Televisione

Sanremo 2015: il meglio e il peggio della prima serata

Ottimi gli ascolti: 13.210.000 telespettatori nella prima parte, col 49% di share

65th Sanremo Music Festival

Francesco Canino

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Ritmo, ospiti e qualche gaffe. Scivolano via abbastanza veloci le quattro ore (quattro!) di diretta della prima serata del Festival di Sanremo targato Carlo Conti: può piacere o meno, ma il conduttore iperabbronzato - lo batte in colorito tendenza terra di Siena solo Alex Britti – se l’è cavata piuttosto bene, senza scardinare i grandi archetipi sanremesi e mescolando con sapienza gli ingredienti dello show. Lo spettacolo nel complesso regge, a parte qualche momento alunga scaletta di troppo, e regala un paio di momenti cult: su tutti l’attesissima reunion tra Al Bano e Romina, che fa scatenare orde di commentatori incalliti via social. Ecco il meglio e il peggio della prima serata. 

L’anteprima

Dopo il gustoso Pif dello scorso anno, era davvero difficile appassionarsi al pre-Festival visto ieri, una sorta di backstage con interviste ai cantanti, spezzoni di prove e dietro le quinte. Bah, francamente evitabile: con quella vagonata di autori, era difficile inventarsi qualcosa di più smart? Stasera, per fortuna, si parte subito con la gara dei giovani.

Il Conti soddisfatto

Carlo Conti sfodera sin dal minuto zero tutto il mestiere. Scende le scalette col sorriso soddisfatto più che emozionato, della serie “sono qui e me la voglio godere”. Sarà pure un mediano della tv (così lo definiscono certi detrattori), ma regge lo spettacolo con tempi perfetti, imprime ritmo e tenta di risollevare anche i momenti più imbarazzanti.

Le vallette emozionate

Capitolo “vallette”. Emma è la più agitata e non lo nasconde: entra con il freno a mano tirato e si scongela un po’ alla volta, finendo per parlare in dialetto salentino con Al Bano e imitare Maria De Filippi. Arisa invece inizia a briglia sciolta nonostante la tensione - “Ho fatto un’entrata da pippa”, dice scendendo le scale impacciata – e tenta qualche guizzo fuori copione anche se poi s’incarta (“Scusate sono un po’ impastata”, ammette). Non pervenuta Rocío Muñoz Morales: sul palco ci sta troppo poco e, benché appaia più a suo agio e sorridente rispetto alle colleghe, viene mortificata da incomprensibili battute scritte per lei dagli autori. Emozionante, sul finale di puntata, l’esibizione di Emma e Arisa che cantano Il carrozzone – un omaggio ai big scomparsi, tra cui Pino Daniele e Mango – con la salentina che cede alla commozione.

La super famiglia e il medico guarito

Curiosa l'idea di Tutti cantano a Sanremo, con una varieganza - per dirla alla Bonolis - di ospiti chiamati a ricordare la canzone festivaliera del loro cuor. Si comincia con la maxi famiglia Anania, da Catanzaro con furore, con ben 16 figli scortati da mamma e papà (che, per la gioia delle associazioni cattoliche, cita continuamente la Provvidenza). Bello il momento con Fabrizio Pulvirenti, il medico italiano salvato dal virus dell’Ebola: “Non mi sento un eroe – spiega - Tornerò in Africa anche se le mie figlie non sono d’accordo”.

Tiziano Ferro trionfa

Non ce ne vogliano i cantanti in gara, ma il vero trionfatore della serata è lui. L’emozione è tanta, la performance decolla subito e la standing ovation inevitabile. Lo smoking ultra slim lo fa assomigliare al Massimo Ranieri dei tempi di Perdere l’amore (su Twitter il cantante napoletano vola in trending topic) e dopo i saluti di rito a Conti, in un impeto all’Al Bano si getta in terra e bacia il palco dell’Ariston. Sipario, sigla.

La gaffe di Alessandro Siani

Forte del trionfo al box office con Si accettano miracoli, il comico napoletano fa il suo trionfale ingresso all’Ariston, ma scivola subito con una pessima battuta rivolta a un bambino in sovrappeso seduto in prima fila: “Ce la fai ad entrare nella poltrona?”, gli chiede. E mentre il pubblico in teatro si sganascia apprezzando battute ritrite (l’altezza di Brunetta, l’abbronzatura di Conti, i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria!), sui social parte il massacro. Poi, complice un solerte ufficio stampa, per rimediare all’incidente posta su Twitter una foto col bambino grassottello. Della serie “quando la toppa è più grande del buco”.

Al Bano e Romina, nostalgia canaglia

Un tuffo nel nazional popolare spinto, una boccata salutare nell’ultra kitsch cellinese alla faccia dello sprezzo radical-chic. Il momento I migliori anni è uno dei più belli della serata e poco importa se tra i due la complicità è svanita da un pezzo o se Romina arranca cantando Cara terra mia (tanto ci pensa l’ugola albanesca a sparare acuti e virtuosismi). Conti ce la mette tutta a celebrare la reunion e chiede persino un bacio riconciliatore: i due si sfiorano appena imbarazzati, poi Al Bano si butta in terra per baciare il palco. Sul bis di Felicità cantano proprio tutti, altro che concerto moscovita. Definitivi.

L’allunga scaletta

Come da previsioni, il Festivalone non chiude prima dell’una meno un quarto. Che poi a mezzanotte e 10 basterebbe lanciare la classifica e chiuderla lì, invece gli autori la infarciscono con I Boiler, poi con due comici di Made in Sud e, non soddisfatti, con la rassegna stampa di Rocco Tanica (basterebbe lui, tra l’altro). Non sarebbe il caso di limare un po’?

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