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McMafia: 5 motivi per guardare la serie e leggere il libro

La serie crime di Amazon Prime Video racconta i giri vorticosi del denaro mafioso, ispirandosi a un best seller. Proprio come Gomorra

McMafia Episode One

Eugenio Spagnuolo

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Quando il crimine supera i confini di un Paese, supera anche quelli dell’immaginazione. Potrebbe essere questo il claim di McMafia, la serie tv di Amazon Prime Video, che racconta i giri vorticosi del denaro sporco attraverso le vicende di una famiglia russa esule a Londra. Una serie in crescendo, che è già cult e merita di essere guardata per almeno 5 motivi.

Nasce da un libro

McMafia prima che di uno script, è frutto di un libro ben documentato: McMafia - Droga, armi, essere umani: viaggio attraverso il nuovo crimine organizzato globale, best seller scritto da Misha Glenny e pubblicato in Italia da Mondadori, nella stessa collana di Gomorra. Non è un caso: come Saviano, Glenny, già corrispondente della BBC in Russia, svela le rotte del crimine internazionale mettendo in luce le storie di alcuni dei suoi protagonisti. Federico Varese, professore di criminologia a Oxford e tra i massimi esperti della materia, a suo tempo se ne disse entusiasta: “Il libro di Glenny - scrive lo studioso - non rientra nel filone di testi che abbracciano teorie cospirative cosmiche. Mcmafia è un esempio del miglior giornalismo investigativo anglosassone, un illuminante viaggio nel ventre criminale del nostro pianeta. Glenny, ex corrispondente della BBC nei Balcani e autore di una storia della fine della Jugoslavia, è guidato dalla passione per la ricerca dei fatti e per la denuncia delle sofferenze umane, senza dimenticare che molte di esse sono frutto di politiche insipienti, non di rado emanate dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea…”.

È una coproduzione importante

MCMafia vede assieme BBC, AMC e Cuba Pictures, produttrice di tante serie tv di qualità made in UK. E se il marchio BBC garantisce sul rigore della serie, l’imprinting della AMC, già produttrice di The Walking Dead e Better Call Saul, è un’ulteriore garanzia di qualità (oltre che la chiave per conquistare il mercato americano).

I set

Una serie che aspira a raccontare le rotte globali delle mafie non può che travalicare essa stessa i confini nazionali: Tel Aviv, Mosca, Mumbai, Istanbul, Praga e Londra naturalmente. I produttori non hanno badato a spese, cercando di cogliere il lato oscuro di ciascuno dei luoghi toccati. Così se a Mumbai incontriamo la mafia degli slum, nella ricca e sempre più avveniristica Tel Aviv, il crimine ha il volto rassicurante di un miliardario, che ama la bella vita. Ma è con la mafia russa, che gli autori di McMafia hanno fatto un mezzo capolavoro, raccontandola lontano dai luoghi comuni e all’incrocio pericoloso con i servizi segreti.

Il cast e gli autori

Da tener d’occhio il protagonista James Norton, attore classe 85 formatosi alla grande scuola del teatro inglese e che secondo i rumors potrebbe presto scalzare Daniel Craig nei panni di James Bond. È bravo e suo agio nel ruolo. Ed è uno dei pochi personaggi british della serie, che prevedibilmente si affida a un cast internazionale dove c’è spazio anche per David Russell Strathairn, già candidato all’Oscar e vincitore della Coppa Volpi a Venezia nel 2005. La regia è di James Watkins, che l’ha scritta assieme allo sceneggiatore iraniano Hossein Amini.

La storia

Se Gomorra racconta la camorra partendo dai bassifondi e con molti riferimenti alla cronaca nera, McMafia mostra invece cosa succede ai piani alti del crimine, dove i mafiosi hanno studiato ad Harvard. Come tutte le crime story non difetta di colpi di scena. Cantando le lodi della serie, The Guardian ha definito McMafia "splendidamente messa insieme", con una sceneggiatura "una spanna sopra la media”.

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