Glee, il tributo a Cory Monteith: così toccante, ma un'occasione persa

Negli Stati Uniti è andato in onda l'episodio dedicato all'attore canadese morto per overdose e al suo personaggio che esce di scena. "Un memoriale rispettoso e catartico". Ma la scelta narrativa di tralasciare le cause del decesso di Finn a qualcuno sembra quasi irresponsabile

Frame dal promo di "The Quarterback"

Simona Santoni

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"Sincero, realistico. Davvero toccante" . "Sto guardando il tributo a #CoryMonteith su @GLEEonFOX: sono passati solo 10 minuti e sto già frignando come un bambino". "Sono un disastro singhiozzante". "Vedere emozioni vere da parte di tutti, il fatto che non recitino, è così difficile da guardare. Stanno piangendo per Cory".

Ieri sera negli Stati Uniti su Fox è andato in onda il terzo episodio della quinta stagione del teen drama Glee, The Quarterback, il più atteso, il più triste, quello dedicato a Cory Monteith, l'attore canadese morto nel luglio scorso a 31 anni per un'overdose di eroina e alcol, quello in cui il suo personaggio Finn Hudson, il quarterback della squadra di football del liceo McKinley, esce di scena. Com'era prevedibile su Twitter si rincorrono messaggi commossi ed emozionati. 

L'episodio si apre sui membri delle Nuove Direzioni, passati e presenti, che cantano Seasons of Love (brano del musical Rent) al funerale di Finn. Tre settimane più tardi tutti sono riuniti nuovamente alla William McKinley High School mentre Will (Matthew Morrison) esterna il suo desiderio che il gruppo omaggi Finn cantando un personale memorial. Mercedes (Amber Riley) canta I'll Stand By You dei Pretenders. L'indomani il Glee Club si raduna e Sam (Chord Overstreet) e Artie (Kevin McHale) portano Fire and Rain di James Taylor. Santana (Naya Rivera) decide di cantare If I Die Young di The Band Perry e scoppia a piangere a metà della canzone, correndo fuori dalla stanza del coro.

Puck (Mark Salling), ubriaco, ha paura che senza la guida di Finn diventerà un delinquente: poco dopo canterà No Surrender di Bruce Springsteen. Verso la fine della puntata finalmente compare Rachel, la fidanzata di Finn (interpretata da Lea Michele, legata anche nella vita a Cory Monteith), che indossa la sua collana "Finn". "Amavo Finn e lui mi amava e amava tutti voi ragazzi", ha detto al Glee Club prima di intonare Make You Feel My Love di Bob Dylan, in onore di Finn. Poco dopo, nella stanza del coro, esprimerà a Will i dubbi sul suo futuro senza l'uomo che ama.

"L'episodio in assoluto più commovente e straziante di Glee", lo definisce Hollywood Life.  

Non lasciandosi andare al trasporto emotivo, il Washington Post  è invece piuttosto critico sulle scelte narrative di The Quarterback. "Non è un segreto che i giorni migliori di Glee sono passati", ha scritto Hank Stuever. "Nell'esprimere la loro mestizia per la perdita di Monteith, gli attori hanno dimostrato di essere molto lontani dalla sicurezza e dalla pienezza di Glee del periodo del debutto, cinque stagioni fa, nel 2009. Il dolore è l'ultima ragione per cui ognuno di loro si è unito a questo spettacolo". "Glee" d'altronde significa "gioia".

L'episodio è stato scritto dai creatori di Glee Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan e, sempre secondo il Washington Post, "è stato deludente vederli mettere da parte una delle qualità durevoli di Glee - la fredda onestà - quando la narrazione ha evitato di dire, goffamente e ottimisticamente, come sia morto il personaggio di Monteith. Finn, come l'attore che l'ha interpretato, ha problemi di droga? C'è stato un incidente d'auto? Si è suicidato? Aneurisma, infarto, infezione, infortunio di football, cosa?".

Kurt (Chris Colfer) ad apertura della puntata ha detto: "Non ha importanza". Il quotidiano non concorda: "Invece ha importanza eccome, se questo è ancora un programma televisivo e non solo un esercizio dimostrativo del dolore attraverso la canzone. L'episodio si è mosso attraverso una bizzarra assenza di trama in uno spettacolo che ha costruito la sua fama sul tessere abilmente la commedia anche attorno ai più scomodi dettagli personali. Cancellare Finn sembrava l'obiettivo finale: nessuna clip del personaggio di Monteith dagli episodi passati, solo ricordi vaghi e a grandi linee. Questo ha minato le scene più forti della puntata, tra cui quella in cui la madre di Finn, Carole (Romy Rosemont), scoppia in lacrime mentre sistema la camera del figlio". 

Secondo l'Hollywood Reporter invece The Quarterback "è stato un memoriale rispettoso e catartico sia per il cast che per gli spettatori, ma il suo momento più potente è stato una scena senza canzoni". Si riferisce alla sequenza in cui Kurt, suo padre Burt (Mike O'Malley) e la madre di Finn parlano della tristezza e della tragedia di perdere un famigliare e quindi insieme piangono e si confortano l'un l'altro.

Ma anche la rivista statunitense di intrattenimento trova in questo tributo un'occasione persa per Glee: "Il passo falso dell'episodio, veramente eclatante, è stato quando Sue (Jane Lynch) sulla morte di Finn ha detto: 'Non c'è nessuna lezione, non c'è lieto fine, lui è andato'. Anche se la serie tv ha scelto di non rivelare la causa della morte di Finn, tutti gli spettatori conoscono la causa della morte di Monteith e bypassare quel momento è sembrato non solo un'occasione mancata ma quasi irresponsabile".

Il Promo dell'episodio The Quarterback:

 
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