Boardwalk Empire - L'impero del crimine: in Italia la terza stagione

Prodotta da Martin Scorsese e pluripremiata negli USA, la serie tv è ambientata ad Atlantic City durante il proibizionismo e racconta gli intrighi tra politica e malaffare

Boardwalk

Una scena di "Boardwalk Empire" – Credits: Sky

Marida Caterini.

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Arriva in Italia la terza stagione di Boardwalk Empire - L'impero del crimine, accolta negli USA col medesimo entusiasmo della prima, quasi non fossero trascorse due stagioni di intrighi e compromessi tra politica e delinquenza organizzata. Sarà Sky Cinema 1 HD a trasmetterla in prima serata e in esclusiva, dal prossimo 22 febbraio. La tv satellitare ha mandato in onda anche le due precedenti stagioni. Ambientata ad Atlantic City durante il periodo del proibizionismo, Boardwalk Empire è creata da Terence Winter (I Soprano) ed è prodotta da Martin Scorsese che ne aveva diretto il pilot tracciandone quella linea stilistica che ne ha determinato il successo planetario. La HBO, che la trasmette negli USA, ne ha già annunciata la quarta stagione, confermando il cast e anticipando l'entrata di nuovi personaggi.

Intanto, anche nel sequel che sta per andare in onda, altri protagonisti fanno il loro ingresso. Tra questi Gyp Rosetti a cui dà il volto l'attore Bobby Cannavale. È lo spietato e sadico mafioso che lentamente diventerà il principale antagonista di Nucky Thompson (Steve Buscemi) padrone indiscusso di Atlantic City. Nucky rappresenta, fin dalla prima serie, il controverso incrocio tra potere politico e malavita organizzata. Man mano che inizia la scalata al potere di Gyp, che infierirà sui suoi nemici fino a sterminarli, Nucky vivrà una pericolosa sbandata sentimentale per una affascinante cantante-ballerina che lo distoglierà, ad un certo punto, dalla gestione dei suoi affari. Arriverà a un punto tale la sua passione amorosa, da non riuscire più a controllare la complicata rete affaristica e gli intrighi che si svolgono nel palazzo dello Stato Federale, manovrati dal cinico e ambiguo Harry Daugherty (Christopher McDonald). Verso la metà della serie, Nucky dovrà confrontarsi anche con la piazza di Chicago dove regna il temutissimo Al Capone (Stephen Graham) che scalpita freneticamente. E poi dovrà fare i conti con la città di New York dove Nucky pensa di iniziare la guerra contro Joe Masseria (Ivo Nandi) per il controllo di molti traffici.

In questa terza stagione l'elemento sentimentale sarà ancora più presente e farà da contrappunto alle feroci lotte tra gangster per guadagnare posizioni nella gestione del business. La novità di cui vi diamo solo un piccolo anticipo, è che la bellissima e sensuale Margareth (Kelly Macdonald), moglie di Nucky, ad un certo punto scapperà dall'ingombrante consorte per cercare di vivere un'esistenza meno pericolosa. A quel punto gli interrogativi che si aprono sono due: se Nucky riuscirà a riconquistare la moglie senza spargere altro sangue e se la sua abilità sarà sufficiente a tenere ben saldo nelle mani l'impero affaristico faticosamente costruito.

Alla base della serie, fin dalla prima stagione, c'è lo strettissimo connubio tra gangster e politica, con molti riferimenti presi dalla realtà dell'epoca ma rivisitati grazie ad una sceneggiatura mai banale. Quel che si mette continuamente in evidenza, infatti, è la determinazione di ogni gruppo malavitoso a infiltrarsi nei palazzi della politica. Costi quel che costi.

It's not sex, drugs and rock and roll. It's sex, alcohol and jazz: in questa frase sono contenuti tutta l'epica del gangsterismo di Terence Winter e tutto il subdolo fascino di Boardwalk Empire da lui creata. Ed è proprio questo messaggio che ha fatto della serie un successo. La promessa di Winter, per la terza stagione, è un'intensità negli intrecci che richiede l'attenzione costante da parte dello spettatore costretto a non distrarsi mai.

Ma quali sono state le reazioni della stampa statunitense? Il New York Daily News ha definito il serial "uno dei migliori spettacoli trasmessi in tv". Per l'Enterteinment Weekly "una sceneggiatura così bella dovrebbe essere illegale", mentre Variety ha scritto della serie "bella e inebriante, ai limiti dell'illecito".

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