Eugenio Spagnuolo

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A che le chiedeva se introducendo amori gay nei suoi serial, da Grey's Anatomy a Scandal, fino a Le regole del delitto perfetto, volesse gayzzare la tv, Shonda Rhimes, la donna più potente della tv americana, ha risposto che in realtà lei voleva "normalizzarla". Perché gli amori tra persone dello stesso sesso nel 2015 non possono essere più considerati "eccezionali".

Nella sua battaglia Rhimes non è sola. La maggioranza dei produttori tv americani ha sposato da tempo la causa dei diritti civili, scegliendo di raccontare il composito universo LGBTQ (acronimo di gay, lesbo, bisex, transgender e queer) come possibilità della vita, senza i sensi di colpa della vecchia Hollywood (ben descritti nel documentario Lo Schermo Velato, di Robert Epstein e Jeffrey Friedman). Personaggi e amori omo, come mostriamo in questa fotogallery, appaiono in tutte le serie tv di maggior successo degli ultimi anni. Finanche in House of Cards, dove è lo stesso Presidente Underwood (Kevin Spacey) a condurre un terzetto bisex con la moglie e la guardia del corpo. O in Kingdom, serial sui tostissimi fighter del MMA, dove Nick Jonas è un gladiatore metropolitano gay, che sul ring non fa sconti a nessuno.

E se Looking e Cucumber si concentrano sulla vita di due comunità gay (rispettivamente San Francisco e Manchester), tutte le altre serie preferiscono le storie più inclusive, dove c'è spazio per tutti, etero ed omo. Nel segno di quell'uguaglianza tanto cara al presidente Obama, che dopo la storica sentenza della corte suprema americana a favore dei matrimoni gay, ha twittato: "L'amore vince". Quello di "oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l'uguaglianza". E chissà che la tv anche stavolta non abbia fatto la sua parte...

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