Televisione

Simone Annicchiarico: "Torno in tivù per il concerto di Natale"

Lo speciale sarà trasmesso anche su R101 e Radio Italia oltre che in streaming

Simone Annicchiarico

Francesco Canino

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Simone Annicchiarico è uno spirito libero e gli spiriti liberi, per definizione, non sono incasellabili, restano sfuggenti, sempre attenti a non farsi imbrigliare in maglie troppo strette. Corre veloce Simone, con le parole - che escono come un fiume in piena - e ancora di più con la testa, sempre in cerca di nuovi stimoli, di passioni e avventure in cui lanciarsi. Dopo qualche mese di assenza dal piccolo schermo, torna in tivù la sera di Natale con Fronte del palco – Speciale concerto di Natale, su Italia 1 alle 23 e 20, durante il quale Mario Biondi presenterà A very special Mario Christmas, il suo ultimo cd. L’appuntamento sarà trasmesso in contemporanea anche su R101 e Radio Italia oltre che in streaming sui siti delle due radio (alle postazioni radiofoniche ci saranno rispettivamente le speaker Chiara Tortorella e Manola Moslehi). In attesa di nuovi progetti televisivi, si racconta a Panorama.it.

Simone, giovedì 25 dicembre ti vedremo su Italia 1 Fronte del palco – Speciale concerto di Natale, con Mario Biondi. Di che si tratta?

E’ un concerto natalizio con i grandi classici del Natale e alcuni brani di importanti cantanti italiani reinterpretati dalla voce fuori dall’ordinario di Mario Biondi. Devo ammettere che è stata un’esperienza piacevole e per certi versi inaspettata.

In che senso? 

E’ un format che manca nella tivù italiana, perché mixa la musica dal vivo e l’intervista con il cantante che si racconta a due passi dal suo pubblico: c’era una grande osmosi tra Mario e i suoi fans, gente vera, non persone che applaudivano a comando. Spero che vada bene e che la rete decida di fare altri speciali di questo genere perché c’era una atmosfera piena di passione e molto spontanea.

Tu poi sei un grande appassionato di musica e non potrebbe essere diversamente visto che tuo nonno, Carlo Rustichelli, era un compositore e un musicista. Che genere ascolti?

In questo momento sono immerso fino al collo nella musica nera e nel funk. Ma ascolto di tutto, tranne il rap italiano, che mi lascia indifferente: tutto è soggettivo, per carità, ma se si parla di arte, la musica vera la fa chi la sa leggere e suonare.

Dai l’impressione di essere uno spirito libero. E’ così?

Purtroppo moriamo ma se fossi immortale forse mi affilierei. Raramente ho visto gente cambiare la squadra di calcio, in compenso c’è chi passa con disinvoltura dal rock alla musica classica e chi dopo una vita da fascista diventa comunista. Essere uno spirito libero è difficile: che ma non è un voler essere diverso a tutti i costi, piuttosto è il tentativo di capire se quello che mi hanno insegnato è giusto. Per rispondere alla tua domanda, sì, lo sono e anche tanto.

Nel lavoro questa cosa ti ha penalizzato?

Molto. Oggi poi che siamo in pieno dominio di politically correct, ogni parola rischia di offendere qualcuno: ma così si finisce nella finzione totale, cosa che non tollero e non lo accetto. Le manette si possono mettere ai polsi ma non alla mente.

A maggio si era parlato di un tuo passaggio a Sky per condurre Italia’s Got Talent, poi tutto è sfumato: cos’è successo?

Io non mi sono proposto e soprattutto non sono mai stato un contatto. Di base avevo detto che non l’avrei fatto su Sky, per fedeltà a Maria De Filippi e a tutto il team Mediaset vista la grande possibilità che mi è stata data. Ho saputo da Belén (Rodriguez, ndr) che il format era passato a Sky e a quel punto hanno iniziato a circolare notizie sul mio passaggio a Sky: può essere che qualcuno abbia pensato che fossi passato a Sky, un classico qui pro quo, ma nessuno di Fremantle Media – con cui nel frattempo ho lavorato per Calzedonia Ocean Girls – mi ha mai proposto la conduzione di Italia’s Got Talent.

Che idea ti sei fatto della nuova giuria e della conduttrice, Vanessa Incontrada?

Mi sembra una giuria molto forte. L’unico che non conosco è Frank Matano, perché non sono un gran fruitore di YouTube.

Ma ti piacerebbe lavorare a Sky?

Io accetto anche un lavoro da TeleNorba se me lo offrono: basta che sia un progetto onesto, in cui mi riconosco e che sia remunerativo perchè non vivo d'aria.

Ti è mancata la tivù in questi mesi?

Il lavoro manca a chiunque, a meno di non avere una vita super impegnata. Non mi è mancato il lavoro solo per l'aspetto economico quanto per sentirmi in qualche modo più completo. Ma in questo lavoro metti in conto la possibilità di avere un calendario particolare, con mesi di grandi impegni e poi il vuoto.

Se potessi scegliere, che programma condurresti a partire da domani?

Avendo studiato storia dell’arte ed essendo un grande appassionato di questa materia - ho divorato interi volumi sul Rinascimento e sul ‘500 – sarei felice di realizzare un programma sull’arte: non avrei problemi lessicali, ecco. Anche se non mi dispiacerebbe rifare La valigia dei sogni, il programma sul cinema che conducevo per La7.

E’ vero che hai scritto diversi format per la tivù?

(ride) E’ vero ma ho un orrendo difetto: mi piacciono tante cose contemporaneamente, mi appassiono, poi però lascio molte cose incompiute salvo ritornarci qualche tempo dopo.

Un sogno nel cassetto televisivo?

Realizzare un programma di quelli alla Renzo Arbore, un Indietro tutta o Quelli della notte, format liberi e intelligenti, carrozzoni felliniani con personaggi e personaggi surreali e magnifici. Certo, io non mi considero all’altezza di Arbore, ma mi piace quella tivù lì, libera dagli schemi degli anni ’80, con musica e artisti veri: credo che una bella fetta di pubblico avrebbe voglia di quel genere di intrattenimento lì. Il problema è che c’è una grande paura di rischiare nella tivù italiana e così si inaridisce in maniera irreversibile una parte della cultura di questo paese.

Tu sei figlio di due grandi artisti, Walter Chiari e Alida Chelli: le trame del tuo carattere a chi ti rendono più simile?

In realtà a tutti e due, dipende dai punti di vista. Ho lo stesso approccio alle cose e la stessa curiosità scimmiesca di mio padre: sono una scimmia dispettosa come lui, non c’è dubbio. Ma al tempo stesso, sono rilassato e so essere sornione come mamma, che aveva un approccio feline, da gattone.

A tuo papà hai dedicato un libro, Walter e io, ricordi di un figlio. Ne scriverai uno dedicato a tua mamma Alida, scomparsa due anni fa?

Perché no, avrei molto da raccontare e la scrittura è un mezzo che mi piace molto. Un giorno vorrei scrivere un libro sulla mia famiglia, in generale, perché c’erano personalità molto interessanti e per certi aspetti fuori dall’ordinario. Ho molto materiale su cui lavorare.

 

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