Televisione

Sanremo 2019: la prima serata, tra gaffe e imprevisti

Dalla standing ovation per Bocelli all'omaggio a Frizzi, il meglio e il peggio del ritorno di Baglioni al Festival. A Sanremo 2019 Raffaele e Bisio col freno a mano tirato

Sanremo 2019 prima serata

Francesco Canino

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Gaffe, alti e bassi, commozione e momenti dimenticabili. Gli ingredienti della prima puntata di Sanremo 2019 rispettano in pieno i cliché festivalieri: “tutto cambia perché nulla cambi”, anche in tv, e dopo la vigilia di polemiche sovraniste, Claudio Baglioni e i suoi partner Bisio e Raffaele salgono sul palco e appaiono frastornati da tensione e aspettative altissime. In attesa di “rodarsi”, inciampano nell’emozione e in sketch troppo scritti e poco “di pancia”, ma hanno altre quattro serate per rifarsi. Ecco il meglio e il peggio della prima puntata del Baglioni-bis.

Sanremo 2019, il Baglioni-bis col freno a mano

Diciamolo subito: il confronto con l’esordio dello scorso anno, con un Fiorello mattatore che riuscì a scuotere persino la platea imbalsamata dell’Ariston, è tecnicamente una cretinata. Per carburare ci vuole tempo, per fare un Festival non "anestetizzato" anche. Se le polemiche della vigilia tra sovranismo spinto e conflitto d’interessi hanno galvanizzato giornalisti e “addetti ai livori”, paiono aver ammosciato i conduttori, che nella prima ora appaiono tra l'emozionato e lo stordito.

L’inizio è straniante, almeno quanto la giacca di Claudio Bisio (un look da fare invidia al Boss delle cerimonie) e la scenografia che ha ampliato il teatro ma costretto l’orchestra in un “golfo mistico” mortificante, che solo la regia impeccabile dell’ottimo Duccio Forzano riesce a valorizzare. Claudio Baglioni esordisce con un discorso tutto avvitato sul tema dell’armonia e poco dopo scatta il primo vero dubbio di questa edizione: è stata davvero una buona scelta puntare su Virginia Raffaele come conduttrice pura? È presto per fare bilanci e lei resta un super talento, ma dopo appena un’ora di show scatta la speranza che le parrucche di Vanoni e Belén siano già in camerino.

 

Dai Bocelli al monologo “politico” di Bisio

La prima standing ovation se la conquista sul campo Andrea Bocelli, che torna lì dove tutto è cominciato, l'Ariston, duettando con Baglioni e poi col figlio Matteo cui passa simbolicamente il testimone. Poi tocca a Bisio e chi temeva che avrebbe sconfinato nel politico con il monologo “Baglioni rivoluzionario”, che nella scaletta sta a pagina 5, si deve ricredere quasi subito. L’obiettivo, dichiarato, è quello di difendere il “dirottatore artistico” dopo le polemiche sui migranti, la butta sull’ironia ma il risultato sono risate  annacquate.

“Lui è sempre stato un sovversivo, è ossessionato dai migranti, è un sobillatore, un anarchico, De Gregori in confronto è da Zecchino d’oro”, provoca il comico giocando sui grandi successi del cantante, da Sabato pomeriggio - “I passerotti dei porti aperti e chiusi se ne fottono”, dice  – a Tutti qui (“e poi cantava Io me ne andrei”). Poi si fa tranchant e se la prende con giornalisti e haters: “Finiamola qui, parliamo di canzoni e di armonia”. 

Favino e Raffaele, che coppia!

La Raffaele toglie finalmente il freno a mano solo quando sul palco sale Pierfrancesco Favino e scatta il momento musical in cui i due attori dimostrano bravura e versatilità, mixando con mestiere e talento Bohemian Rhapsody, Mary Poppins e Sister Act. Una frustata di allegria ci voleva, ed evitare il crollo della palpebra resa inesorabile dalla scaletta monstre (repetita iuvant: quasi quattro ore di diretta, sono un sequestro di persona).

E mentre su Twitter torna l’hashtag #Favinonudo, viene voglia di sperare che Favino allunghi il noleggio dello smoking e si fermi in città ancora per qualche notte: con la sua bravura, sarebbe il valore aggiunto di un Sanremo che stenta a decollare.

La gaffe della Raffaele e l'omaggio a Frizzi

La serata scorre tra alti e bassi ma con pochi scossoni. Dopo lo sbadiglio galattico per lo sketch sulla Famiglia Addams (coi tre conduttori nei panni dei protagonisti della celebre serie), la Raffaele scivola su un “salutiamo i Casamonica” – ma subito si accorge della gaffe e si scusa – dopo che Bisio ammette di aver cambiato la giacca per via delle critiche ricevute su Twitter (di grazia, ma davvero nel pieno di una diretta è il caso di raccontare a un conduttore cosa capita sullo sfogatoio social?).

Il vero fuoriprogramma lo regala Patty Pravo – con tanto di look rasta – che resta inchiodata al palco prima del duetto con Briga a causa di problemi tecnici e sbotta: “Ma sono venuta a fare una passeggiata o a cantare?”.

Grande emozione invece per l'omaggio a Fabrizio Frizzi, che il 5 gennaio avrebbe compiuto 61 anni. “Per me lui era un grande curioso bizzarro ingenuo sorriso. Voglio ricordarlo con le braccia aperte, come Modugno che canta Volare”, racconta emozionato Baglioni, rivelando che lo avrebbe voluto sul palco con lui nel 2018. Bel momento, chapeau. 


I primi verdetti delle votazioni

Baglioni gioca di sottrazione (in alcuni momenti è quasi trasparente e gli manca la cifra ironica dello scorso anno) e lascia campo libero sulla conduzione a Bisio e Raffaele, poi cala la carta del duetto con l'altra ospite della serata, una Giorgia in stato di grazia che fa impazzire l'Ariston con Come saprei.

I conduttori poi si divertono con un omaggio al Quartetto Cetra, per il quale sale sul palco anche l'ottimo Claudio Santamaria, e ci sarebbe da infierire sulla versione "nella vegan fattoria" (ma fanno sul serio?) e, all'una passata, arrivano i primi verdetti parziali: nella "zona rossa", quella a rischio, finiscono subito tra gli altri Motta, Mahmood e i The Zen Circus. La maratona è solo all'inizio.

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