Under the Dome, cinque motivi per seguire la serie su Rai 2

Tratte dal libro di Stephen King e da lui prodotte con Steven Spielberg, le 13 puntate stanno conquistando il pubblico italiano. Ecco perché

Marida Caterini.

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È iniziata su Rai 2 la lunga avventura di Under the Dome e durerà ben tredici settimane. La serie tv, ispirata al romanzo di quattro anni fa di Stephen King (The Dome, edito da Sperling & Kupfer ), racconta il dramma di Chester's Mill, una cittadina americana nel Maine che, all'improvviso, si trova imprigionata in una cupola invisibile il cui potere è di isolarla completamente dal resto del mondo. La produzione è dello stesso King in collaborazione con il premio Oscar Steven Spielberg.

Showrunner delle tredici puntate è Brian K. Voughan, tra gli sceneggiatori della serie Lost. Under the Dome è stata accolta negli USA da un'audience di 13 milioni di spettatori stabilizzatasi oltre i 10 nelle puntate finora andate in onda. In Italia l'esordio su Rai 2 ha sfiorato il 10% si share, un risultato di tutto rispetto. Gli attori protagonisti sono volti e nomi noti della più importante serialità made in USA. Mike Vogel (interprete di Bates Motel) è "Barbie", un ex soldato venuto a Chester's Mill per compiere una missione segreta, Rachelle Lefevre è Julia, una giornalista che insiste nell'indagare sulla presenza della cupola che imprigiona la cittadina anche perché vuole ritrovare il marito scomparso, Dean Norris (Breaking bad) è James, membro del consiglio comunale della cittadina che sfrutterà la presenza della cupola per ampliare i propri interessi economici. Britt Robertson, invece, è Angie, una infermiera la cui sorte cambia con la presenza della cappa invisibile sulla città. Il gradimento di pubblico è giustificato dai seguenti cinque motivi.

1) La trasposizione della serie dalle pagine del romanzo al piccolo schermo ha mantenuto il piglio visionario insito nelle pagine di King. La suspense è l'elemento fondamentale, presente in ogni inquadratura, nei dialoghi, nelle atmosfere e conferisce allo svolgersi del racconto quella carica adrenalinica necessaria a catturare lo spettatore. La professionalità della produzione targata King-Spielberg rende le atmosfere mystery molto accattivanti e di spessore differente da tutte le altre presenti in serie del genere. Ciò accade grazie alla caratterizzazione dei personaggi ben delineati e mai "imprigionati" nelle obsolete categorie seriali di "buoni" e "cattivi". Tutti hanno un'evoluzione psicologica che riserva continui colpi di scena.

2) La cupola è il pretesto per raccontare le storie personali dei protagonisti e di tutti i personaggi che man mano fanno la loro apparizione nel corso delle puntate. C'è la moglie che cerca il marito scomparso, l'adolescente molto sveglio e intelligente che si sforzerà di dare un contributo alla risoluzione del problema "cupola", ci sono i genitori più o meno attenti alle vicende dei propri figli, gli amministratori scorretti che tentano di trarre profitto anche da situazioni drammatiche. E ci sono quelli che cercano di ostacolare il lavoro di chi sta per liberare la cittadina dalla sua prigione invisibile. Insomma tutta una varia umanità che ha connotati ben noti e che appassiona.

3) Le atmosfere da sopravvivenza estrema sono ben presenti e visibili nello svolgimento della vita quotidiana. Chester's Mill, infatti, isolata nella sua prigione invisibile, dovrà cercare di sopravvivere giorno dopo giorno fino al momento in cui la cupola si alzerà da terra e svanirà, liberando la popolazione. In questo contesto, i richiami al serial cult Lost sono numerosi. Non a caso Brian K. Voughan, che di Lost è stato sceneggiatore, ha fatto sentire il suo tocco vincente anche in Under the Dome, soprattutto attraverso i tanti espedienti a cui dovrà ricorrere la popolazione per far fronte alle emergenze di tutti i giorni.

4) La serie non è fedele al romanzo di King. Quella che potrebbe sembrare una "defaillance" di autori, sceneggiatori e produttori, è invece una scelta ben specifica voluta per ragioni di sceneggiatura e non solo. Innanzitutto la cupola resterà su Chester's Mill per un periodo di tempo molto più lungo rispetto a quanto descritto nel romanzo. E la stessa origine di questa cappa invisibile sarà da attribuire a motivazioni diverse da quelle spiegate alla fine del libro di King. Queste scelte sono state approvate dallo stesso scrittore e rispondono alla necessità di creare suspense anche in quei fan che, avendo letto il libro, avrebbero avuto qualche motivo in meno per seguire eventi già noti. Anche i personaggi del serial non sempre rispecchiano quelli delle pagine letterarie.

5) Il giusto mix di mystery, suspense, fantasy, sentimento e psicologia dei personaggi rende il prodotto molto intrigante. La differenza, rispetto alle altre serie tv, è che questi ingredienti non sono diluiti nel corso delle puntate per allungare i tempi della narrazione. Risultano, invece, concentrati nelle tredici puntate, ognuna lunga poco meno di un'ora.

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