Le serie tv e i docureality amano Napoli

Da "Un posto al sole" a "Gomorra". Ecco perché la Campania è diventata la calamita dei film a puntate

Gomorra

Una foto di scena tratta dalla serie Tv "Gomorra" – Credits: ANSA/WEB/SKY

Antonella Piperno

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L’apripista è stata Un posto al sole, la soap opera ambientata a Napoli, in onda su Raitre dal lontanto ‘96. L’ultimo (dopo Lucky ladies) varrebbe la pena di guardarlo anche solo per il titolo, Morti e stramuorti: un Six feet under in salsa partenopea, che tra funerali di lusso e maquillage sui cadaveri ha debuttato a metà giugno in prima serata su Explora Hd (Sky). Prodotto da Kimera per De Agostini editore è un docureality sulla famiglia Dell’Anno, da cinque generazioni nel ramo degli «schiattamuorti» così come vengono chiamati a Napoli i necrofori. Sono solo finzione invece i morti di una ben più grande produzione, Gomorra La Serie, la cui seconda stagione approderà su Sky tra marzo e aprile 2016.

Location acchiappacinema dai tempi di Vittorio De Sica e Sophia Loren, da qualche anno la Campania è diventata una calamita anche per la tv, dalle grandi produzioni come Capri a quelle di nicchia come Chi veste la sposa. Mamma contro suocera, Napoli (Leitv).  La ragione la spiega a Panorama Maurizio Gemma, direttore della Film commission campana: «Siamo riusciti a chiarire alle produzioni tv che qui si può lavorare bene. Grazie a servizi di di qualità, dallo scouting alla velocità nelle autorizzazioni e nel reperimento delle location». Tra queste c’è anche la controversa «Sonrisa», finita in un’interrogazione di Sel perchè ha ospitato anche il matrimonio dei figli di due clan camorristici: è il  castello di di Don Antonio Abate, protagonista de Il boss delle cerimonie il docureality la cui terza serie torna in autunno su Real time, con matrimoni ipersfarzosi, diciottesimi e comunioni. Ma a Napoli sta arrivando anche Raifiction, che manderà in onda I bastardi di Pizzofalcone,  serie ispirata ai romanzi di Maurizio De Giovanni.

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