L’amore ai tempi di Tinder sbarca su in tivù. Debutta infatti questo pomeriggio su Rai4 Smartlove, il nuovo dating show tutto italiano creato dal Format Department di Endemol Shine Italy, in onda dal lunedì al venerdì dalle 18.20. Cosa succede quando due single che non si conoscono accettano di scambiarsi i loro smartphone, password comprese, e di “mettersi a nudo” digitalmente? È questa la domanda di fondo del programma, definito un vero e proprio esperimento rivoluzionario, uno speed date ultra concentrato e intenso che darà ai protagonisti la possibilità di riassumere settimane e settimane di conoscenza in poche ore, quelle necessarie per “indagare” nel telefonino dell’altro. A raccontarci il meccanismo del nuovo show è Dante Sollazzo, classe 1981, responsabile del Format Department di Endemol Shine Italy.

Dante, com’è nato Smartlove?

Come gruppo creativo cerchiamo di spingere in alto l’asticella, cosa che non sempre porta a prodotti vendibili. Il dating show è tornato di moda, siamo arrivati alle versioni naked e proprio dopo aver visto infrangere il tabù della nudità abbiamo pensato: qual è il prossimo step? Oggi siamo tutti ossessionati dalla privacy, dalla possibilità che qualcuno acceda ai nostri conti, ai nostri dati e al tempo stesso i social media rappresentano una vetrina, sono la proiezione di quello che vorremmo essere. Sommando questi elementi abbiamo pensato di prendere due giovani che avessero voglia di mettersi in gioco, di spogliarli dal punto di vista tecnologico, di fargli conoscere una persona e farsi conoscere senza filtri.

Così i due protagonisti s’incontrano per la prima volta e si scambiano i cellulari.

Sono giovani che sono stufi di chattare senza arrivare a nulla. Vogliono saltare mesi di conoscenza e carpire quante più cose possibili l’uno dell’altro in 24 ore: consegneranno il proprio cellulare e le chiavi d’accesso all’altro e sarà un momento di grande tensione perché è come dare nelle mani di un altro il diario segreto. Per una giornata condurranno la loro vita di sempre ma avranno codice di sblocco dello smartphone dell’altra persona.

E qui scatta l’esperimento. Quali sono le prime cose che guardano?

Le foto, per capire il fisico, le attitudini e quanto è vanesio il possibile partner. Poi guardano Linkedin, per capire che lavoro fa, Facebook, Whatsapp – con tutti i gruppi e le chattate con i genitori – e la musica. È interessante perché emerge quanto mamme e papà siano tecnologici e persino le nonne mandano i messaggi vocali. Dal tipo d’interazione si capisce molto dei rapporti.

È un po’ come aprire un vaso di Pandora. Quante cose indicibili sono venute fuori?

Sono uscite parecchie cose, dalle relazioni non risolte con gli ex, alle foto osé, passando per i conflitti con la famiglia e gli amici, piccoli segreti e qualche chat compromettente. Viene fuori la vita.

L’abbinamento delle coppie come avviene?

In base a quelle che gli autori reputano affinità e poi all’aspetto televisivo. La prima cosa che ci veniva chiesta è “poi cosa vedo?”: il dubbio era che fosse un programma incentrato sui contenuti di un cellulare, in realtà raccontiamo le storie di due persone che vogliono conoscersi e lo smartphone è solo uno strumento per raccontarle. Ovviamente nel corso delle 24 ore arrivano chiamate, messaggi e loro rispondono: spesso i protagonisti nemmeno hanno avvertito amici e parenti. L’esperimento è una corsa contro il tempo, è come concentrare tanti appuntamenti con la doppia velocità.

Il finale diventa dunque una sorta di resa dei conti.

Si raccontano quello che hanno capito, c’è un confronto ma senza morbosità: non è come nel film Perfetti conosciuti, dove i protagonisti vanno alla ricerca degli scheletri nell’armadio. Sono ragazzi leggeri – anche se emergeranno temi come il bullismo, le problematiche alimentari, i rapporti con i genitori separati - che parlano e si relazionano senza tabù. Per questo ogni puntata è sempre diversa. Dopo l’incontro c’è poi la resa dei conti: si restituiscono il cellulare dopo essersi scambiati i numeri, e a quel punto si mandano un sms in cui svelano in tempo reale se vogliono andare avanti o meno con la conoscenza. Il finale riserva sempre delle sorprese.

Ci saranno delle puntate con protagonisti gay?

Sì e sarà una puntata piena di colpi di scena ma non anticipiamo se si tratta di due donne o due uomini. È un programma che sorprenderà molto e in un episodio c’è anche un ragazzo che è stato con una milf.

Perché Smartlove andrà in onda proprio su Rai4?

Perché il direttore Angelo Teodoli si è appassionato e ha intuito la potenzialità del format: quello che è piaciuto è che è nella sua semplicità ha grandi potenzialità.

Spieghiamo ai non addetti ai lavori cos’è un Format Department?

Ogni casa di produzione ha un team che sviluppa creatività. I format sono la benzina di una casa di produzione, senza non andremo da nessuna parte: da noi passano i formati inediti di tutto il mondo, guardiamo quelli ideati dal gruppo – non tutti diventano hit internazionali – che poi cerchiamo di vendere o che acquisiamo per poi adattarli, come Cucine da incubo e Boss in incognito.

A proposito, si dice che gli italiani siano parecchio bravi nell’adattamento dei format. Cosa ci mettiamo rispetto agli altri paesi?

Ti faccio un esempio concreto. Affari tuoi è un format olandese molto freddo e nordic, con bellissime ragazze che tengono in mano delle valigette piene di soldi. Chi ha lavorato alla versione italiana ha introdotto elementi nostri e una sterzata d’intrattenimento: così è diventato un successo, tanto che è stata copiata all’estero, persino nella scenografia, com’è accaduto in Spagna. Gli italiani danno sapore, trovano elementi iconici che imprimono un valore aggiunto a formati che già di loro hanno una valenza.

Accade anche col Grande Fratello?

Quello è un format che ha cambiato il linguaggio della tivù. Negli incontri Big Brother Exchange - in cui ogni paese ha un’ora per presentare novità delle nuove edizioni, dai giochi ai twist alle nuove stanze - italiani, spagnoli e australiani sono i più attesi: vuol dire che si aspettano sempre molto da noi, perché sappiamo fare un buon lavoro.

Si nota anche un’inversione di tendenza: gli italiani non si limitano solo a comprare ma vendere i loro format. Sono cambiati i tempi?

Si sono smosse le cose, non siamo più al duopolio televisivo, c’è stato un cambio di dirigenti, Sky e Discovery sempre più presenti sulla tivù free. Oggi lo scenario è più competitivo e dal punto di vista creativo, è uno stimolo a produrre idee nuove. Rispetto al mercato globale siamo piccoli e abbiamo dei limiti linguistici: gli stranieri hanno un potere agevolato nella vendita e budget più consistenti ma oggi vengono premiati non solo i mezzi ma la creatività. Così noi vendiamo format come Avanti un altro o I migliori anni e al prossimo MipCom di ottobre Smartlove diventa The Dating Code e sarà uno dei titoli di punta del catalogo Endemol.

A proposito di Endemol, lunedì prossimo debutta su Canale 5 la prima edizione italiana del Grande Fratello Vip. Cosa puoi anticiparci?
Poco, a parte che ci saranno delle belle prove, molto interessanti. Le premesse sono super, il cast è di primo livello e sarà divertente vedere Valeria Marini e Pamela Prati in fila per il bagno.

A proposito di reality e talent vip, sono partite le riprese di Celebrity MasterChef, altro format Endemol Shine, che vedremo la prossima primavera su Sky Uno.

Per noi è un banco di prova, perché il format è tornato nelle mani della casa madre, dunque da quest’anno produciamo anche la versione classica di MasterChef. Non è stato facile entrare in una produzione rodata, ma c’era l’orgoglio di fare bene. Quanto al Celebrity, esiste da tanto tempo ma che per varie ragioni non si era fatto in Italia: partiamo da un cast molto forte, che ci darà grandi soddisfazioni.

Tra l’altro i vip si erano già cimentati ai fornelli con Il ristorante, un vostro titolo condotto con successo da Antonella Clerici su Rai 1. Perché se ne fece una sola edizione?

Io non ero in Endemol allora, ma azzardo un’ipotesi. Il format era molto forte ma forse troppo avanti per quel periodo e forse non proprio adatto a Rai 1, che infatti non ha mai più realizzato un reality. Fu un tentativo riuscito, visti gli ascolti, ma forse i tempi erano prematuri per parlare di cucina in prima serata.

Chiudiamo con una chicca: svelaci la prossima idea vincente del Format Department di Endemol.

(ride) Finché un format non è stato chiuso e venduto è top secret. È come la formula della Coca Cola: le idee sono nell’aria, è facile avere idee simili perché chi come noi lavora a contatto con tanta creatività e dunque non posso anticipare nulla. Intanto seguiamo i trend, cerchiamo di intercettare le novità e guardiamo sempre ai game show, che sono il nostro pane quotidiano, e al mondo dei web e ai social media. Ora abbiamo in mente cooking show che rappresenterà qualcosa di diverso rispetto a MasterChef e Top Chef: forse abbiamo trovato una formula per raccontare il food in chiave completamente nuova.

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