Ray Donovan: la serie tv che ha conquistato gli Usa

Una parata di stelle per raccontare il lato oscuro di Hollywood. Che la tv abbia trovato i nuovi Sopranos?

Eugenio Spagnuolo

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C'è chi dice che potrebbe raccogliere l'eredità dei Sopranos. E chi azzarda il paragone con Breaking Bad. Quel che è certo è Ray Donovan, la nuova serie trasmessa ad agosto dal canale Showtime, con ascolti record, non ha lasciato indifferenti gli spettatori americani, meritandosi la riconferma per un'altra stagione. E il plauso della critica. "Vi ricordate la prima volta che avete visto I Soprano, Breaking Bad o Six Feet Under - ha scritto il New York Post - e sapevate che stavate guardando qualcosa di mai visto prima? Preparatevi a che ciò via accada di nuovo: Ray Donovan è una serie altrettanto bella". Arriverà in Italia? E' più che probabile: a una serie così non si dice di no. Ecco perché.

La storia
Ray Donovan è un fixer (in italia diremmo "faccendiere"). Risolve i problemi delle celebrities, muovendosi come trait d'union tra il mondo del crimine e Hollywood. Spia, corrompe, minaccia. Ha clienti di peso: un divo legato a Scientology (ogni riferimento…), un giocatore di football che ama mettersi nei guai, un sex symbol che rischia la carriera per una relazione con una transessuale, un produttore dalla doppia vita. Ma soprattutto Ray Donovan ha una famiglia con cui fare i conti: moglie, due figli e due fratelli problematici. Il padre, Mickey, è appena uscito dal carcere dopo 20 anni e vuole ricongiungersi con la sua famiglia a Los Angeles, ma Ray lo vuole morto. E gli spettatori si chiederanno perché fino all'ultima puntata.

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Il cast
Preparatevi a una parata di stelle: Ray Donovan è interpretato da Liev Schreiber, Mickey da un acclamato Jon Voight. E in ruoli diversi appaiono Elliot Gould, Rosanna Arquette, James Woods e Katherine Moennig, l'anti-star della serie The L Word.

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L'autrice
E' Ann Biderman, che ha all'attivo la pluripremiata Southland e alcuni episodi di NYPD Blue (con cui ha vinto un Emmy Award). In Ray Donovan è riuscita a miscelare azione e dramma, superando in crudezza l'attualità dei TG (droga, pedofilia, dipendenze entrano ed escono continuamente dalla narrazione, senza retorica), in quella che ha tutta l'aria di essere una versione neorealista di Hollywood Babilonia. I suoi personaggi sono metafore dell'America vera e non sono quasi mai innocenti. Eppure riescono a farsi amare.

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Perché piace
Perché è un affresco possibile di Hollywood oggi (sparatorie a parte). Perché azione e passione sono scandite da una bella colonna sonora. E perché ogni episodio sembra scritto per contraddire uno dei dieci comandamenti, a cominciare da "onora il padre", il che gli conferisce una certa tensione epica.

Cosa dice la critica
Metacritic, sommando le opinioni dei lettori con quelle dei critici, ha stabilito che Ray Donovan merita un punteggio di 75. Secondo l'Hollywood Reporter: "Ann Biderman ha creato la serie drammatica più ruvida, intelligente e carica di testosterone da anni a questa parte".

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