Televisione

Sanremo 2018: il meglio e il peggio dell'ultima puntata

Dal trionfo di Meta e Moro a Laura Pausini che si esibisce sulla passerella fuori dal teatro

Sanremo 2018

Francesco Canino

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Sono Ermal Meta e Fabrizio Moro i trionfatori di Sanremo 2018. Confermando le previsioni della vigilia, la coppia di cantautori ha conquistato le tre giurie, incassato oltre il 44% dei voti e vinto il Festival di Claudio Baglioni. Dopo cinque ore di diretta, quasi senza sbavature, il direttore artistico ha proclamato i vincitori e chiuso con successo la sessantottesima edizione. Ecco il meglio e il peggio della quinta serata.

 

Sanremo 2018, lo sprint finale dei Big in gara

Ad aprire la liturgia dell’ultima puntata di Sanremo 2018, in onda sabato 10 febbraio, è il padrone di casa, Claudio Baglioni, che traccia un bilancio della sua “dittatura” sanremese. Doveva officiare il Festival come un curato low profile, invece ha dominato a mani basse: nella conduzione ha fatto un passo di lato, nello show invece è entrato a gamba tesa con buon gusto e super duetti con gli ospiti, diventati tra i momenti più belli di questa edizione (l’intensità di quello con Gino Paoli resterà nella memoria festivaleria).

Il risultato? Un Festival riuscito, quasi contro ogni previsione. “È stata un’avventura bella, appassionante facile e difficile allo stesso tempo. È partito un po’ storto come il mio papillon, di cui si è parlato più della farfallina di Belén”, azzarda Baglioni a inizio serata, dando il via allo sprint finale della gara tra i Big.

Pausini show fuori dall’Ariston, Fiorello al telefono

L’apparizione pausiniana questa volta non conosce intoppi e malanni imprevisti. Dopo la faringite che l’ha costretta a casa, Laura Pausini arriva a Sanremo per presentare in anteprima mondiale Non è detto e sbanca il Festival. “Ho ancora un po’ di problemi ma non me ne frega niente”, esordisce emozionata. “Mi ero preparata per tanti mesi, sono molto nervosa”, ammette. Poi sfodera le tonsille e qualche incrinatura nella voce rende l’esibizione ancora più emozionante.

Poi arriva la telefonata in diretta di Fiorello, che ironizza sugli ottimi ascolti: “Voglio proprio vedere l’anno prossimo chi condurrà Sanremo. Pare che la Rai abbia già contattato una coppia inedita: il Papa e Melania Trump”. Pausini e Baglioni duettano su Avrai e l’Ariston si alza in piedi tributando il giusto omaggio alla cantante, consacrata proprio a Sanremo.



Il colpo di scena arriva però con il terzo brano, Come se non fosse stato mai amore: a metà canzone scende in platea e esce fuori dal teatro fino alla passerella. Aveva assicurato di volersi gustare il bagno di folla e ha mantenuto la promessa rompendo ogni schema: la Pausini può piacere o meno, ma è tra le poche artiste italiane che ci mette testa, pancia e cuore. L’incursione sulla passerella ne è la dimostrazione. Brava. 

L'emozionante monologo di Pierfrancesco Favino 

Che Pierfrancesco Favino fosse un attore di straordinario talento, lo sapevamo da tempo. Ora lo hanno scoperto proprio tutti, complice lo straordinario monologo contro il razzismo tratto dallo spettacolo La Notte poco prima della Foresta, di Bernard-Marie Koltès.

Una storia di estraneità e di esclusione, che l'attore regala al pubblico in un crescendo di rara bellezza. Da brividi, con un Favino intenso che finisce con le lacrime agli occhi. E l'emozione non può che contagiare tutti, compreso Baglioni, che sul finale entra in scena con Fiorella Mannoia per cantare Mio fratello che guardi il mondo di Ivano Fossati. In assoluto resterà come uno dei momenti più intensi di questo Festival. Chapeau.

Annalisa, Stato Sociale, Moro & Meta in finalissima

È già mezzanotte inoltrata quando i conduttori finalmente svelano i risultati della classifica dei venti Big in gara. A sorpresa, Elio e le Storie Tese arrivano ultimi: un arrivederci così (o arridorci, per citare il titolo del loro brano), lo avrebbero certamente desiderato. Ma non mancano i colpi di scena, come la bocciatura di canzoni molto apprezzate, vedi quella di Diodato e Roy Paci, e ancora quella dei The Kolors.

Il pubblico dell'Ariston rumoreggia, in sala stampa scattano fischi e perplessità. La corsa per la vittoria è a tre e tocca ad Annalisa, Lo Stato Sociale e Moro & Meta giocarsi il titolo. Il Premio della critica "Mia Martini"-Sezione Campioni va intanto a Ron, mnetre il Premio "Sergio Endrigo" lo conquistano Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico. "Per cos'è questo premio?", si domanda perplessa la Vanoni. Geniale e iconica come solo lei sa essere, fino all'ultimo minuto. 

Ermal Meta e Fabrizio Moro vincono Sanremo 2018 

Dopo giorni di polemiche per il presunto plagio, Ermal Meta e Fabrizio Moro confermano le previsioni della vigilia - e quelli degli scommettitori - e conquistano la sessantottesima edizione del Festival di Sanremo con la canzone Non mi avete fatto niente.

"La mia vittoria più grande? Aver trovato un amico", rivela subito dopo la vittoria Moro parlando in sala stampa di Meta. I due cantanti hanno vinto con il 44.7% dei voti, mentre Lo Stato Sociale - band rivelazione di questa edizione, complice la ballerina Paddy Jones - si piazza al secondo posto con il 28,4% dei voti, terza Annalisa con il 26,9%. All1.15 del mattino cala il sipario sul Sanremo targato Baglioni. Sanremo è sempre Sanremo e quello baglioniano entra di diritto nella storia del Festival come uno dei più riusciti.

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