Glee, cosa sarà della serie tv dopo la morte di Cory Monteith

La quinta stagione era in programma per settembre. La scomparsa improvvisa dell'attore canadese getta nel caos i creatori dello show musicale, che devono cercare di rilanciare le vicende del "glee club". I fan chiedono un lieto fine, almeno sullo schermo

Cory Monteith

Cory Monteith, 8 giugno 2013, Los Angeles  – Credits: Frederick M. Brown/Getty Images

Simona Santoni

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Lo shock per la morte di Cory Monteith ancora non è evaporato. Trentuno anni, star della serie tv Glee, è stato trovato morto all'hotel Fairmont Pacific Rim di Vancouver. Non essendosi presentato al check out nella mattina del 13 luglio, come previsto, il personale dell'albergo è entrato nella sua stanza trovando il suo corpo esanime. Ieri è stata eseguita l'autopsia ma i risultati non saranno disponibili che a giorni. I suoi problemi con droga e alcol, ammessi dallo stesso attore canadese, fanno sospettare un'overdose... ma qualsiasi sarà la rivelata causa non potrà diminuire il dolore per la perdita. 

I "gleeks", come sono chiamati i fan di Glee, sono scossi e hanno riversato su Twitter il loro turbamento. Non possono che essere sconvolti i famigliari di Cory, lo staff della commedia musicale e Lea Michele, compagna di set diventata sua fidanzata anche fuori dal set. L'attrice americana, tramite il suo entourage, ha chiesto di "rispettare la sua privacy in questo momento devastante". La pagina ufficiale di Glee su Twitter intanto si è messa addosso uno sfondo nero dove campeggia un mezzo busto di Cory in bianco e nero con la scritta "Remembering Cory Monteith".

La morte di Monteith arriva tra l'altro poche settimane prima che la produzione dia inizio alla quinta stagione, gettando nel caos i creatori che hanno il compito di rilanciare la serie, che ultimamente ha registrato un calo di spettatori. Pur essendo Glee uno dei migliori show di Fox, tanto da diventare un vero e proprio cult e da vincere due Golden Globe, l'audience recentemente stava infatti diminuendo. Il picco positivo lo ha raggiunto nel 2010, con una media di 10,1 milioni di telespettatori a puntata. La quarta stagione, chiusasi a maggio, è scesa alla media più bassa della serie, 8,7 milioni (dati Nielsen).

Monteith non è stato solo un membro del cast che ha fondato Glee, ma aveva anche un ruolo fondamentale nel promuovere il messaggio di tolleranza del programma. Nei panni di Finn Hudson ha animato un atleta belloccio e popolare che si ritrova a cantare nel "glee club" non per propria iniziativa, pur sentendosi ben presto a suo agio nel gruppo e affezionandosi ai vari disadattati che compongono il coro.

A complicare ancora di più le cose c'è la relazione dell'altra componente del "glee club", Lea che interpreta Rachel Berry, con Cory. Non si sa come la loro storia sarebbe evoluta nella finzione, nella quinta stagione. Certo è che, a poche ore dallo schiaffo al cuore dato dalla scomparsa di Monteith, i rappresentanti di Fox non hanno ancora rilasciato dichiarazioni sul futuro di Glee. Ora è il tempo delle lacrime.

A inizio 2013 Fox aveva rinnovato Glee per altre due stagioni, fino al 2015. L'avvio della quinta era programmato per metà settembre

"Lo spettacolo si è mostrato a corto di storie..." ha detto a Reuters il direttore di Us Weekly Ian Drew. "E la morte di Cory è una perdita enorme".

I "gleeks" disperati vorrebbero vedere nei prossimi episodi un tributo a Monteith e un lieto fine per il suo personaggio e quello di Lea Michele, magari anche un matrimonio fuori campo. Purtroppo non si può cambiare quello che è successo a Cory nella vita reale, ma gli sceneggiatori di Glee possono controllare e volgere in positivo cosa gli accadrà sullo schermo. 

 
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