Televisione

X Factor 12, Naomi: "Fedez, la lirica e la finale inaspettata"

Intervista alla seconda classificata del talent show condotto da Alessandro Cattelan. Naomi ha esordito da bambina al San Carlo di Napoli

Naomi X Factor 12

Francesco Canino

-

Dal coro delle voci bianche del San Carlo di Napoli al secondo posto di X Factor 12. La parabola di Naomi, 26enne napoletana dal background lirico ha qualcosa di unico. Come il suo talento – perché lei il fattore X ce l’ha innato – e la sua voce, capace di adattarsi, fare giri immensi fino a esplodere e lasciare tutti senza parole. Anche il loquace Fedez, il suo giudice, che l’ha sfidata portandola sul terreno scivoloso del rap, mettendo a segno uno dei percorsi più strepitosi dell’edizione che si è chiusa il 13 dicembre. "Il mio futuro? Tutto da scrivere", svela a Panorama.it poche ore dopo aver conquistato il secondo posto dietro Anastasio.

Naomi, X Factor 12 è finito da poche ore: ora seguirai la strada del pop o quella della lirica? 

Cercherò di seguire la strada più idonea, quella che mi farà stare meglio. Del resto è sto da sempre a cavallo tra lirica e pop.

In più si è aggiunto il rap, complice l’intuizione di Fedez. Non c’è un rischio appiattimento, specie per te che hai ricevuto in dono un talento unico?

Non credo. Ho due doti predominanti, la vocalità e la ritmica. In una canzone dovrei riuscire a fare sia la parte rap che quella cantata, per mostrare entrambe le cose. Come ho fatto in Problem, durante uno dei Live, vorrei unire le cose.

Facciamo un passo indietro. Quand’è nata la passione per il canto?

Da piccola. Ho iniziato a studiare lirica da bambina, al coro delle voci bianche del San Carlo di Napoli. Poi mi sono allontanata a causa dell’amore per il pop ma dopo il liceo volevo restare in ambito musicale e mi sono iscritta alla laurea in canto lirico, al Conservatorio di Salerno: per me la lirica è la didattica vera.

Ti sei laureta con 110 e lode e menzione accademica.

Esatto, con una tesi su Follia e pazzia in Lucia di Lammermoor, portando in particolare la scena della pazzia, che è molto difficile.

Dopo la laurea cos’è successo?

Sono iniziate diverse collaborazioni. Ho fatto La serva padrona al Teatro Verdi di Salerno e poi si stavano aprendo altre strade. Avrei dovuto realizzare dei progetti a Bruxelles, legati al mondo della musica barocca, e altre cose con l’Orchestra Scarlatti di Napoli.

E a X Factor come ci sei arrivata?

 


 

A un certo punto ho cominciato di tornare alle mie radici più pop. Non sentivo più di essere felice e così, quasi per gioco, ho fatto i casting.

Alle Audizioni hai lasciato tutti senza parole, compreso Fedez, che poi è diventato il tuo giudice.

Non conoscevo bene Fedez, è un personaggio criptico. Ha fatto delle scelte azzardate per me, abbiamo barcollato ma siamo arrivati in finale. Mi sono fidata di lui e lui si è fidato di me. Quando si è aperto, l’ho conosciuto meglio e ho scoperto una persona molto diversa da come la immaginavo.

Te l’aspettavi la finale?

No, affatto. Così come il secondo posto. Da certo punto in poi ho trovato la chiave ed è come se si fosse aperta una nuova strada. La predisposizione al rap è stata una fortuna anche perché mi ha aiutato ad arrivare alle persone e alle generazioni più giovani.

Dal teatro agli studi tv. Cos’hai capito sul palco di X Factor?

Che tutto era diverso dall’opera: la faccia, lo sguardo, il modo di interagire col pubblico, è completamente diverso in tv. Quando capisci che devi comunicare, divertirti, scambiare energie, allora tutto diventa più bello.

Pensi che l’inedito, obbiettivamente debole, ti abbia penalizzato?

Non mi ha aiutato, non era adatto a me. Un inedito diverso, forse mi avrebbe dato altre possibilità.

In compenso Chiara Ferragni ti ha supportato via social.

So che ero una delle sue preferite. Mi ha fatto un sacco di complimenti, anche in camerino da Fedez, dopo la finale: lui le ha parlato molto di noi, aveva a cuore le nostre situazioni.

Tornando alla lirica, qual è la tua opera preferita?

La Turandot. Purtroppo non la potrò cantare perché sono un soprano leggero e lì ci vuole un bel soprano spinto.

Il tuo soprano preferito?

Nadine Sierra: è pazzesca, ha una voce incredibile. E poi la russa Anna Netrebko, un soprano puro tendente al drammatico: è bravissima.

Il tuo futuro lo vedi a cavallo tra opera il pop?

Non so se intraprenderò il crossover. Per me esiste o l’una o l’altra strada, o l’opera o il rap. Mi piacciono gli estremi, in tutto.

Chi pensavi che avrebbe vinto X Factor?

Anastasio. All’inizio mi stava antipatico poi l’ho conosciuto meglio: dietro quell’aria da Grinch, c’è di più.

Per saperne di più: 

© Riproduzione Riservata

Commenti