Sanremo 2014: il meglio e il peggio della quarta serata

Il Sanremo Club con l'omaggio ad Aldo Fabrizi di Enrico Brignano, Silvan e Littizzetto, Zingaretti che legge Impastato

Sanremo Mengoni

Gli ascolti non crescono: in media 8 milioni e 188 mila spettatori ieri, 11% in meno di share rispetto al 2013 – Credits: (Ansa)

Francesco Canino

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E’ la notte dei duetti, bellezza, quella in cui Riccardo Scamarcio in maglietta bianca accompagna alla batteria Sarcina, l’algidina Violante Placido sfodera la voce al fianco dei Perturbazione e tra Renga e Kekko dei Modà è duello di tonsille. Si scrive Sanremo Club, in omaggio al Tenco Club, si legge festa di emozioni tendenza cantautore. La quarta serata del festivalone targato Fazio-Littizzetto si chiude all’1 di notte ma scivola meno monotona delle altre e, nonostante il calo di ascolti, si può dire senza tema di smentita che del Sanremo numero 64 è tra le meglio riuscite: c’è ritmo, sostanza, divertimento e pure qualche lacrimuccia, niente affatto fuori luogo. Ecco il meglio e il peggio della quarta. 

MITOLOGICO SILVAN. “Ne abbiamo scongelato un altro”, dice la Littizzetto annunciando Silvan. Arriva il mago dei maghi, il re della prestidigitazione con immancabile smoking bianco, ed è subito anni ’90. Lucianina diventa la sua assistente e Fazio se la ride come un matto. A Silvan si perdona tutto, persino le guance spianate dai filler.

LE IMITAZIONI DI FABIO. Che Fazio abbia mosso i suoi primi passi in tivù come imitatore, ce lo ha ricordato appena qualche sera fa Raffaella Carrà - esordì a Pronto Raffaella – e che al conduttore ogni tanto piaccia rispolverarle si era capito. Dopo Pippo Baudo, ieri ci ha “deliziato” anche con Vespa: il suo cavallo di battaglia, Gianni Minà, per ora ce lo ha risparmiato. Le facce e il sottile imbarazzo della Littizzetto dicono più di mille parole.

L’OMAGGIO A FABRIZI. Nel calderone degli omaggi c’è spazio anche per ricordare l’immenso Aldo Fabrizi. Tocca ad Enrico Brignano farlo: lui sfodera mestiere e bravura, ma esibizione risulta un po’ appannata.

IRONICO PAOLI. Raffinato, avvolgente, di grande ironia. “Dopo aver ricordato Faber e Bindi ne manca uno...manchi tu”, dice Fazio. “Ma io sono vivo!”, gli risponde Gino Paoli. Canta e l’Ariston trattiene il fiato per l’emozione. Un gigante.

ZINGARETTI C’E’. Toccata e fuga sul palco dell’Ariston anche per Luca Zingaretti. Legge una lettera di Peppino Impastato, ma non c’è neppure il tempo di metabolizzarla perché si cambia subito registro: troppi ingredienti nel racconto festivaliero e si fatica a distinguere i gusti.

LE LACRIME DI SINIGALLIA. Escluso dalla gara perché il suo brano non era inedito, ha fatto mea culpa in diretta addossandosi la responsabilità dell’accaduto. Parole (e lacrime) sincere e delicate, le sue: gli scappa un attimo di commozione e viene voglia di salire sul palco ad abbracciarlo forte.

VIVA NAPOLI. Rocco Hunt ha strappato la vittoria alle altre Nuove Proposte, noi avremmo volentieri strappato l’inguardabile giacchetta. Il rapper napoletano trionfa ed è subito festa all’Ariston, con la platea scatenata a livelli di ferocia: il 19enne impacciato s’aggira per il palco con i premi in mano rincorso da Fazio, poi ricanta Nu journo buono e non trattiene le lacrime. Bel trionfo.

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