Altri tempi: su Rai1 la miniserie sulla chiusura della case di tolleranza

Domenica 13 e lunedì 14 ottobre. in prima serata, Vittoria Puccini è un'ex prostituta, protagonista di una storia mai raccontata in tv: la lotta della senatrice Lina Merlin per l'abolizione delle case chiuse

Vittoria Puccini sul set (Credits: Rai)

Marida Caterini.

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La vicenda raccontata nella miniserie Atri tempi, in onda domenica e lunedì su Rai1, è ispirata alla lunga e faticosa battaglia intrapresa dalla senatrice Merlin per l'abolizione delle case chiuse.Protagonista femminile è Maddalena (Vittoria Puccini), una prostituta costretta alla dolorosa scelta di rinunciare a sua figlia per assicurarle un futuro dignitoso. Siamo nella Torino degli anni '50. La fiction inizia con il corpo di Maddalena senza vita riverso ai piedi di una scala in un albergo. Il caso viene frettolosamente archiviato come un banale incidente, ma non sarà così.

Tutta la drammatica vita di Maddalena viene rievocata attraverso la voce stessa della protagonista che racconta. Vent'anni prima, Maddalena era rimasta orfana e senza mezzi di sostentamento. Aveva creduto alle lusinghe di un avvocato che, invece, l'aveva messa incinta ed era sparito. Per mantenere la bambina che, nel frattempo era nata, la ragazza finisce in un bordello. Data la piccola in adozione, la vita di Maddalena cambia drasticamente: da donna fragile e sottomessa, decide di vendicarsi della vita e diventare la più ricercata delle prostitute. A insegnarle tutti i segreti del mestiere è una "collega" soprannominata Duchessa (Stefania Rocca) che la inizia alla "vita" con il nome di Ninfa.

La scalata a quell'effimero successo riesce in pieno: in breve tempo Ninfa non solo arriva a distinguersi per la classe con cui esercita il mestiere,, ma addirittura diventa la proprietaria e la maitresse dell'esclusivo bordello Raffaello nel quale lavorava. Ha in mente di realizzare una casa di tolleranza modello: ristruttura l'edificio, chiama accanto a se le migliori ragazze, si preoccupa del loro benessere assumendo persino un medico che le visita settimanalmente, compra per loro i migliori cibi. La fama del Raffaello arriva fino a Roma, dove i sostenitori della permanenza delle case chiuse, propongono alla Merlin di visitarlo affinchè desista dal suo progetto.

L'incontro tra la senatrice e Maddalena avviene tra le mura del Raffaello. Ma subito dopo accade un evento drammatico che mette in discussione tutto il passato della maitresse: una delle sue ragazze si toglie la vita. Maddalena vede crollare così tutte le sue certezze e comprende che quell'esistenza da lei fatta e adesso offerta alle sue ragazze, è soltanto una rinuncia a tutto. A questo punto sarà lei stessa a cercare la senatrice Merlin per mettersi al suo fianco e aiutarla nella lotta che si concluderà nel 1958 con l'abolizione delle case di tolleranza.Sarà una scelta voluta ma piena di drammatiche conseguenze che non la libererà dal suo passato.

Nel cast, oltre Vittoria Puccini, Valentina Corti si cala nel ruolo di Adele, la figlia di Maddalena. Le ragazze del bordello sono:  Marina Rocco (Camilla) Elena Radonicich (Viola) Camilla Semino Favro (Edda) Viviana Altieri (Agata) Marta Iagatti (Betty).  Giselda Volodi è Madame Ada, Mattia Sbragia è il Questore, Benedetta Buccellato è la senatrice Lina Merlin. La regia è di Massimo Turco. Tutte le riprese si sono svolte in Italia, prevalentemente a Torino.

"Abbiamo voluto realizzare un racconto televisivo che pone l'accento anche sulla dignità umana, sullo sfruttamento delle donne e sul riscatto sociale della condizione femminile" afferma il regista Marco Turco. Che continua: "Atri tempi non è solo un film sulla prostituzione, ma anche sul potere esercitato dall'uomo sulla donna all'interno del bordello, in casa, sul lavoro, in ogni livello sociale e culturale. "La Duchessa, Agata, Viola, Camilla, Betty, Edda, non sono nate prostitute", ribadisce Vittoria Puccini. "Sono giovani, belle, ma povere, sono donne violate, abbandonate, sfruttate a volte dagli stessi mariti. Ma non perdono mai la speranza di poter un giorno cambiare vita, vivere di un lavoro onesto, riscattarsi da quella posizione che ne ha fatto delle donne schedate dalla polizia. Una prostituta a quei tempi non era libera delle proprie azioni, doveva comunicare alla Polizia anche un semplice viaggio in treno" dice la Puccini. Che conclude: "tutte noi attrici abbiamo sentito di avere in mano una grande occasione: sentirci contemporaneamente interpreti e donne".

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