The Handmaid's Tale: 7 cose da sapere sulla serie che ha vinto agli Emmy

Pluripremiata, arriva in Italia su Tim Vision la serie ispirata al romanzo distopico di Margaret Atwood. E c'è chi parla di capolavoro

Eugenio Spagnuolo

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"Ho avuto un altro nome, ma è proibito adesso". Così Difred (Elizabeth Moss) introduce The Handmaid’s Tale, la serie tv di 10 episodi basata sul romanzo distopico di Margaret Atwood, che vedremo su TIM Vision a partire dal 26 settembre. Ed è già questa una novità: TIM, grazie a un accordo con Hulu, è riuscita a strappare ad Amazon, Netflix e Sky la serie che ha vinto ben 8 Emmy nel 2017 ed è già stata annoverata tra le migliori produzioni tv di sempre.

 

Di cosa parla?

Siamo nella Repubblica di Gilead, ovvero quel che resta degli Stati Uniti d'America, in un futuro non troppo lontano, dopo che un gruppo di estremisti religiosi ha preso il potere imponendo la sottomissione alle donne e la morte a scienziati, omosessuali, ribelli e chiunque non segua i precetti. Una società oscurantista e sterile, dove alle poche donne in grado di avere figli viene imposto con la violenza il ruolo di ancelle e madri surrogate presso le famiglie dei nuovi potenti. Ma c'è una resistenza in atto…

La protagonista

La trama ruota attorno a Difred - chiamata così perchè "appartiene" a un uomo di nome Fred. Attraverso i suoi occhi osserviamo la vita nella a Gilead per lentamente scoprire che sotto la vernice di questa società patriarcale guidata dalla morale si nasconde più di una macchia. L’uso sapiente dei flashback ci mostra il prima (cioè il nostro oggi, ndr), quando Difred viveva felice con marito e figlia, che le è stata strappata dopo un tentativo di fuga e che lei spera di ritrovare.

Il cast

Il personaggio principale, Difred, è interpretato dalla star di Mad Men, Elisabeth Moss. Joseph Fiennes (Shakespeare in Love, American Horror Story) è il suo comandante mentre l'attrice australiana Yvonne Strahovski (Dexter e Chuck) è sua moglie Serena Joy. Ma le star del piccolo schermo abbondano: Alexis Beldel (Una mamma per amica), vincitrice dell’Emmy come “Migliore attrice guest in una serie drammatica”, e Samira Wiley, già Poussey in Orange is the new Black, che ha lasciato proprio per partecipare a The Handmaid’s Tale, interpretano due ancelle amiche di Difred, con cui il destino sarà diversamente benevolo. Premiata con un Emmy anche Ann Dowd, bravissima nel ruolo della “zia” collaborazionista. Una curiosità: Margaret Atwood compare in un cameo nel corso del primo episodio: interpreta una zia che schiaffeggia Difred, colpevole di non essersi unita al coro delle colleghe durante una “lezione”.

Gli autori

Showrunner della serie è Bruce Miller (The 100), premiato con l’Emmy per la “Miglior sceneggiatura per una serie drammatica”, e la stessa Atwood, accolta da una standing ovation agli Emmy, ha avuto un ruolo nella produzione di The Handmaid’s tale.

Il trailer

La critica

Emmy a parte, The Handmaid’s Tale ha conquistato proprio tutti, tanto da guadagnarsi il punteggio di 92 su 100 su Metacritic, il sito che trasforma in numeri le recensioni dei critici Usa. Secondo il Detroit News, “La serie sembra abbastanza dark, e lo è, ma la meraviglia del romanzo di Atwood e della stessa serie è che in realtà riesce anche a essere giocosa e spiritosa a volte”. E scrive Verne Gay su Newsday: “Bella, coinvolgente e spaventosa, la storia può essere difficile da guardare, ma la ricompensa supera la durezza”.

Il libro

Pubblicato nel 1985 e ispirato al clima di sospetto che la Atwood aveva avvertito durante un suo soggiorno nella Germania divisa, The Handmaid's Tale, per la durezza delle tematiche trattate, a suo tempo è stato anche rifiutato da alcune scuole americane e messo all’indice per le sue critiche alla religione. La scrittrice ha sempre risposto alle obiezioni affermando che tutti gli episodi raccontati sono fondati su pratiche realmente adottate contro le donne in diversi periodi storici: dallo stupro all’infibulazione alla schiavitù sessuale. Come dire: la realtà supera sempre l'immaginazione...

Effetto Handmaid’s Tale

Durante una seduta del Parlamento dell’Ohio, il 13 giugno 2017 si discuteva una proposta di legge antiabortista, quando un gruppo di donne ha espresso il proprio dissenso indossando gli abiti delle ancelle di The Handmaid’s Tale: mantello rosso e copricapo bianco che limita lo sguardo. E non è un caso isolato: lo stesso look era già stato protagonista di proteste in Missouri e Texas. Potere della tv e di un (bel) romanzo.

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