavorare sotto pressione.Il percorso è stato fighissimo, abbiamo lavorato tanto e affinato un sacco d’imprecisioni. E poi abbiamo fatto sentire la nostra musica: il traguardo è raggiunto, anche se non suoneremo in finale.

Chi vi piacerebbe che vincesse e chi vincerà?

La risposta è la stessa: facciamo il tipo per la nostra squadra e dunque scommettiamo tutto sugli Urban Strangers.

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