Televisione

Selvaggia Lucarelli: "Ballando con le stelle, le critiche e quei no alla tv"

Intervista alla giornalista e scrittrice, giurata del talent di Rai 1 in onda da sabato 30 marzo. "Ho rifiutato ospitate e progetti per 100 mila euro"

Selvaggia Lucarelli

Francesco Canino

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Mai allineata, divisiva per vocazione, insofferente al politicamente corretto. Selvaggia Lucarelli è fatta così, prendere o lasciare: c’è chi la venera e chi la teme, c’è chi non si perde un suo tweet e chi aderisce convintamente al partito del no-Lucarelli. Surfando con abilità tra polemiche, successi e querele, è riuscita a fare del suo cognome un brand multitasking, tra social – solo su Facebook ha sfondato quota 1,3 milioni di seguaci – libri e televisione. “Ma nell’ultimo anno ho detto no a decine di ospitate e rinunciato a parecchi soldi”, racconta a Panorama.it alla vigilia della nuova edizione di Ballando con le stelle, lo show di Milly Carlucci al via da sabato 30 marzo su Rai 1, dov’è stata riconfermata come giurata. 

Selvaggia, è pronta a castigare l’ex senatore e ora neo ballerino Antonio Razzi?

Pare sia entusiasta e si alleni da mes. Io parto avvantaggiata: essendo di origine abruzzese potrò esercitarmi nel dialetto, così almeno capirà quando lo bastonerò con i miei giudizi.

Da anni la Carlucci dice: “Vorrei un politico a Ballando”.

Razzi più che un politico ormai è un cabarettista.

E Nunzia De Girolamo invece?

Spero che se le dico che balla male il tango non chiami Mattarella per lamentarsene, perché lei è una che se qualcosa non le va a genio chiama i piani alti.

Lei ci va giù dura ma di lei dicono: “Non è ballerina, non può giudicare”.

La tendenza a delegittimarmi è un ritornello frequente, non solo a Ballando. Per altro solo Carolyn Smith avrebbe i titoli per giudicare: perché i giudizi di Zazzaroni o Mariotto non vengono mai messi in discussione?

Lo chiedo a lei: perché i suoi sì?

Colgo nel segno e per questo sono fastidiosa. Si cerca di detonare la bomba: in generale, mi vogliono togliere autorevolezza.

Meglio essere autorevole o temuta?

L’autorevolezza crea timore. Penso di essere percepita come autorevole, sennò susciterei reazioni miti o, ancora peggio, indifferenza. A Ballando poi entra in gioco la lesa maestà: dopo qualche settimana, appena vedono qualche miglioramento, si convincono di essere Nureyev. Ma non è così e io lo faccio notare.

Il “fattore Lucarelli” cosa aggiunge a Ballando?

Uno spirito critico accentuato e una parte di modernità legata al mio legame coi social. Sono l’elemento di disturbo all’interno della giuria, un corpo estraneo che crea malumore: all’inizio gli altri giurati si sono sentiti defraudati ed erano sulla difensiva, oggi ho buoni rapporti con tutti.

Prima che la Carlucci lo smentisse, sembrava certa la sostituzione di una parte di giuria.

 

Non credo ci fosse nulla di vero. Le autocandidature immagino siano migliaia, perciò, finché riesco, resto incollata alla poltrona.

L’arrivo di Giovanni Ciacci è saltato.

Ciacci fa auto gossip, è l’ufficio stampa di se stesso. Ma non si è mai parlato di lui in giuria, semmai come “portavoce” dei social.

Se la Carlucci le desse la possibilità di scegliere un ballerino per una notte, chi sceglierebbe?

Matteo Renzi. È molto permaloso e i permalosi sono quelli che rendono meglio. Certo, se la dovrebbe vedere con altri sonori no dopo quelli che si è buscato alle urne dal referendum in poi.

Sommando i concorrenti e gli ospiti di Ballando con cui lei si è scontrata - da Asia Argento alla Parietti - ci si potrebbe fare un’edizione “all star”.

Tranne Ciacci, gli altri sono insalvabili. A cominciare da Raoul Bova: dietro le quinte è stato aggressivo come un “bulletto del quartiere”. La Argento era sempre sulla difensiva.

Con la Parietti è finita in querela.

Passerà da una giuria televisiva a dei giudici veri: io ho chiesto un risarcimento, lei pretende una cifra ancora più alta. Vedremo come finirà.

Con Platinette ha chiarito?

No. Lei ha subito una metamorfosi inspiegabile: prima eravamo quasi amiche, lì è diventata aggressiva. Credo abbia cercato la lite perché faceva show e, infatti, mi ha annoiato molto. Sbadiglio quando mi accorgo che cercano il pretesto per il litigio e finire il giorno dopo su Dagospia.

C’è qualcosa che l’ha ferita di questi scontri?

È capitato di riguardare alcuni spezzoni di puntate con gli autori e spesso io dicevo cose meno affilate di Mariotto o Canino, ma venivo attaccata in maniera pregiudiziale: se una donna ha un ruolo definito, diventa un nemico da combattere e il suo giudizio viene mal tollerato. Si ricorda come veniva contestata Antonia Klugmann a MasterChef? Per settimane fu bollata come la stronza acida, pur dicendo le stesse cose di Bastianich o Barbieri. Per rispondere alla domanda, mi feriscono le reazioni spropositate rispetto al contesto.

Eppure la fama di algida impermeabile a tutto, la precede.

La verità è che non mi abituo alla violenza delle parole. Il mostro dei social si sta autoalimentato e ogni volta che scrivo qualcosa, si generano insulti e offese senza limite. Non mi offende il singolo ma la violenza di massa.

Ciclicamente anche lei si becca della bulla. Non crede esagerare qualche volta?

Questa è un’argomentazione ritrita. Rispondere agli insulti o ragionare e criticare significa essere bulli? Non credo. Spesso poi chi mi provoca lo fa per avere una reazione e ottenere un piccolo palco per due minuti di visibilità.

L’insulto più usato nei suoi confronti?  

Sempre di natura sessista. Diciamo tutte le sfumature della prostituzione.

Il complimento invece?

Spesso sono legati ai miei libri: ci sono molte donne che si riconoscono in ciò che scrivo.

Lei ha detto di aver votato per il M5S nel 2018. È più pentita o delusa?

Direi delusa, il pentimento non mi piace. Sono una delle tante persone che ha ingenuamente pensato di votare a sinistra e non ha preventivato l’accordo con la Lega. Sono delusa dai loro silenzi, specie sul fronte dei diritti, oltre che dal falso equilibrio per il quale si fanno andare bene tutto e non intervengono mai. Il matrimonio di facciata con Salvini non mi piace.

Di Luigi Di Maio che pensa?

È come un pugile suonato, mi sembra molto disorientato ultimamente. Il suo silenzio, anche sui social, è molto tattico.

Alessandro Di Battista invece da più di un mese è proprio sparito.

Ha evidenti problemi di comunicazione. Doveva essere la testa di ariete ma è sembrato molto più arrabbiato che efficace. Nelle ultime apparizioni tv gli era venuta l’aria del rancoroso alla Renzi.

Intanto Salvini li strapazza.

È coerente con se stesso. I suoi social vanno avanti come se nulla fosse, incuranti di tutto. Se domani scoppiasse la guerra, lui continuerebbe a farci vedere che mangia pizza e guarda Sanremo.

Torniamo a lei. Lo scorso novembre è diventata giornalista professionista e così non potrà più fare pubblicità, nemmeno sui social. Le è convenuto?

Ne ho sempre fatta poca di pubblicità, guadagnando per altro cifre risibili. In passato ho rifiutato diversi contratti, perché non mi convinceva ciò che dovevo promuovere.

Quanto ha rifiutato?

Anche 10 mila euro per la recensione positiva di un film. Ma non faccio finta che mi piaccia una cosa in cui non credo.

Ballando a parte, ha detto no anche alla tv?

Il 2018 è stato l’anno dei no. Ho rifiutato sia progetti che 30-40 ospitate. La coerenza mi è costata più di 100 mila euro.

Doveva essere opinionista fissa di Domenica In. Perché è saltata?

Mara Venier mi voleva, io ho chiesto una cifra e non mi è stata data. Ma siamo rimaste in buoni rapporti.

Si sussurrava anche di una trattativa per averla ad Amici come giurata.

È una notizia che esce da diversi anni, ma non so chi la metta in giro. Non mi è stato mai offerto e non c’è mai stata alcuna trattativa.

Nel 2018 ha lasciato la direzione del sito di Rolling Store dopo tre mesi. Lo considera un fallimento?

No, perché me ne sono andata quando ho capito che non mi permettevano di fare ciò per cui mi avevano chiamata, ovvero portare traffico sul sito. Sono arrivata in una redazione di soli uomini, col sopracciglio alzato e un atteggiamento costantemente ostile. E in quel momento ho realizzato che un’occasione bella può trasformarsi in un inferno per colpa dei social: mi è arrivata addosso un’onda di merda, una shitstorm di due giorni con insulti di ogni tipo. Mi aspettavo le critiche, ma non con quella ferocia.

Pensa di aver sbagliato qualcosa?

Sicuramente avrò commesso degli errori ma l’ostilità mi ha condizionato molto.

Chi c’è sul “libro nero dei bannati” della Lucarelli?

Tra le persone con cui non voglio avere a che fare c’è Barbara D’Urso e il mondo televisivo che rappresenta, sebbene desirerei moltissimo il suo rilevatore decoder fai da te con lo share personalizzato. In generale, non dimentico. Come quella copertina del settimanale Oggi, piena d’inesattezze, uscita a proposito del processo per le presunte foto rubate al compleanno della Canalis.

Nel luglio del 2017, lei Guia Soncini e Gianluca Neri siete stati assolti con formula piena.

Ma dopo una gogna durata sette anni. Il processo più complesso da affrontare è stato quello mediatico: se scegli la linea del silenzio, leggi qualsiasi cosa, ma non puoi difenderti.

Quante volte è stata querelata?

Non le ho mai contate. Ne ho varie decine ma ho solo due processi in 16 anni e comunque sono incensurata: si vede che scrivo la verità. Le mie querele sono più mediatiche perché sto con un piede in tv e fanno parlare perché arrivano da personaggi noti.

Di recente ha difeso Wanda Nara: perché?

Perché mi fa simpatia che abbia deciso di contare, e pure tanto, in un ambiente così profondamente maschilista. Non so se sia brava o no nel suo lavoro, ma ne ammiro il coraggio. Io dopo tre mesi a Rolling Stone sono scappata, lei invece sta lì tra procuratori, spogliatoi e ultrà. Ho espresso la mia simpatia e questo ha scatenato le ire funeste.

Comprese quelle dell’ex marito della Nara, Maxi Lopez.

Con il solito codice maschilista e becero ha insinuato che avessimo una vita notturna dissoluta, lasciando intendere chissà che. Per altro non conosco Wanda Nara e lei nemmeno sapeva chi fossi, anche se poi mi ha ringraziata.

Nel suo futuro c’è la tv o la scrittura?

La scrittura. La tv è un hobby divertente, una bolla. Potrei anche non farla e di certo non andrò in televisione fino a sessant’anni con una maschera di silicone al posto della faccia.

Ha nel cassetto un altro romanzo?

Sto trattando con Rizzoli. Non so ancora se scriverò un romanzo, che richiede un investimento emotivo più importante, o un altro libro di costume.

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