Francesco Canino

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Dopo la partenza boom della prima serata, Conti-De Filippi già regnano in assoluta scioltezza sul Festival di Sanremo numero sessantasette. Buona la seconda per la coppia più trasversale della tv italiana, che porta a casa una seconda puntata senza sbavature (e senza particolari entusiasmi): limati gli imbarazzi iniziali, Maria De Filippi si è calata perfettamente nel carrozzone festivaliero così come l'ha pensato Carlo Conti, rassicurante e pop quanto basta. Ecco i momenti migliori della serata.

Sanremo 2017, il meglio e il peggio della seconda puntata 
La seconda puntata di Sanremo 2017 si apre con la sfida delle prime quattro Nuove Proposte (e in Sala Stampa scoppia lo psicodramma perché alcuni giornalisti non riescono a votare, anche se la votazione risulterà regolare), poi tocca al mago Hiroki Haram, super star internazionale, portare un tocco speciale sul palco. Dopo i primi Big in gara, irrompe in scena Francesco Totti, che sbarca all'Ariston subito dopo la partita Fiorentina-Roma, e ironizza con Conti sui 14 goal che "er Pupone" ha rifilato ai Viola, di cui il conduttore è super tifoso. Poi il calciatore si cimenta con fare da conduttore navigato col lancio di una canzone, quella di Nesli e Alice Paba, vincitrice dell'ultima edizione di The Voice. «L'ha condotto Ilary», azzarda sbagliando.

Vi volta rapidamente pagina e a Sanremo si parla di lavoro e dipendenti pubblici "furbetti" con Salvatore Nicotra, l'impiegato modello che in quarant'anni di carriera non ha mai fatto un giorno di ferie. Introdotto dalla De Filippi, ricorda di aver lasciato 239 giorni di ferie non godute al Comune di Catania, e lancia l'anatema contro i "furbetti". «È mortificante fare i furbi quando ci sono un milione di giovani precari. Noi dipendenti pubblici siamo dei privilegiati». 

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Crozza dribbla la politica (e non convince)
Dopo la sterzata politica della prima Copertina, Maurizio Crozza ci va più soft, evita la polemiche, strappa risate ma convince meno. «Ve l'avevo detto che l'inciucio avrebbe funzionato», ironizza riferendosi degli ottimi ascolti dell'esordio. «Per governare il paese non avreste bisogno neanche del premio di maggioranza. Vi ha chiamato Mattarella per darvi l'incarico?», chiede calandosi nei panni del Presidente della Repubblica. «Suggerisco agli Esteri Al Bano al posto di Alfano: migliora sicuramente la conoscenza dell'inglese». Poi si lancia sul sociale, invitando gli italiani a fare figli. Promosso, ma solo a metà. 

Totti show all'Ariston
Quando Totti torna sul palco, scivola su una gaffe presentando la canzone di Michele Bravi: legge sul gobbo il nome di uno degli autori del brano e invece di dire Cheope pronuncia "Chopé", strappando una risata ai conduttori. Poi scatta l'intervista doppia al Capitano, con una serie di domande surreali, che tira fuori il suo lato comico (peccato per un piccolo scivolone su Padre Pio). Il calciatore palleggia sfidando Conti a chi lancia più palloni in galleria: è il trionfo del nazionalpopolare, bellezza, che trasforma per pochi minuti l'Ariston in un campo da calcio, con un Giletti (seduto in prima fila, nel posto che fu della Parietti) che gongola divertito.

Robbie Williams bacia la De Filippi
Il vero colpo di scena arriva però dopo l'esibizione di Robbie Williams, la prima super star internazionale della serata. Prima di congedarlo, la De Filippi svela che per gioco il cantante bacia sempre una sua fan durante i suoi concerti e l'ex Take That a sorpresa regala un bacio a stampo a Queen Mary, con inevitabile boato del teatro. «Se fosse stato un bacio vero sarebbe stato un disastro perché avrebbe trovato una caramella in bocca», ironizza la De Filippi. Di star in star, i veri brividi li regala una strepitosa Giorgia, che riempie fino all'ultimo centimetro il teatro con la sua voce grandiosa. E sul finale dell'esibizione ricorda Pippo Baudo (che, causa bronchite, non condurrà Domenica In). «Gli devo tutto, m'ha inventato lui», spiega. Che bella la riconoscenza, chapeau.

Il gran finale con Keanu Reevers  
Difficile invece dare un senso alla presenza di Keanu Reevers e non basta nemmeno la De Filippi in stile C'è posta per te a dare mordente a un'ospitata decisamente incolore. Del resto non è una novità che i grandi attori hollywoodiani, per quanto ben pagati, difficilmente riescono a mettersi al servizio dello show e anche l'apporto dell'attore americano è da minimo sindacale. Dimenticabile anche la toccata e fuga di Sveva Alviti, che lancia il film su Dalida, in onda la prossima settimana, ma non lascia il segno. La serata senza picchi si chiude con zero brividi, col trio Insinna-Brignano-Cirilli. Sipario, sigla, buonanotte. 

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