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BH90210, le cose da sapere sul ritorno degli ex ragazzi di Beverly Hills

Il prossimo 7 agosto Brenda, Brandon e tutto il team (tranne Dylan) saranno di nuovo sullo schermo

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Marco Morello

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Se le primissime note della sigla non vi accendono in testa una tempesta di ricordi, non potrete capire fino in fondo di cosa stiamo parlando. Se per voi 90210 è solo uno dei troppi codici postali di Los Angeles e Beverly Hills giusto un quartiere di villette opulente della città californiana, di sicuro siete ragazzini, personaggi un po’ snob o avete vissuto in eremitaggio su un asteroide. E di certo non starete attendendo con trepidazione il prossimo 7 agosto, la data in cui sugli schermi americani della Fox partirà «BH90210», la serie in sei episodi che riunisce il cast di «Beverly Hills 90210». Quello che tra il 1990 e il 2000 è stato «lo show più popolare nella fascia tra i 18 e i 34 anni» (la definizione arriva dalla rivista People, ma non serviva la minima investitura autorevole per affermare l’ovvio).

Tutti meno uno

Era il manifesto e lo sfogo emotivo dell’attuale generazione di adulti, che ha palpitato intorno agli amori possibili e impossibili, le rotture e i tradimenti, quel senso rassicurante di famiglia allargata che portava i nomi di Brandon e Brenda (sdoganatissima cacofonia), Kelly, Steve, Andrea, Donna e David. Nessun ordine alfabetico, qui si va a memoria. Ci saranno tutti, tranne Dylan: Luke Perry, che gli prestava il volto, è morto per un ictus a marzo. Mancherà dallo schermo e agli spettatori, non è la solita frase fatta, ma sarà citato e omaggiato a dovere nello show.

Non il solito reboot

«BH902010» non sarà un reboot in senso classico, ma una sorta di reality show con copione: vedremo gli attori che interpretano sé stessi, chiamati sul set proprio per dare vita al seguito di Beverly Hills, il loro grande successo. Una soluzione a incastro tra nostalgia e fantasia che potrebbe rendere la formula credibile o almeno sopportabile: ritrovarli calati nel ruolo originale, carichi di occhiaie e alle prese con crisi di mezza età mentre tentano di accorciare le distanze con il passato, avrebbe fatto sentire vecchi anche noi che non vedevamo l’ora di rivederli. Invece, con questo stratagemma, l’esperimento affermerà l’esatto contrario: dimostrerà che per quello che ci sta più a cuore, la nostra memoria rimane giovanissima.

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