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Televisione

Top Gear Italia: 5 cose da sapere sullo show di Sky Uno

Tra le sfide più surreali, quella tra tre Papa-mobili guidate da The Stig

I tre protagonisti

Valsecchi,Meda,Bastianich Top Gear Italia I tre host di Top Gear Italia, prodotto da Toro Media per Sky Uno Ufficio Stampa Sky

Ironia, passione per i motori, competenza tecnica e goliardia. Sono questi gli ingredienti della versione italiana di Top Gear. Panorama.it ha fatto una piccola incursione alle porte di Milano sul set dello show di Sky Uno in onda da marzo 2016, prodotto da Toro Media, di cui sono in corso le ultime esterne prima di passare alle registrazioni in studio. Al timone del mitologico format della Bbc visto da 350 milioni di spettatori nel mondo ci sono Guido Meda, capo della redazione Motori e vice direttore di Sky Sport nonché pilota amatoriale di auto e moto; Joe Bastianich, re della ristorazione e appassionato di motori e grande collezionista di auto d’epoca, e Davide Valsecchi pilota nella F3 italiana poi ingaggiato nel 2010come terzo pilota del team Lotus.

La versione italiana

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“Realizzare l'edizione italiana rappresenta una sfida molto stimolante”, racconta Nils Hartmann, il Direttore Produzioni Originali di Sky Italia. “Una sfida che siamo sicuri sarà apprezzata, non solo gli appassionati di motori perché Top Gear è in grado di parlare a un pubblico più ampio, che ama programmi originali, di qualità, divertenti, con un terzetto di professionisti versatili e competenti”. Ma non si tratterà di un copia-incolla della versione inglese, come precisa il capoprogetto Ettore Partenò. “Sono si poteva fare un semplice adattamento o ragionare per schemi prefissati: tutto si basa sull’alchimia tra i tre protagonisti, che portano qualcosa di unico al format”. Con un plus fondamentale, fa notare Paternò, ovvero la grandiosa tradizione motoristica italiana, "la più importante d'Europa". 

The Stig, una certezza

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La grande certezza di Top Gear Italia? Ovviamente The Stig, ovvero il pilota misterioso. Proprio come in Inghilterra, anche in Italia la sua vera identità rimarrà rigorosamente misteriosa. “Lo Stig senza casco non esiste, si affloscerebbe”, commenta ironico Guido Meda. Ma sarà sempre lui ad accompagnare i tre conduttori nelle sfide in pista – girate sia in Italia sia all’estero – tutte ad alto tasso di pazzia, annunciano i produttori. Chissà se sarà proprio The Stig a consegnare in Vaticano le chiavi della Papa-mobile vincitrice. 

La sfida della Papa-mobile

Top Gear Italia Una delle prove in pista sarà fatta su tre improbabili Papa-mobile Ufficio Stampa Sky

In epoca di grandi cambiamenti e austerity, i tre host di Top Gear proveranno a realizzare una nuova auto per Papa Francesco, ovvero una versione della Papa-mobile degna del nuovo corso del Pontefice e all'insegna del risparmio. La produzione ha dato a ciascuno un budget di 5 mila euro per trasformare tre auto in una perfetta Papa-mobile, partendo da una Tata Diesel, una Renault Twingo e una Renault Espace. Dopo aver messo a punto le caratteristiche del mezzo, la scorsa settimana lo hanno in pista,  alle porte di Milano, insieme allo Stig. L'auto che ha vinto la prova – il vincitore sarà rivelato nel corso di una delle puntate - verrà consegnata direttamente in Vaticano.

Le prove in pista e le recensioni

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Oltre alle sfide in pista, sono previste anche recensioni – realizzate con uno stile unico e innovativo, “mai canoniche perché dobbiamo strizzare l’occhio agli appassionati di motori ma anche a quelli meno interessati alle auto”, dice Paternò – e prove sempre diverse. “I primi di novembre abbiamo messo a soqquadro Roma con un mezzo che nessuno si sarebbe immaginato: gli unici a conoscenza di quello che stavamo facendo era la Municipale”, anticipano i produttori. Non mancheranno gli imprevisti, le macchine distrutte (chissà cosa ne penseranno le case automobilistiche) e le auto d’epoca “nobilitate” che svelano caratteristiche più interessante delle moderne super car. “Una cosa è certa: non saremo settari”. 

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