Francesco Canino

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È possibile dissacrare i boss e restituire l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia? Si può scavare nel passato per parlarci del nostro presente attraverso un racconto atipico e graffiante del fenomeno mafioso? La risposta è sì. Ci aveva già provato Pif - al secolo Pierfrancesco Diliberto - e ci era riuscito mettendo d'accordo pubblico e critica con il film cult La mafia uccide solo d'estate e ora ci provano anche gli autori della nuova serie di Rai 1, ispirata proprio all'omonima pellicola. La fiction, al via questa sera alle 21.30, racconta la storia dei Giammarresi, una famiglia “normale” nella Palermo calda degli anni ’70. 

La mafia uccide solo d'estate, la nuova serie di Rai 1
Palermo, 1979. La serie comincia nell'anno "caldo", quello che sancisce l'inizio della stagione dei delitti eccellenti: Cosa Nostra alza il tiro e colpisce uomini delle istituzioni, come Boris Giuliano, e un giornalista coraggiosio come Mario Francese. Proprio in questo contesto così difficile - è l’eterno conflitto tra bene e male, dove si innesta la parabola di piccoli e grandi eroi - vivono i Giammarresi, una famiglia normale, composta da padre, madre, un figlio di dieci anni e una figlia di sedici, alle prese con problemi di lavoro, sentimentali ed  economici. Sono loro i protagonisti de La mafia uccide solo d'estate, un racconto che mescola tragedia e commedia per scavare nel passato più inquietante per parlarci del nostro presente. 

Il tono della fiction? Scanzonato e sentimentale, proprio come quello del film di Pif - che è nato e cresciuto a Palermo, nel quertiere Libertà - ispiratore e voce narrante di La mafia uccide solo d'estate. Sarà infatti lui a raccontare la storia della famiglia palermitana e al tempo stesso a guidare il pubblico narrando una la stagione intensa e sanguinosa. A dirigere la serie è il regista Luca Ribuoli, che spiega: "Ho cercato di creare un mondo che prendesse spunto dal film ma che poi riuscis- se ad avere una propria autonomia perché il racconto seriale ha altre regole, altri tempi".

Gioè e Frassica nel cast della fiction
Coprodotta da Rai Fiction e Wildside, la fiction in sei puntate ha un cast piuttosto variegato. A cominciare da Eduardo Buscetta, il piccolo Salvatore, che ha solo 10 anni ma già gli occhi aperti sul mondo e un spiccato senso della giustizia. Proprio come suo padre Lorenzo, interpretato da Claudio Gioè, un uomo pieno di dubbi e una forte morale, costretto più volte a scontrarsi con la mafia. Tra i protagonisti ci sono anche Anna Foglietta (Pia, la mamma di Salvatore), Francesco Scianna (Massimo, lo zio, l'unico della famiglia secondo cui la mafia non esiste), Valentina D'Agostino e uno strepitoso Nino Frassica. L'attore è Fra Giacinto, il padre spirituale della famiglia, con un senso religioso tutto suo, punto di riferimento dei Giammarresi che però non conoscono il suo segreto: il religioso è infatti molto vicino a Cosa Nostra. 

Tutto sulla prima puntata
Salvatore (Eduardo Buscetta) è un bambino di 10 anni. Un giorno arriva a scuola una nuova compagna di classe, Alice (Andrea Castellana) e lui se ne innamora perdutamente: a Palermo però tutti dicono che "a causa delle donne si muore" e così il ragazzino si convince che se si fidanzerà con Alice morirà e dunque lascia che sia Fofò (Enrico Gippetto), il suo miglior amico, a fidanzarsi con lei. Nel frattempo il padre di Salvatore, Lorenzo (Claudio Gioè), è testimone di un omicidio di mafia e non sa cosa fare: dopo mille tentennamenti, decide di cambiare casa e va alla ricerca di una nuova abitazione ma in città non è così semplice farlo, soprattutto perché si scontra presto con l’edilizia mafiosa. Nel frattempo Fofò si è fidanzato con Alice, non è morto e rincuorato dalla situazione Salvatore - che ha un curioso e intenso rapporto d’amicizia con il capo della quadra mobile di Palermo, Boris Giuliano - decide di provare a conquistare la sua amica.

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