Barbara Massaro

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Il mondo si divide in due grandi categorie: chi per vedere Game of Thrones sposterebbe anche la data del proprio matrimonio e chi non ha neppure la più pallida idea di cosa sia.

Per gli amanti della serie tv della Hbo il giorno segnato con cerchio rosso sul calendario era la notte tra il 24 e il 25 aprile quando contemporaneamente in 173 Paesi nel mondo è stato trasmesso il primo episodio della serie numero sei del Trono di Spade.

In Italia l'evento è stato trasmesso alle tre di notte e gli irriducibili di regni, intrighi e spade che hanno fatto il veglione in attesa della serie del cuore sono stati ben 140 mila, con una share monstre dell'8,03%.

In quel momento Sky Atlantic è stato il canale più visto in Italia. L'episodio, poi, è stato trasmesso in replica il 25 aprile alle 22.10 e alle 00.55 arrivando ad un totale di 330.000 spettatori in crescita del 38% rispetto alla quinta serie.

Game of Throne, del resto, è molto più di un fenomeno televisivo e con i suoi 173 Paesi sintonizzati contemporaneamente è entrato nel Guinness dei Primati.

La produzione della serie è mastodontica: gli episodi sono tratti dalle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin e sono tradotti in più di 20 lingue.

Alla gigantesca macchina della fantasia lavorano 700 persone.

Ogni episodio costa 6 milioni di dollari e gli attori che recitano nel cast sono 260. Tutte le sceneggiature sono riviste 60 volte.

508 le nomination avute per una miriadi di premi e 190 i riconoscimenti vinti.

Persino la Regina Elisabetta si era recata a visitare il set ammirando un Trono quasi più famoso del suo. Negli Stati Uniti, lo scorso anno, il nome più utilizzato per i neonati è stato Arya come tributo alla serie.

La riprese della nuova stagione erano iniziate nel luglio 2015 a Belfast, per poi trasferirsi in Spagna dove la serie è stata girata in molte località sparse sul territorio, tra cui le città di Peñíscola e Girona. Per la prima volta nella storia dello show, la sceneggiatura dei nuovi episodi si discosta in modo significativo dai romanzi, rendendo una completa incognita il futuro dei Sette regni e quello dei personaggi stessi della serie.

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