Mentre ero via

Mentre ero Via, parte la nuova fiction di Rai1

La storia di una donna, Monica, che perde la memoria ma che trova la forza di costruire una vita nuova

MENTRE ERO VIA

L a protagonista di Mentre ero via è una Vittoria Puccini inedita, un po’ donna «hitchcockiana» che sogna la sua rivincita un po’ anima fragile alla disperata ricerca del suo passato. La nuova serie di Rai1, al via da giovedì 28 marzo, è il terzo capitolo della trilogia di storie legate da un filo rosso, la rinascita femminile, cominciato con Vanessa Incontrada in Un’altra vita e proseguito con Anna Valle in Sorelle.

L’obiettivo di Rai Fiction? Tentare il «triplete degli ascolti» - i primi due capitoli chiusero con autentici boom, rispettivamente con 8 e 6 milioni di spettatori - affidandosi ancora una volta al Re Mida delle serie tv italiane, lo scrittore e sceneggiatore Ivan Cotroneo, che, con la sodale collega Monica Rametta, difficilmente sbaglia un colpo.

Prodotta con Endemol Shine Italy, Mentre ero via mescola il thriller psicologico, i colpi di scena clamorosi e la forza di un personaggio fragile ma al tempo stesso estremamente coraggioso che cerca di rispondere una domanda: «Chi ero io?».

Bella, ricca e determinata, Monica Grossi si risveglia dopo quattro mesi di coma senza ricordare nulla dei suoi ultimi anni di vita: in un’elegante villa sul Lago di Garda, la donna è testimone di uno scontro in cui muoiono il marito, Gianluca Grossi, manager dell’azienda farmaceutica di famiglia, e Marco De Angelis, avvocato con cui aveva una relazione clandestina. Mentre cerca di scappare, rimane a sua volta vittima di un incidente e quando si risveglia dal coma non soltanto non riconosce il mondo in cui si ritrova, ma la Monica di cui tutti le parlano - egocentrica, anaffettiva, traditrice e interessata solo ai soldi - per lei è diventata un’estranea.

Comincia così un percorso imprevedibile, pieno di sogni, inganni e condizionamenti, per ritrovare non solo la memoria ma anche la sua identità, proprio mentre la blasonata famiglia del marito ormai morto la ripudia, l’alta società della «Verona da bere» le chiude le porte dei salotti dorati e la battaglia per riconquistare l’affetto dei suoi figli si fa durissima. Ed è l’elemento psicologico uno degli architravi della sceneggiatura, perché solo esplorando il labirinto dei suoi ricordi, con l’aiuto della psicologa Caterina Liguori - interpretata da un’intensissima Stefania Rocca - Monica potrà disperatamente capire ciò che è realmente successo.

Ma il destino ha per lei in serbo un altro strano gioco, l’incontro con Stefano - interpretato da una super star della serialità italiana, Giuseppe Zeno - il fratello del suo presunto amante, anche lui alla ricerca della verità che si cela grattando appena sotto la versione ufficiale dei fatti. 

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