Francesco Canino

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È iniziato il Sanremo di Carlomaria. Tocca prendere a prestito la battuta di Maurizio Crozza per raccontare la prima serata del Festival 2017, dominata da Maria De Filippi, che irrompe sul palco dell'Ariston al fianco di Carlo Conti e inevitabilmente morde la scena con sottile ironia e profilo basso, complice il look très chic e l'emozione dell'esordiente di lusso. Il risultato? Una conduzione equilibrata, con una spruzzata di C'è posta per te, con la conduttrice chiamata a raccontare i soccorritori del terremoto nel Centro Italia e i temi forti come il bullismo.

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Sanremo 2017, l'inizio del terzo Festival di Conti
La serata comincia con una cavalcata super pop, un maxi rvm con tutti i successi dei sessantasei anni di Festival, è scatta immediatamente l'effetto karaoke collettivo. Poi l'atmosfera vira verso il rarefatto con uno strepitoso ed emozionatissimo Tiziano Ferro che omaggia Luigi Tenco cantando Mi sono innamorato di te: l'uscita di scena, nel teatro completamente immerso nel buio, è un colpo di quelli magistrali (complice la strepitosa regia di Maurizio Pagnussat). «Abbiamo iniziato con qualcosa di unico ed irripetitbile, il modo migliore per ricordare questo grande artista a 50 anni dalla sua morte», esordisce Carlo Conti, padrone di casa perfettamente a suo agio sul palco dell'Ariston sin dalla prima inquadratura. 

Maria De Filippi domina dal gradino
Il momento più atteso è l'ingresso di Maria De Filippi, che entra in scioltezza nel primo chicchissimo abito nero di Givenchy disegnato da Riccardo Tisci, che gioca con le trasparente. Vedere la conduttrice di Canale 5 su Rai 1 fa un effetto straniante, ma Queen Mary può tutto ed è proprio al centro dell'Ariston che si suggella la «grande coalizione» televisiva. Su una cosa la De Filippi - che nel pomeriggio si è presentata a sorpresa in sala stampa, struccata e in tuta  - è categorica: «Non farò le scale», spiega prima di impossessarsi del gradino, azzardare una battuta sull'abbronzatura di Conti («Trump non ti farebbe entrare in America») e trasformarsi in divulgatrice scientifica per spiegare al conduttore cos'è "l'esemplare di sex symbol", per introdurre Raoul Bova.

Gli eroi del terremoto sul palco
Uno dei momenti più forti della serata è il primo spazio dedicato al Tutti cantano Sanremo, con gli eroi del terremoto, «quelli che non si piango addosso e che aiutano lontani della telecamere» e all'Ariston scatta la standing ovation per i rappresentanti di Guarda di Finanza, Vigili del fuoco, Croce Rossa, Esercito e Soccorso Alpino (c'è anche il labrador Corto, subito super star sul palco): si parla dei soccorsi all'Hotel Rigopiano, con l'asciuttezza e l'anti-retorica defilippiana, senza inutili sbrodolamenti. Scatta ancora l'applauso quando Conti ricorda l'sms solidale e lasciando per un attimo da parte il consueto aplomb, stoppa le polemiche sul suo cachet: «Non mi permetterei mai di chiedervi soldi se non lo avessi fatto io per primo».  

Crozza attacca Salvini
A graffiare ci pensa invece Maurizio Crozza, che ironizza sulla "grande coalizione" televisiva, sfoggia i dentoni e la parrucca ed si cala nei panni dell'ex premier Matteo Renzi. «Carlo, non personalizzare», gli intima. Poi la "tocca piano" sul compenso di Conti e le sue battute sono destinate a creare una botta di controversie politiche: «Ai terremotati darei anche lo stipendio di Salvini. Che lavoro fa Salvini? Maria non ha voluto nemmeno un voucher di Poletti. Io col cazzo che faccio beneficenza». Poi invita gli italiani a pagare le tasse e affila la satira contro Virginia Raggi: «Carlomaria perché non la prendete voi Roma?». La polemica è servita e Salvini replica via Facebook: «Non so a voi ma a me Crozza non fa più ridere...Contro Trump e contro di me, banalotti. Milionari che fanno la morale».

Diletta Leotta contro il cyberbullismo 
Un'altra bella botta di emozione la regalano Tiziano Ferro e Carmen Consoli, magistrali nell'esecuzione del brano cult Il conforto. Spazio poi ad un altro momento serio, incentrato sul tema del bullismo, con i giovanissimi fondatori dell'Associazione Mabasta!, il movimento studentesco anti-bullismo, Francesca Laudisa e Giorgio Armillis che spiegano il loro progetto e strappano applausi. 

A far scatenare il pubblico all'Ariston ci pensa poi Ricky Martin, che sfoggia fisico e tonsille, facendo impazzire le "ormonose" (per dirla alla De Filippi) e il pubblico gayo. Tra gli ultimi ospiti della serata entra poi Diletta Leotta, giornalista di Sky la cui partecipazione è stata fortemente criticata da Paola Ferrari. Il senso della sua partecipazione al Festival? Quello di parlare dell'episodio di cyberbullismo di cui è stata vittima, dopo che un hacker ha rubato le sue foto hot. «È stato un colpo violento e ho deciso di reagire denunciando alla Polizia Postale questa violazione della privacy che ho subito. Si tratta di un reato, tutti devono sapere cosa si può e non si può fare con la tecnologia: ci sono ragazzi e ragazze che hanno bisogno di essere tutelati e protetti. Non abbiate paura e siate forti». La puntata si chiude a 00:53: passano gli anni, cambiano i conduttori, ma il vizio delle puntate maratona resta. 


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