Serie TV

Il nome della rosa: 5 cose da sapere sulla serie evento

Tratta dal romanzo di Umberto Eco, va in onda su Rai 1 da lunedì 4 marzo. Nel cast de Il nome della rosa ci sono anche John Turturro e Greta Scarano

Il nome della rosa Everett, Emerson, Turturro, Hardung

Francesco Canino

-

Il nome della rosa diventa una serie tv. L'iconico best seller di Umberto Eco approda su Rai 1 da lunedì 4 marzo, con quattro puntate evento dal cast internazionale - da John Turturro a Rupert Everett - che porteranno i telespettatori nel solco di un’indagine mozzafiato ambientata nelle atmosfere cupe del Medioevo, in una misteriosa Abbazia benedettina che custodisce segreti e feroci delitti.

Il nome della rosa, la trama della serie-evento di Rai 1

Trent'anni dopo il film con Sean Connery, l’indagine che ha tenuto con il fiato sospeso intere generazioni di lettori nel mondo, diventa una serie tv internazionale co-prodotta da Rai Fiction, 11 Marzo Film e la Palomar di Carlo Degli Esposti con Tele München Group. Il nome della rosa si apre nel 1327 quando il frate Guglielmo da Baskerville - interpretato da John Turturro - raggiunge un'isolata abbazia benedettina sulle Alpi del nord Italia: lì dovrà rappresentare l'Ordine francescano, sostenuto da Ludovico di Baviera, futuro imperatore del Sacro Romano Impero e minacciato dal potere temporale del papa francese Giovanni XXII.

Con lui c'è Adso, un giovane novizio benedettino, che ha scelto Guglielmo come guida per il suo cammino spirituale: poco dopo il loro arrivo, l'assassinio del monaco Adelmo dà il via a una serie intricata di omicidi che coinvolgono, uno alla volta, i monaci dell’abbazia. Scampata a questo eccidio è la giovane Anna - interpretata da Greta Scarano - figlia di Fra’ Dolcino e della sua compagna Margherita: la donna è animata da un forte sentimento di vendetta verso il terribile Gui, che l’ha privata degli affetti più cari, dal figlio al marito Guglielmo, su mandato dell’Abate Abbone.


 

La biblioteca dei misteri 

Gugliemo indaga sull’identità e sul movente del misterioso assassino seriale per arrivare alla risoluzione del caso e quando sembra essere sul punto di risolvere l’enigma, gli eventi precipitano in particolare a causa di Bernardo Gui, che svela da subito la sua missione: distruggere l'Ordine francescano, con qualunque mezzo. Guglielmo porta avanti la sua straordinaria indagine, con l'intelligenza e l'ironia che lo contraddistinguono, fino alla scoperta della verità.

Guglielmo intuisce che l’abbazia cela, nel labirinto della sua famosissima biblioteca, la chiave dei misteri. E proprio la biblioteca divento un quarto protagonista perché, come spiega il regista Giacomo Battiato: "È un luogo-simbolo dove è contenuta e catalogata tutta la conoscenza umana, dovecerte “informazioni” vengono nascoste, dove si aggirano ipazzi. È una metafora visionaria di internet che prende fuoco".


Il cast internazionale della serie 

La serie di Rai 1 - già venduta in 130 paesi, sarà trasmessa anche negli Stati Uniti e in Canada - è stata già acquistata dalla Bbc nel Regno Unito, dall'Ocs in Francia, da Sky in Germania, da Sbs in Australia e dall'Nrk in Norvegia, tra gli altri. Il soggetto di serie è di Andrea Porporati, che firma anche la sceneggiatura con Turturro, Battiato e Nigel Williams.

Il maxi cast internazionale è formato da Rupert Everett (Bernardo Gui), dal giovane attore tedesco Damien Hardung (il novizio Adso da Melk), Roberto Herlitzka (il monaco Alinardo) - l'unico che non ha recitato in inglese - Greta Scarano nel doppio ruolo (Margherita, la compagna di Dolico, e Anna la figlia salvata grazie all'intervento di Remigio da Varagine), Piotr Adamczyk (Severino), Alessio Boni (Dolcino) e Fabrizio Bentivoglio (il monaco converso che nasconde un passato segreto).

Le differenze tra il libro e la serie tv 

Storia, filosofia, amore, il ruolo della donna, terrorismo e conoscenza. L'obittivo del regista Giacomo Battiato era trasformare in immagini e azione il best seller di Eco da 55 milioni di copie vendute. "Siamo stati fedelissimi alla descrizione presente nel libro e ai disegni di Eco nella ricostruzione degli ambienti", spiega il regista. "Ci siamo presi qualche libertà per l'abbazia dove si svolge la vicenda principale, ovvero l'indagine di Guglielmo di Baskeville sugli omicidi seriali dei monaci, perché l'abbiamo resa meno aspra, attingendo a un gotico non primitivo, ricco e maturo".

Dov'è stata girata la serie di Rai 1

Il set de Il nome della rosa è stato allestito in parte negli studi di Cinecittà, a Roma, dove sono stati ricostruiti in particolare le chiese e i chiostri. Le altre location sono sparse tra l'Umbria, tra Perugia e Bevagna, e ancora nel Lazio e in Abruzzo, in particolare all'Eremo di Santo Spirito, al castello di Roccascalegna, alle gole di Fara San Martino e al parco archeologico di Vulci. Stefano Eco, il figlio dello scrittore, ha visitato il set.

Per saperne di più: 

© Riproduzione Riservata

Commenti