Hatfields & McCoys, la miniserie tv con Kevin Costner: 5 cose da sapere

Su Retequattro dal 15 gennaio in tre puntate, ci porta nella faida a tinte western tra due famiglie riottose

Hatfields & McCoys – Credits: 2011 Kevin Lynch Inc.

Simona Santoni

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Nonostante i risultati non ottimali della messa in onda della terza stagione di Dowton Abbey, Retequattro - fortunatamente - prosegue sulla strada di proporre serie tv di qualità. Ecco così che dal 15 gennaio presenta in prime time (dalle 21.10) la pluri-premiata mini-serie tv americana Hatfields & McCoys, che propone in tre serate da due ore (sempre di mercoledì, alla stessa ora). Con Kevin Costner e Bill Paxton, in un panorama da western americano.

Ecco cinque cose da sapere sulla mini-serie tv (la cui visione ai minori è consigliata con la presenza di un adulto).

1) Da una storia vera americana

Hatfields & McCoys è la storia di una faida realmente avvenuta, più di cento anni fa e durata quasi trent'anni, diventata negli Stati Uniti simbolo moderno dei pericoli dell'onore famigliare, della giustizia e della vendetta.
Quella degli Hatfield e dei McCoy è una faida famigliare del folclore americano, svoltasi al confine tra Kentucky e West Virginia. Esecuzioni, imboscate e incendi tra i boschi sono scatenati dall'uccisione di Asa McCoy nel 1865. La serie tv pone di fronte i due ex compagni d'armi e patriarchi delle due famiglie, William Hatfield (Kostner) e Randolph McCoy (Paxton), che si giurano vendetta. Da allora, complici la disputa sulla proprietà di un maiale e la storia d'amore tra i rispettivi nipoti Johnse (Matt Barr) e Roseanne (Lindsay Pulsipher), la scia di morti si placò solo nel 1891, lasciando sul campo decine di giovani.

2) Alla regia

Dirige la miniserie Kevin Reynolds, già regista di Costner nei film Fandango (1985), Waterworld (1995) e Robin Hood - Principe dei ladri (1991). Recentemente è stato poco attivo. Il suo ultimo film Tristano & Isotta (2006), con James Franco e Sophia Myles, non aveva avuto molto successo. Con Hatfields & McCoys ha però fatto centro. Costner è anche produttore con Leslie Grief, Nancy Dubu e Dirk Hoogstra. Le riprese sono avvenute in Romania e nel West Virginia.
Alla sceneggiatura c'è Ted Mann, che guarda caso scrisse alcuni episodi della serie tv ambientata nel selvaggio West Deadwood.

3) Successo in America

Hatfields & McCoys negli States è stato un successo. È risultato il programma più visto di un canale via cavo, History Channel, superando i 14 milioni di spettatori. Inoltre ha vinto cinque Emmy Awards (miglior attore per Costner; miglior attore non protagonista per Tom Berenger; miglior makeup per Mario Michisanti e Francesca Tampier; miglior missaggio audio a Stanomir Dragos, Christian Cooke e Brad Zoern per la prima puntata; miglior montaggio video a Don Cassidy per la seconda puntata). Costner ha vinto anche un Golden Globe per la sua interpretazione, spolverando la gloria dei vecchi tempi.

4) Altre trasposizioni sulla storia

Al pari della rivalità fantasticata tra Capuleti e Montecchi, la faida tra Hatfields & McCoys ha ispirato già tanti prodotti cinematografici, televisivi e teatrali statunitensi. Il primo è il film muto La legge dell'ospitalità (1923) di Buster Keaton (nella fiction le famiglie rivali diventano McKay e Canfield). Nel 1949 il film Roseanna McCoy di Irving Reis ha raccontato la storia d'amore tra la protagonista, interpretata da Joan Evans, e Johnse Hatfield, interpretato da Farley Granger. In tempi recenti c'è stato il film tv Pumpkinhead 4: Blood Feud (2007) di Michael Hurst e il film per l'home video Hatfields & McCoys: Bad Blood con Christian Slater.
Anche il celebre cartoon de Gli Antenati ha messo in atto nel 1964 una faida tra gli Hatrocks e i Flintstones. La rivalità Hatfields-McCoys ha mosso il gioco televisivo degli anni '70 Family Feud.
Nel 2013 è stata anche attivata la app per iPhone Hatfield & McCoy Feud Tour App, creata dai discendenti delle due famiglie, che consente di fare un tour sulle località della contesa.

5) Recensioni

La miniserie ha ricevuto per lo più consensi positivi da parte della critica statunitense. Sul sito che raccoglie recensioni Metacritic ha un punteggio medio di 68/100, con giudizi generalmente favorevoli.
"Più sanguinoso di una faida famiglia mafiosa", ne ha scritto Linda Stasi sul New York Post, definendola "un'intensa saga".  
Ken Tucker in Entertainment Weekly sostiene che le tre puntate alla fine possono risultare "ripetitive. E non aiuta che Reynolds abbia girato la miniserie con la perenne tonalità seppia che dà a tutto un look finto-antico. Ma nel complesso Hatfields & McCoys è avvincente ed è illuminante su una faida che dimostra di essere molto più della rissa bifolca della leggenda popolare".
Tim Goodman sull'Hollywood Reporter parla di "momenti in cui Costner offre una performance eccezionale" e di come sia difficile parteggiare per una famiglia o per l'altra visto che risultano entrambe antipatiche. Aggiungendo: "Hatfields & McCoys è meno dark e drammaticamente difficile di quanto non stia inutilmente cercando di dirti ogni lato della storia [...]. Hatfield vs McCoy vs Hatfield vs McCoy vs Hatfield vs McCoy fino alla nausea non è drammatico. È noioso".

  
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