Televisione

Sanremo 2019: il meglio e il peggio della finale

Tutto sulla quinta serata del Festival, dai fischi contro il quarto posto di Loredana Berté alla clamorosa vittoria di Mahmood che batte il super favorito Ultimo e Il Volo

Sanremo 2019 Mahmood

Francesco Canino

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È Mahmood il vincitore di Sanremo 2019. Dopo quattro serate tra musica, mega show, gaffe e imprevisti, il Baglioni-bis si chiude con un clamoroso e inaspettato dei ribaltoni: partito tra le "polemiche sovraniste" - e proseguito con poco pochissimo show e tanta musica - il Festival viene vinto da un ragazzo di 27 anni di origini egiziane (che rivendica il suo essere al 100% italiano) che ha battuto il super favorito Ultimo. Ecco il meglio e il peggio della quinta serata, in onda il 9 febbraio, tra lacrime e fischi.

Sanremo 2019, il "congedo" di Claudio Baglioni

La serata si apre con un Claudio Baglioni in total white (pare uscito dalla pubblicità di un celebre caffè) che parla al pubblico, definendolo “testimone e complice”, e traccia un bilancio del suo Festival da “dirottatore artistico”, con parole che hanno il retrogusto del congedo. "Non sai mai se hai fatto bene o male, se c'è stato troppo spettacolo o troppo concorso”, ammette. “Hanno vinto le speranze degli artisti e la musica. Spero che questo solco tracciato resti: abbiamo bisogno di un Festival della canzone italiana e spero rimanga tale fino al prossimo Sanremo e a quelli che verranno". 

 

Le lacrime di Anna Tatangelo

Il primo fuoriprogramma della finale lo regala Anna Tatangelo che sul finale di Le nostre anime di notte cede alla commozione e sdogana "la lunga notte delle lacrime". Dopo anni di becero massacro mediatico, per Lady Tata si chiude un Sanremo speciale e riuscitissimo (dall’ottimo duetto con Syria ai look impeccabili, non ha sbagliato un colpo): la canzone, che parla di una coppia che ha rischiato di veder finire il proprio rapporto, forse le fa rivivere il suo privato complicato dell’ultimo anno e scoppia in lacrime. Doppiamente fragile, per citare una delle sue hit, ma sempre diva.

Il ritorno di Ramazzotti e la grande emozione di Elisa

Dal 1986 con furore, sul palco dell’Ariston torna Eros Ramazzotti e trentatré anni dopo, ancora graffia con Adesso tu. Poi, in coppia con Luis Fonsi fa impazzire il teatro e certifica la fine di un'epoca: dopo anni di signori imbalsamati nei loro smoking presi in affitto e dame con cotonature a prova di abusivismo edilizio, il pubblico dell'Ariston si è improvvisamente scongelato. Ora è tutta una standing ovation e una lotta all'ultima Instagram Stories.

Da brividi invece Elisa, che prima canta il suo nuovo singolo, poi incanta tutti in coppia con Baglioni: il loro Vedrai vedrai, l'omaggio a Luigi Tenco, è il duetto più bello e onirico di questo Festival. 

Berté-Mahnmood-Arisa-Nigiotti, lacrime e imprevisti

Sul fronte gara, terza esibizione e terza standing ovation per Loredana Berté, icona tra le icone di questo Sanremo (come Patty Pravo, con un look così esagerato da non essere imbrigliabile in alcun aggettivo). Tra alti e bassi, l’imprevisto è dietro l’angolo: così, mentre Mahmood è costretto a ricominciare a cantare a causa del microfono che non funziona (evidentemente gli ha portato bene), Arisa deve invece fare i conti con la febbre a 39 che le “spezza la voce”. Eroicamente termina l’esecuzione, poi scoppia in lacrime, così come Enrico Nigiotti, che conclude la sua canzone con gli occhi lucidi (e una punta di polemica per essersi esibito per la terza volta dopo mezzanotte).

Meno male che Virginia Raffaele c’è

Tra gag dimenticabilissime e intermezzi di spettacolo da “grande boh”, anche la finale del Festival non brilla per picchi di originalità: Claudio Bisio appare finalmente meno imbrigliato ma il suo Sanremo si chiude con un bilancio incolore.

I fuoriprogramma (e il graffio vero) è tutto nelle mani di Virginia Raffaele: ci sono volute cinque serate, ma finalmente Virginia fa Virginia e strappa applausi a scena aperta con un medley in cui canta e imita alla sua maniera la Ayane, la Ferreri, Patty Pravo e ovviamente Ornella Vanoni. La quota cult è garantita (il suo grandioso talento anche) ma la scelta - legittima, per carità - di togliersi la maschera per buttarsi nella conduzione pura riesta piutto incomprensibile. 




Fischi per il quarto posto di Loredana Berté 

Dopo quattro ore di diretta, all'una di notte, arriva il momento di conoscere i tre cantanti più votati dalle giurie, quelli che si contenderanno la vittoria. E in quel momento scoppia all'Ariston una scena da annali del Festival, con il pubblico che fischia per diversi minuti contro il quarto posto di Loredana Berté: l'esclusione dal podio è davvero una beffa immeritata e sgradevole, perché la sua Cosa ti aspetti da me era una delle canzoni più belle di questo Festival. La corsa a tre è tra Ultimo, Il Volo e Mahmood.



Vince Mahmood, beffato Ultimo 

C'è almeno una solida certezza in questa finale: Ultimo è entrato da Papa (con mesi di anticipo) e ne è uscito da cardinale. Con un clamoroso colpo di coda, il cantante romano finisce invece al secondo posto battuto da Mahmood - terzo Il Volo, che chiude un podio giovanissimo - e in sala stampa, dopo la diretta, se la prende con i giornalisti.

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"Me l'avete tirata", azzarda polemizzando. "Non ho bisogno di crearmi un velo di finzione. Se non riesco a raggiungere una cosa mi arrabbio", sbotta clamorosamente. Poi aggiunge: "Non ce l'ho con nessuno, sono amareggiato perché punto all'eccellente non al buono". 

Poi lo sfogo prosegue: "La mia vittoria sono i live, è la gente che si riconosce in quello che scrivo. Sono comunque contento di aver partecipato al Festival. Avete questa settimana per sentirvi importanti". Decisamente più soddisfatto Mahmood, che a domanda diretta sulle polemiche sui migranti, risponde serafico: "Sono un ragazzo italiano, nato e cresciuto qui. Sono italiano al 100%".

Le polemiche per il voto delle giurie

Intanto sui social scoppiano le reazioni contrastanti dei fan e dei telespettatori, compresi il vicepremier Matteo Salvini e la sua ex fidanzata Elisa Isoardi, che festeggia la vittoria di Mahmood e si schiera a suo favore mentre il ministro dell'Interno non nasconde la sua delusione twittando così: "Mahmood...mah....la canzone italiana più bella?!? Io avrei scelto Ultimo". 

Il problema di fondo? L'esito del televoto che ha completamente ribaltato dal voto della giuria d'onore e quella della sala stampa. I numeri sono chiari: Ultimo ha preso il 46,5%, Il Volo il 39,4% e Mahmood solo il 14,1%. 

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