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Televisione

X Factor 8, The Wise: "Noi, incompresi ma contenti"

"Penalizzati dai provini: la gente che non si ricorda chi fossimo", ammettono

Fuori dallo show ma senza polemiche. Garbati e sorridenti, così si presentano i The Wise all’incontro con la stampa dopo l’eliminazione da X Factor 8: il percorso all’interno del talent si è interrotto alla seconda puntata dei Live ma il loro sogno di fare musica e divertisi resta intatto. Mentre Morgan azzarda l’ipotesi “complotto”, forse risentito dal ballottaggio tra due dei suoi gruppi, Marco Pietro e Tommaso sgombrano il campo dagli intrighi e si concentrano sul futuro. Ecco cos’hanno raccontato a Panorama.it.

The Wise, che cosa non ha funzionato nel vostro percorso a X Factor?

Forse il fatto di non aver evidenziato nostra identità musicale. Il pubblico non ha potuto cogliere le nostre sfumature: come ha detto Fedez, non ci hanno inquadrato e messo a fuoco e forse nemmeno capiti.

Un cammino confuso, insomma.

Da Jannacci ai Cake, non si può dire che il nostro percorso fosse definito. E’ un problema che hanno anche altri concorrenti: la scelta dei pezzi spesso disorienta.

La colpa dunque è di Morgan?

No, Morgan è un gran giudice. Certo, fa delle scelte originali che forse ci sono costate, ma lavorare con lui significa fare il doppio del lavoro che si fa abitualmente: è un genio e abbiamo avuto un bel rapporto. Ma ammettiamo che ci sarebbe piaciuto uscire con una canzone diversa, con qualcosa di più rock, più vicino a noi. Noi abbiamo una forte identità folk e vogliamo mantenerla.

C’è qualcosa che vi ha penalizzato?

Senza dubbio i provini. Durante le puntate delle audizioni ci è stata data poca visibilità e la gente non si ricorda di noi. Siamo entrati senza il sostegno del pubblico. Lorenzo Fragola è arrivato alla diretta con tre milioni di visualizzazioni: siamo contenti per lui ma noi non abbiamo avuto la stessa spinta mediatica.

Giovedì poi è scoppiato il caso scenografie: vi è mancato il supporto di Luca Tommassini?

No, siamo semplici e le scenografie ci rispecchiavano. Non avrebbe avuto senso cantare Jannacci circondati da quindici ballerini nudi. Spesso poi le coreografie prevalgono sull’esibizione e rischiano di farti sbagliare.

Morgan ha ipotizzato addiritura un complotto ai danni della sua squadra...

Ci è rimasto male perché aveva due suoi gruppi in ballottaggio: ci teneva molto e non l’ha presa bene. Secondo noi non c’è alcun complotto: Tommassini è un grande.

Però al momento del ballottaggio siete sembrati un po’ sottotono. Impressione errata?

Il cavallo di battaglia per noi è stata quasi una liberazione. Avevamo capito che la strada era in salita: avremmo preferito uscire che fare un terzo ballottaggio.

In passato avevate già tentato lingresso in un talent musicale?

No, è stato il nostro primo approccio televisivo. E’ quasi un caso che siamo arrivati ad X Factor,  cinque mesi fa non ci passava nemmeno per la testa. Eravamo un po’ prevenuti sui talent, perché pensavamo che fosse una cosa troppo televisiva. In parte ci siamo ricreduti.

I Komminuet meritavano più di voi di restare in gara?

Siamo due cose completamente diuverse. Sono molto bravi, ma nemmeno loro non sono stati valorizzati dalle scelte di Morgan.

Chi vincerà?

Lorenzo Fragola, Ilaria o Emma.

Che succede da domani?

Riprendiamo a lavorare su alcuni progetti lasciati in stand by, registreremo un disco e speriamo in una collaborazione con Morgam. Usciamo da X Factor con una bella armatura e con tanta grinta in più.

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