Serie tv distopiche: le migliori del 2018

A esorcizzare il futuro che non vorremmo ci pensa la tv: da The Handmaid's Tale a Black Mirror, passando per gli incubi di Philip Dick

Eugenio Spagnuolo

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La più famosa (e premiata) è The Handmaid’s Tale, ispirata al romanzo di Margaret Atwood, che figura anche tra i produttori. Ma la distopia, termine creato dal filosofo John Stuart Mill, come genere narrativo è l’ingrediente base di molte serie tv. Qui abbiamo raccolto le 8 più interessanti del 2018.

 

1. The Handmaid’s Tale (Tim Vision)
Un gruppo di fanatici religiosi prende il potere nell’america secolarizzata (e liberal) e mette a posto le cose a modo suo. Il levitico dienta Costituzione: le donne diventano ancelle alla mercè dei nuovi padroni, i gay vengono messi al muro. Ma sotto sotto cova una resistenza… Femminile, of course.
Dopo una prima stagione premiata da ascolti e critica, la seconda sembra aver perso un po’ di smalto: ma il discorso di Atwood su ciò che potrebbe accadere quando il sonno della ragione prende il potere, merita tutte le nostre attenzioni.

2. The Black Mirror (Netflix)
È una serie antologica: scenari e personaggi sono diversi per ogni episodio. Il titolo - letteralmente lo specchio nero - si riferisce al freddo schermo nero di ogni televisore, monitor o smartphone. Creata e scritta da Charlie Brooker, Black Mirror scava nel disagio nei confronti del mondo contemporaneo e ogni episodio è un racconto che un futuro dove la tecnologia ha preso il sopravvento.

3. The Man in the Hight Castle (Amazon Prime Video)
Serie cult ispirata al romanzo La svastica sul sole di Philip K. Dick, si svolge nel 1962 e racconta cosa sarebbe successo se le potenze dell’Asse avessero vinto la seconda Guerra Mondiale, con gli Stati Uniti sconfitti e divisi tra Germania e Giappone.

4. Humans (Tim Vision)
Remake della serie fantascientifica Real Humans e ambientata nella periferia di Londra, Humans racconta una realtà parallela contemporanea in cui tutti sono dotati del Synth, un robot molto sviluppato e ideato con lo scopo di diventare un domestico che svolga i lavori più umili. Anita (Gemma Chan, Sherlock, Animali fantastici e dove trovarli, Diario di una squillo per bene), il Synth della famiglia Hawkins, dimostrerà ben presto di avere delle capacità superiori alla media, quasi “umane”.

5. Westworld (Sky Atlantic)
Secondo autorevoli previsioni tempo 20 anni e ognuno di noi avrà il suo robot domestico. E chissà quanto somiglierà ai robot di Westworld, la serie cult prodotta dalla HBO, di cui su sky nel 2018 è andata in onda la seconda stagione: I robot Dolores (Evan Rachel Wood) e Maeve (Thandie Newton), il sanguinario Uomo in Nero (Ed Harris) e gli altri protagonisti ritornano per prendere parte alle nuove “storie” del parco tematico di Westworld nella città di Sweetwater.

6. Philip K. Dick's Electric Dreams (Amazon Prime Video)
Ammettiamolo: se c’è uno scrittore a cui cinema e tv devono tanto, quello è Philip K. Dick. E non solo per Blade Runner, Minority Report e per aver preso a prestito da lui la metafora (abusata) del Grande Fratello. Questa serie antologica, contiene 10 episodi ispirati ad altrettanti racconti di Dick e adattati da altrettanti scrittori e registi americani ed inglesi.

7. Altered Carbon (Netflix)
Tratta dall’omonimo e pluripremiato romanzo noir cyberpunk di Richard K. Morgan, è una storia di delitti e passioni ambientata tra 300 anni, nel futuro: in una società completamente trasformata dalle nuove tecnologie, dove la coscienza è digitalizzata, i corpi umani sono intercambiabili e la morte non è più permanente, Takeshi Kovacs (Joel Kinnaman) è l'unico sopravvissuto di un'élite di guerrieri interstellari sconfitta durante un'insurrezione contro il nuovo ordine mondiale…

8. The Purge (Amazon Prime Video)
A proposito di distopie: una delle più disturbanti (e di successo) degli ultimi anni è sicuramente quella dei film The Purge, che da qualche mese ha anche la versione tv: la storia si sviluppa nell’arco temporale di 12 ore in cui tutti i reati, compreso l'omicidio, sono legali. Ambientata in un'America irreale, governata da un partito politico totalitario, The Purge incrocia le storie di diversi personaggi di una piccola città, apparentemente non collegati tra loro.


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