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Serie TV

Allegiance: CIA e KGB di nuovo rivali in una serie televisiva

Che succede se in una famiglia di spie del KGB, l'unico all'oscuro di tutto decide di andare a lavorare per la CIA?

Dopo Homeland, un'altra serie tv ispirata a un format israeliano si appresta a conquistare gli appassionati di spionaggio e thriller: Allegiance, in onda da lunedì 7 settembre su Premium Stories, trasmessa negli Usa dalla NBC, prende infatti spunto da prende spunto da Ta Gordin di Ron Leshem.

Di cosa parla
Una cellula dormiente russa negli Usa è formata da una famiglia in cui un membro è all’oscuro delle reali intenzioni dei parenti stretti e, oltretutto, lavora alla CIA. Katya O’Connor (Hope Davis) è una spia russa ritiratasi dall’attività; suo padre, generale del KGB, l’ha reclutata all’età di 17 anni. Mark O’Connor (Scott Cohen) è un uomo d’affari americano assoldato in segreto da Katya per attività spionistiche sovietiche. Alex O’Connor (Gavin Stenhouse) è un analista della CIA all’oscuro delle trame spionistiche della sua famiglia. Natalie O’Connor (Margarita Levieva) è impiegata da quando ha 20 anni presso il SVR (Sluzhba Vneshney Rrazvedki), il servizio segreto russo.

La trama vi ricorda The Americans? Ci avete visto giusto. E per quanto quest'ultima sia difficilmente eguagliabile (la terza stagione è una delle serie in assoluto più votate su Metacritic), Brian Lowry su “Variety” ha fatto notare: “rispetto a ‘The Americans’ le vicende si attualizzano e il racconto viaggia costantemente e pericolosamente su due binari, quello spionistico e quello familiare".

Il cast
Tenete d'occhio Hope Davis, la protagonista, premiata nel 2009 con un Tony Award e in seguito candidata all'Emmy per il suo ruolo in In Treatment. Ma anche il 53enne Scott Cohen ha una carriera di tutto rispetto, cominciata 25 anni fa sul grande schermo (The Mambo Kings, Killing Jessica Stein). Margarita Levieva, classe 1980, e Gavin Rees Stenhouse, classe 1986, sono invece al loro primo ruolo da protagonisti. Last but not least, ritroveremo l'attore di origini italiane, Giancarlo Esposito, volto noto lanciato da Spike Lee nei suoi film, recentemente in tv con “Breaking Bad”, “Revolution” e “Once Upon A Time”, che in Allegiance sfila con ben 3 identità diverse.

Da sapere
Originariamente la serie, in 13 episodi, si sarebbe dovuta intitolare Coercion. La scritta in russo che compare nella sigla iniziale, più che Allegiance (fedeltà), significa letteralmente Devotion (devozione). Le riprese sono avvenute tra Philadelphia e New York.

Che cosa hanno scritto
"Allegiance fa un lavoro decente nel dare seguito alla sua premessa folle con qualche succoso intrigo e solide performance d'attore, anche se Stenhouse viene fuori come piuttosto scialbo". (Chuck Barney, San Jose Mercury News/Contra Costa Times).

"Questo thriller spionistico è una serie abbastanza convenzionale e non così sottile e complessa come The Americans. Questo non significa che sia inguardabile, ma solo più omogeneizzata e prevedibile". (Alessandra Stanley, The New York Times).

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