Vittoria Belvedere: "Orgogliosa di essere il volto rassicurante della tv"

Così l'attrice di Un caso di coscienza 5: "Miro a trasmettere semplicità al pubblico e rifarei volentieri Sanremo"

Vittoria Belvedere in Un caso di coscienza 5 (Credits: Ufficio Stampa)

Claudia Catalli

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Da anni entra nelle case degli italiani protagonista dei più vari progetti televisivi. E anche ora che ha appena debuttato a teatro con il leggendario musical My Fair Lady, Vittoria Belvedere non rinuncia a lavorare per il piccolo schermo. La vedremo presto su Rai Uno, nei panni di un magistrato determinato e testardo, una donna molto tosta che affiancherà Sebastiano Somma come new entry nella serie Un caso di coscienza, giunta alla sua quinta serie. “Segno che il prodotto funziona ed è ben realizzato - commenta l’attrice di origini calabresi - Mi fa molto piacere tornare a lavorare con Somma, dopo un’esperienza insieme per un’altra serie su Mediaset, che purtroppo a livello di ascolti non andò troppo bene”.

Si rivede nel personaggio che interpreta in Un caso di coscienza 5?

Nell’ostinazione di una donna che cerca di essere forte e molto concentrata sul lavoro sì. Per il resto interpreto un pm che non cede a compromessi, che arriva a mettere in discussione la sua vita privata, mette tutto in disparte perchè la sua priorità è lottare contro la mafia e far valere i suoi sani principi. Non è stato facile sostenere processi pieni di battute, ma trovo stimolante tutto ciò che è difficoltoso. E poi Un caso di coscienza è uno zoccolo duro in Rai, non a caso è alla quinta serie. E poi c’è Somma che è un professionista e un collega piacevolissimo.

Come dev’essere il partner di scena ideale?

Rispettoso e simpatico, innanzi tutto. Ci sono molte meteore e personaggi piene di sè, io preferisco i colleghi che come me amano stare in compagnia. Non sopporto quelli che si vantano sempre e sono convinti che solo quello che hanno fatto loro sia di spessore.  

Lei viene considerata da anni uno dei pochi volti “puliti” e rassicuranti della tv: le fa piacere o avrebbe voglia di smarcarsi dall’etichetta?

Sinceramente ne vado fiera, perchè mi fa capire che sono molto vicina al pubblico e alla persona comune, e questo mi gratifica. Chi non mi conosce rischia di scambiarmi per una tipa fredda, gelida, irraggiungibile, mentre io sono molto vicina alla fioraia di My Fair Lady nel quotidiano. Quindi mi piace poter trasmettere questo tipo di spontaneità al pubblico che mi segue da casa.

Per questo accettò di partecipare a Ballando con le stelle?

Anche, da una parte volevo che mi si conoscesse per come sono realmente, dall’altra mi incuriosiva imparare e arricchire il mio bagaglio professionale. E’ stata un’esperienza indimenticabile, così come la parentesi sanremese.

Ecco, rifarebbe oggi Sanremo?

Se mi dovesse ricapitare sì, ma soltanto con Pippo Baudo: essendo stato il mio pigmalione mi sentirei protetta solo con lui.

Protetta dalle critiche?

Anche. Sfatiamo un mito: è vero che Sanremo è pesante dal punto di vista dell’esposizione mediatica, però se sei intelligente  le critiche costruttive le accetti e le utilizzi per riflettere e magari migliorare, oppure te le fai semplicemente scivolare addosso. Almeno, io ho sempre cercato di fare così.

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