Televisione

X Factor 13, Lorenzo Rinaldi: "Sfera, ti farò cambiare idea"

Intervista al 19enne umbro della squadra di Malika Ayane, eliminato alla fine del terzo Live. "Ora tifo per Davide Rossi, merita la finale", racconta Lorenzo Rinaldi

Lorenzo Rinaldi X Factor 13

Francesco Canino

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Se c’è una granitica certezza nel tormentato percorso dei concorrenti di X Factor 13 è lo scoglio della doppia eliminazione. “A chi tocca 'n se 'ngrugna”, per dirla alla Simona Ventura, ovvero a chi tocca non si arrabbi. E questa volta è toccato a Malika Ayane cercare di non arrabbiarsi, visto che nella terza puntata dei Live, in onda il 7 novembre, ha perso un secondo tassello della sua squadra. A uscire sconfitto dal ballottaggio finale, contro Giordana, è stato infatti Lorenzo Rinaldi, 19enne umbro degli Under Uomini, ribattezzato “il Jim Morrison di XF 13”. “Un paragone scomodo, io cerco di essere contemporaneo”, precisa a Panorama.it poche ore dopo l’uscita dal gioco.

Lorenzo, da piccolo hai studiato musica poi ha ripreso per fare colpo su una ragazza. Com’è finita?

Che volevo dedicarle una serenata ma alla fine non la feci mai. Però la passione per la musica e la chitarra non mi hanno più abbandonato.

Rispondi di getto: il momento più bello della tua esperienza a X Factor?

I quattro sì alle audizioni. E arrivato tutto insieme, tutto di colpo e in maniera inaspettata: non ho realizzato nemmeno ora quando è grande tutto quello che mi è capito.

Al netto dell’eliminazione, il bilancio è positivo?

È stata un’esperienza bellissima. Mi spiace solo essere uscito alla terza puntata perché andando avanti nel percorso forse sarei riuscito a portare tutto me stesso, uscendo dagli anni ’70 che mi avevano cucito addosso.

Ti hanno definito il Jim Morrison di questa edizione…

È un paragone scomodo: lui è una leggenda, lasciamo dov’è. Io cerco di essere contemporaneo e avrei voluto portare un’ondata di attualità uscendo dall’atmosfera vintage in cui spesso mi sono ritrovato.

Sfera Ebbasta ti ha definito cupo, poco splendente. Ti ci ritrovi?

Le sue critiche le ho accolte fino a un certo punto. Ho cercato di portare avanti la mia idea di percorso, e sono comunque soddisfatto. Non mi definisco un artista cupo, in realtà sono molto sorridente.

Pensi che Sfera sia stato strategico?

Un minimo di strategia c’è sempre, devono convincere il pubblico che i propri concorrenti sono i migliori. È giusto il suo gioco, lo comprendo a pieno.

Con Malika Ayane, invece, che rapporto hai costruito?

Bellissimo, genuino, senza finzioni nonostante le telecamere.

Degli Under Uomini resta solo Davide Rossi in gioco: aggancerà la finale?

Lui spacca, ha una voce bellissima. Non so se ci arriverà ma se lo merita perché è una persona speciale. La vittoria è una traguardone ma non basta il talento, devi piacere ai giudici, al pubblico, è una combinazione di fattori.

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