Tutte le cifre del Festival: ecco quanto costa Sanremo

Sui compensi degli artisti si scatenano i critici e monta l'ironia del web. Ma in tempi di spending review, la Rai risparmia 1 milione di euro sul budget totale - I pronostici social - Fazio e Littizzetto - I Super Ospiti - I "Presenters" - Bar Refaeli e Bianca Balti - Sanremo Story: le vallette - Lo speciale

Fazio Littizzetto

Immancabile anche quest'anno la polemica sui compensi per i conduttori e gli ospiti del Festival – Credits: (Ansa)

Francesco Canino

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Quanto costa alla Rai il Festival di Sanremo? E quanto guadagneranno presentatori e ospiti? Tra ipotesi - tante - e qualche conferma, almeno una certezza: in tempo di crisi, la tivù di Stato ha tagliato budget e costi superflui e la scure della spending review è calata anche sulla kermesse canora. Ecco nel dettaglio tutte le cifre.

QUANTO COSTA IL CARROZZONE. Sanremo costerà quest’anno alla Rai tra i 18 e i 19 milioni di euro, con un risparmio di circa un milione rispetto alla precedente edizione. Sipra, la concessionaria pubblicitaria della Rai, stima di incassare tra pubblicità e telepromozioni (che Fabio Fazio, a differenza di molti suoi predecessori, non farà) circa 16 milioni di euro: una clip pubblicitaria nel primo blocco dopo le 21, costa circa 200 mila euro. I restanti due barra tre milioni di euro saranno invece coperti col canone.

CACHET DA STAR. Secondo Il Giornale, il compenso di Fabio Fazio ammonterebbe a circa 600 mila euro, duecentomila in meno rispetto ai predecessori. Ma il reuccio di Rai Tre resta comunque il conduttore più pagato dell’azienda pubblica, con un assegno che sfiora i due milioni di euro l’anno. E Luciana Littizzetto? Per la “trasferta” sanremese percepirebbe 350 mila euro. Oltre alle cinque serate festivaliere, va ricordato, c’è un serrato lavoro di preparazione che va avanti dalla scorsa estate. Incerti i cachet di ospiti e presenters, assai numerosi. “I risparmi sono stati fatti essenzialmente sugli ospiti” scrive Laura Rio.

TRASFERTE RIDOTTE. La stretta sui bilanci imposta dal direttore generale Luigi Gubitosi, colpisce anche l’“indotto” dei programmi che seguiranno il Festival. L’epoca delle trasferte di massa da Roma, insomma, è tramontato. “Ridotte all’osso le trasferte del personale: tecnici, redattori, assistenti ai programmi. Restano a casa anche tutti quei direttori e dirigenti considerati da Gubitosi non operativi” scrive Dagospia. Niente ‘città dei fiori’ per La Vita in diretta, che durante la settimana festivaliera di solito andava in onda dal teatro del Casinò. Confermata invece Domenica In.

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