5 motivi per cui Paris Etc è una serie tv da non perdere

La dramedy francese con Valeria Bruni Tedeschi è una delle più piacevoli sorprese della programmazione estiva

Eugenio Spagnuolo

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Paris è Parigi. Etc sono le storie al femminile che ne compongono un delizioso e inedito mosaico in Paris Etc, la serie tv di Canal Plus, disponibile da qualche giorno in streaming (in italiano) su Tim Vision: una dramedy - si ride, tanto, e si riflette - in 12 episodi di 30 minuti, scritta bene e altrettanto ben recitata, che rischierebbe di sparire nel falò della programmazione tv estiva, quando invece merita tutta la nostra attenzione per (almeno) 5 buoni motivi.

 

Valeria Bruni Tedeschi

Il primo motivo, va da sé, è la nostra Valeria (inter)nazionale, che in Paris Etc è in stato di grazia proprio come in La pazza gioia. È Marianne, un medico in crisi sentimentale. Perfettamente a suo agio nel ruolo della nevrotica parigina, ma mai sopra le righe. A lei la regista ha affidato l’esilarante scena iniziale, che da sola vale la visione dell'intera serie (niente spoiler, ma mettete a letto i bambini e preparatevi a ridere).

Parigi

Il set è Parigi, quella vera. La Parigi che milioni di francesi calpestano ogni giorno, lontana anni luce dalle ricostruzioni “bohemien” in studio, che si vedono spesso al cinema. Una città invasa da bici e turisti, puntellata di bistrot e librerie, chiacchierona, intellettuale e quasi sempre di corsa, che ci regala scorci meravigliosi e inediti, senza badare troppo alla Torre Eiffel (che pure si farà viva, illuminata a dovere, in un episodio girato durante la Nuit blanche).

La storia

In quello che ha tutta l’aria di un lungo film corale, scritto da Anne Berest, cronista del Journal du Dimanche, si intrecciano le storie di 5 donne che più diverse non si potrebbe. Le conoscimao poco alla volta: Marianne (Valeria Bruni Tedeschi), medico e madre semi-single, le cui giornate corrono veloci tra il lavoro all’ospedale di Lariboisière e una storia d’amore un po’ folle; Nora (Noidra Ayadi), traduttrice e interprete di origine tunisina, che vive un periodo non semplice, tra i problemi dei figli e le discussioni con il partner Julien; Mathilde (Anais Demoustier), la sorella più giovane di Marianne, massaggiatrice trentenne turbata dalla relazione con Bruno, un uomo carismatico più vecchio di lei, con un figlio ed una ex-moglie, Alexandra da cui Mathilde è simpaticamente ossessionata; la ventenne Allison (Lou Roy-Lecollinet), arrivata a Parigi dall’Alsazia per specializzarsi nel mondo culinario con uno stage nelle cucine di un luxury hotel. Vergine e cresciuta in una famiglia ultra-conservatrice, non sa che Parigi le regalerà una nuova immagine di sé; Infine, c’è la cinquantenne Gil, di ritorno da Tahiti, per sistemare alcuni affari di famiglia e rivedere i figli, che non l’accoglieranno bene: la interpreta l’ottima Zabou Breitman, che firma anche la serie da regista.

Lo stile

Zabou Breitman, con alle spalle una lunga carriera di attrice nel cinema d’autore (un titolo tra tutti: La Crisi di Coline Serrault), ha diretto Paris, etc giocando la carta del realismo: come nella vita reale, capita spesso che qualcuno rubi le inquadrature ai protagonisti, i dialoghi sono volutamente sporchi (più facile accorgersene ascoltando la versione in francese, ndr), e tutti indossano gli abiti mai impeccabili che vestirebbero nella vita quotidiana, senza che la moda diventi un’ossessione. Anche il sesso, molto presente nella serie, viene raccontato nella sua spietata e divertente naturalezza. Paris, etc è insomma una serie figlia del miglior cinema francese contemporaneo. Il titolo stesso, i cinefili apprezzeranno, rimanda a due film cult: Paris, il capolavoro di Cedric Klapish, e la commedia sentimentale Love, etc di Marion Vernoux.

La colonna sonora

Tra i protagonisti della serie c’è la boyband dei Noveau Garcon, di cui ascolteremo anche alcuni brani, cover di canzoni di Jean-Claude Deret, morto pochi mesi prima dell'inizio della serie. Per il resto Paris, etc è impreziosita da una colonna sonora (ricca anche se un po’ troppo eterogenea) firmata da Benjamin Biolay, che ci permette di ascoltare alcune perle della musica francese poco conosciute da noi.

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