Sanremo 2015: il meglio e il peggio della terza serata
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Sanremo 2015: il meglio e il peggio della terza serata
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Sanremo 2015: il meglio e il peggio della terza serata

Ovazione per gli Spandau Ballet. Vittoria Puccini presenta la fiction sulla Fallaci

Giro di boa per il Festival di Sanremo numero 65. Archiviata la terza serata - tra cover e risate - ci si avvia verso le ultime due serate, dove si entrerà per davvero nel vivo della gara. Dopo due giorni di digiuno, ieri ci hanno pensato Luca e Paolo a riportare il sorriso alla platea festivaliera, mentre i Big si cimentavano nel coverizzare alcuni dei più grandi successi sanremesi (per la cronaca, ha vinto Nek). Carlo Conti si conferma un perfetto padrone di casa, calante invece la presenza delle vallette, ancora una volta massacrate dal copione (forza Emma, da te ci si aspetta molto!) anche se Arisa tenta qualche guizzo personale, regalando momenti surreali e qualche gaffe, con un tocco stralunato che non dispiace. Ecco il meglio e il peggio della terza serata.

La gaffe di Carlo Conti

Si comincia con la gara dei giovani e il primo a vincere è Giovanni Caccamo, una scoperta di Fiorello. Poi si sfidano Amara (ex concorrente di Amici) e la 19enne Rakele: al momento di svelare l’esito del televoto, Conti proclama la vittoria di Rakele ma alza il braccio di Amara e dopo qualche secondo di confusione si corregge. Vince Amara. “Mi dispiaceva così tanto che una delle due perdesse”, si scusa il conduttore. Una papera perdonabile, soprattutto se è la prima sbavatura dopo tre serate.

Il rocker tenore

L’apertura tocca a Federico Paciotti. “Un fenomeno assoluto – lo definisce Conti - Spero che da questo palcoscenico porterà in giro per il mondo la fusione tra il rock e l’opera”. Schitarra egregiamente, poi si cimenta in E lucevan le stelle e si resta assai perplessi. Povero Puccini.

La prezzemolina Cristoforetti

La prima ospite della serata arriva in collegamento diretto dalla Stazione Spaziale Internazionale ed è Samantha Cristoforetti. “È l’intervista che mi porta più in alto di tutti”, ironizza Conti. L’astronauta italiana è al suo 81esimo giorno in orbita e si avvicina alla metà dalla missione: è simpatica, spigliata, gioca con il microfono in assenza di gravità e sogna di farsi una doccia come si deve. Peccato che sia stata in collegamento appena qualche giorno fa Fabio Fazio. Alla fine della missione rischia di contendere il titolo di “prezzemolina” della tivù alla Parietti.

Arisa e l’anestetico

Evita le scale ed entra zoppicando da un ingresso laterale Arisa, a causa di un problema al ginocchio. “Per festeggiare ho fatto snowboard su venti scalini e mi sono spezzata tutta quanta però teniamo duro e siamo sciolti e disinvolti”, racconta. Ormai la cantante va a briglia sciolta, è incontenibile (ne aveva già fornito prova in conferenza stampa, confessando di essere in periodo mestruale). Poi, quando annuncia Annalisa s’impappina più volte e spiega al pubblico: “Un dottore di Sanremo mi ha dato un anestetico che mi ha fatto effetto”. “Ti avrà dato un antidolorifico”, le chiede sorpreso Conti. “Non è la stessa cosa anestetico e antidolorifico? In ogni caso ve lo consiglio a tutti”. Conti a quel punto non si trattiene e scoppia a ridere.

Luca e Paolo, finalmente si ride

Dopo due serate mosce sul fronte della comicità, si torna a ridere con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Il primo intervento è un loro classicone, la canzone parodia in cui questa volta ironizzano sulle celebrazioni dei morti “famosi”, che funziona assai bene tanto da strappare applausi e risate (vere): poi prendono di mira il conduttore, le vallette - “Di solito c’è una delle tre che non parla italiano, quest’anno tutti e tre”, stracult! – e il dg Rai Gubitosi. Bella lezione di comicità. Il secondo passaggio, incentrato sul matrimonio gay, è invece decisamente più debole: camminano tra il politicamente scorretto e l’anticonformismo ma non si capisce bene dove vogliano andare a parare. 

Il ciclone Massimo Ferrero

Il pubblico dell’Ariston, a tratti catatonico, in un primo momento resta interdetto: è davvero il presidente della Sampdoria o un’imitazione di Crozza? È lui, l’originale, ospite per Tutti cantano a Sanremo. “Fate un applauso perché non costa nulla, non si paga”, esordisce intuendo la freddezza del pubblico. “Perché la chiamano Viperetta?”, gli domanda Conti, sopraffatto dall’irruenza del produttore. “Ho un carattere bizzarro. Sono onorato di essere chiamato così: devo questo soprannome a Monica Vitti”, spiega. L’imprevedibilità è garantita, è inarrestabile quando canta Vita spericolata di Vasco e ci prende così tanto gusto che, quando il conduttore cerca di congedarlo, lui ci resta male: “C’ho messo 50 anni a venire qua e dopo cinque minuti mi cacci?”.

Spandau Ballet, che trionfo

Gongola vistosamente Carlo Conti che, per introdurre gli Spandau Ballet, ricorda di una delle sue prime volte al Festival come inviato di una radio fiorentina, nel 1985. “Col mio registratore tentai un’intervista a loro, ma non ci riuscii”, confessa. Poi parte il mega medley, da Trough the Barricades a Gold, e il rischio momento I migliori anni è subito scongiurato: felice ritorno quello di Tony Hadley (gran bella voce) e soci, che riescono a trascinare proprio tutti, anche chi nell’’85 nemmeno era nato.

 

 

Sanremo 2015 - La terza serata

In collegamento dalla Stazione Spaziale Internazionale, c'era l'astronauta Samantha Cristoforetti
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