Francesco Canino

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Il sogno di Andrea Biagioni si è infranto a sette giorni dalla finale di Factor 10. La soddisfazione di cantare il suo inedito se l’è tolta, quella di esibirsi al Forum di Assago resta invece solo un sogno, almeno per ora, visto che al momento del Tilt il pubblico ha preferito regalare a Roshelle un biglietto per l’ultima decisiva puntata. Un peccato, perché la canzone presentata ieri dal cantautore di Lucca – Il mare dentro, scritta per lui da Diodato e già finita tra i primi dieci brani più scaricati su iTunes – era forse uno dei brani più convincenti tra gli inediti di questa edizione. “Con questa canzone avresti vinto Sanremo”, ha azzardato convinta Arisa (per lei semifinale sottotono, vista l’assenza dalla gara di cantanti della squadra). Un endorsement che però non è bastato al concorrente della squadra di Manuel Agnelli per superare la prima manche e nemmeno per conquistare il ballottaggio decisivo. “Ma me l’aspettavo di non arrivare fino in fondo”, svela a Panorama.it

Andrea, partiamo facendo un piccolo passo indietro. Hai sempre detto di aver snobbato i talent, poi hai cambiato idea con l’arrivo di Manuel Agnelli. Soddisfatto del tuo percorso a X Factor?

Ero scettico sui talent in generale, perché sono geloso di come cerco di fare musica io, alla vecchia maniera. Ma è stata una sfida personale, dovevo superare lo scoglio dell’andare in tivù e di lavorare in un contesto frenetico: il fatto che ci fosse Manuel è la cosa che mi ha convinto definitivamente, mi dava la speranza di poter fare musica come piace a me. Ed è andato tutto come speravo.

Te lo immaginavi di finire al ballottaggio con Roshelle?

Allo scontro poteva andarci chiunque, perché il livello ormai è molto alto. L’unica differenza è lo stile musicale e alla fine è il pubblico che decide: un po’ me l’aspettavo di non arrivare fino in fondo, forse perché sono più “classico" come stile e genere e anche un po’ meno in target rispetto a chi guarda il programma.

La finale l’avevi sognata?

Il mio primo obiettivo era arrivare all’inedito. In ogni Live ho sempre cercato di dare il massimo e arrivare in finale sarebbe stato come chiudere un cerchio, ma nelle ultime tre puntate ho avuto la possibilità di fare alcuni dei miei brani preferiti e dunque sono strafelice così. Non mi sarei mai immaginato nemmeno di entrare nel programma, sinceramente.

“Con questa canzone avresti vinto Sanremo”. La frase di Arisa compensa i giudizi critici che non ti ha mai risparmiato.

Arisa è stata troppo condizionata fino a quando ha avuto un concorrente in gara. Tutte le volte mi bacchettava tanto che ad un certo punto l’ho presa sul ridere perché mi commentava sempre negativamente: ieri mi è sembrata molto sincera, ha detto in maniera positiva quella frase forse perché non si aspettava che cantassi in italiano e forse perché ha visto un lato diverso di me. Le ho fatto cambiare idea.

Pensi che sia stata strategica in tutte le puntate dei Live?

Se per tutto il programma spari a zero e poi fai i complimenti quando non hai nessuno in gara, questo ti lascia capire che non sempre è stata sincera con i giudizi: però, ripeto, ieri sera secondo me lo è stata. Lo spero, almeno. Lei può aver apprezzato un brano come il mio, perché è vicino al suo mondo. Finalmente, senza paura di perdere qualcuno in gara, ha detto la verità: in generale penso poi che Alvaro Soler sia stato sempre super sincero, idem Fedez che ha speso parole giuste nei miei confronti.

Tracciando un bilancio, sei soddisfatto del tuo inedito? 

Sono arrivate varie proposte e io mi ero portato dietro diverse cose mie. Ho scelto l’inedito che mi ha emozionato di più: non sapevo se cantare in inglese o in italiano, ma sono andato di pancia perché il brano di Diodato sembrava scritto per me, come se lui mi conoscesse, visto che c’erano dentro tutti i colori della mia voce. Ci abbiamo lavorato con gli Aftherhours, incasellando l’arrangiamento per arrivare a quello che funzionava di più e il risultato mi piace molto pur avendo avuto poco tempo per lavorarci. 

Ti piacerebbe continuare a lavorare con Manuel Agnelli?

Non so cosa mi aspetta ora ma sicuramente ci faremo una cena a Milano e una a Lucca: Manuel è molto contento del lavoro fatto e farsi dare del fuoriclasse da lui per me è stato un regalo enorme, perché lo stimo tanto. È arrivato dove è arrivato solo per meriti suoi, non si è mai fermato. Sicuramente proveremo a lavorare assieme.

Chi pensi che vincerà la decima edizione di X Factor?

I Soul System sono degli animali da palcoscenico, fanno una festa ogni volta che si esibiscono e non c'è storia. Non vedo l’ora di suonare con loro. Gaia ha una personalità diversa, perché è più piccola, Eva come apre bocca ti racconta una storia, Roshelle è una bomba. Sarà interessante vedere la finale perché sono tutti diversi: non so bene cosa voglia il pubblico, dunque è difficile fare una previsione.

L’altra tua grande passione è la recitazione. Tornerai a recitare?

Non so se sono un attore, perché non mi sento così bravo. Mi piace provare cose nuove, ho fatto dei video e alcuni musical: il teatro è speciale, ma tutto quello che ho fatto è stata una fase di passaggio nella mia crescita artistica, perché mi piace cambiare e fare cose diverse. Non mi precludo nulla, anche di tornare a recitare.

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