Televisione

Storie Maledette: Franca Leosini riparte dal delitto di Avetrana

Torna il programma culto di Rai 3 ideato e condotto dalla giornalista napoletana, al via da domenica 11 marzo. Storie Maledette va in onda in prima serata

Franca Leosini

Francesco Canino

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Capire, dubitare, raccontare. È racchiuso in questi tre verbi il modo di agire di Franca Leosini, ideatrice e conduttrice di Storie Maledette, il programma culto di Rai 3, che riparte da domenica 11 marzo con tre nuove puntate in prima serata: la sedicesima edizione comincia con un'esclusiva, le interviste a Sabrina Misseri e a sua madre Cosima Serrano, che raccontano la loro verità sull’omicidio di Sarah Scazzi.

Storie Maledette, la nuova edizione parte dal delitto di Avetrana

Sarah Scazzi: quei venti minuti per morire è il titolo delle prime due puntate di Storie Maledette, in onda su Rai 3 domenica 11 e 18 marzo alle 21.20. Come già accadde nel 2016, il programma di Rai 3 andrà in onda in prima serata, dopo aver "militato" per quattordici anni in seconda serata, il sabato sera. "Ma sono un soldatino della rete e obbedisco", spiega Franca Leosini, che dopo mesi di studio (10 mila pagine di processo da leggere) e approfondimento ha incontrato Sabrina Misseri e Cosima Serrano per parlare del delitto di Avetrana.

Per la prima volta, le due donne raccontano la loro verità su uno dei casi che maggiormente ha diviso l’opinione pubblica italiana, l’omicidio di Sarah Scazzi. Con l’accusa di aver ucciso la piccola Sarah, dopo l'iter processuale che le ha condannate all’ergastolo, Sabrina e Cosima oggi scontano la pena nel carcere di Taranto.

Perché Franca Leosini fa impazzire i #leosiners (e non solo)

Se non fosse un aggettivo iper abusato, ci sarebbe un modo per definire in una sola parola Franca Leosini: iconica. Sarà per quel suo uso sfacciato di virtuosismi lessicali, iperboli e metafore stracult - "Ho il dovere di usare un linguaggio che non sia becero e scadente. Io scrivo come parlo"- per il look barocco e dettagliatissimo (tailleur da signora dei salotti bene pariolini, trucco marcato e cotonature ardire, tendenza sciuragram) o ancora per lo stile identitario, ma la giornalista napoletana si è conquistata una popolarità granitica

Il suo modo di guardare in faccia l'intervistato e sfogliare i quaderni fitti di appunti durante le puntate, fa impazzire i #leosiners (i suoi fan, un esercito compatto che la segue in ogni sua apparizione e inonda i social di commenti). La sua preparazione meticolosa - mesi di studio e di approfondimenti - le consente di scavare nell'anima e sfiorare il lato più buio delle "persone che sono piombate nel baratro di una maledetta storia", come le definisce lei. I gay la idolatrano, alcuni critici tv la bistrattano e lei, da giornalista di successo, si è trasformata in personaggio trasversale. 

Il segreto per rimanere distaccata davanti a storie così dure? Lo ha rivelato a Panorama.it: "Mantengo lo stesso distacco di un chirurgo al tavolo operatorio, ma al montaggio piango rivivendo le emozioni che trattengo in trasmissione. Io recito quello che ho scritto mentre gli interlocutori vivono uno psicodramma, rivivono l’inferno del loro passato".

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