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Il Commissario Montalbano e "Il gioco delle tre carte"

Ultima replica della serie tv culto con Luca Zingaretti, in onda su Rai 1 lunedì 23 aprile. Già in lavorazione i nuovi episodi de Il Commissario Montalbano

Il commissario Montalbano cast

Francesco Canino

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Si chiude con Il gioco delle tre carte la stagione delle repliche de Il Commissario Montalbano. Proprio mentre stanno per partire le riprese della nuova serie - Un diario del '43 e L'Altro capo del filo sono i due nuovi episodi in onda nel 2019 - Rai 1 trasmette lunedì 23 aprile una delle puntate culto della fiction con Luca Zingaretti, andata in onda per la prima volta nel marzo del 2006. Ecco la trama.

Il Commissario Montalbano e "Il gioco delle tre carte"

Girolamo Cascio, noto costruttore edile di Vigata, legato alla famiglia mafiosa dei Riolo, viene investito da un'auto e ucciso. Montalbano (Luca Zingaretti) viene a sapere che il capomastro era un collaboratore di un giovane imprenditore edile che, vent'anni prima, era stato accusato e condannato per l'omicidio del suo socio e marito della sua amante. L'imprenditore era stato scarcerato poche settimane prima.

Ciccio Monaco (Gilberto Idonea), il ragioniere di Cascio, è convinto che l'uomo non sia vittima di un pirata della strada ma che sia stato ucciso: grazie all'insistenza del cugino dell'imprenditore, il Commissario sospetta che fra la morte del capomastro e la scarcerazione dell'imprenditore vi sia un legame. Nel frattempo uno straniero misterioso viene trovato ucciso da un colpo di pistola alla nuca non lontano da un casolare isolato: lentamente la complessa storia si dipana rivelando che anche lo straniero è coinvolto nella ventennale storia d'amore e d'affari.


 

Camilleri e quel "disamore" per Montalbano

"Montalbano? Non lo amo". Intervistato da Il Corriere della Sera, lo scrittore Andrea Camilleri è tornato a parlare del suo personaggio più riuscito e del clamoroso successo dei suoi libri, spiazzando però tutti con un'affermazione inaspettata. "Non sono un ingrato, mi ha dato fama e denaro, ma se fosse meno ricattatore sarei più contento. Non è facile mantenere la vena creativa senza ripetersi", ha precisato.

Quanto alle traduzioni dei suoi romanzi, le ha definite "un incubo". "Ogni tanto qualche traduttore mi chiama per concordare il senso di una frase e devo poi andarmi a rileggere il romanzo in cui l’ho scritta! I giapponesi traducono addirittura dal tedesco, figuriamoci cosa ne posa venir fuori: meglio non indagare". Geniale Camilleri, come sempre.

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