Sanremo 2013. Il meglio e il peggio della seconda serata

La grande attesa per Carla Bruni, le imitazioni di Neri Marcorè e l'esibizione di Asaf Avidan. Diamo i voti alla seconda puntata della kermesse canora - Elio, un genio - Sanremo Social - Lo speciale

Littizzetto Bruni

La parodia di Quelq'un m'a dit con Carla Bruni che accompagna Luciana Littizzetto con la chitarra – Credits: (Ansa/Ettore Ferrari)

Francesco Canino

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Anche la seconda puntata del Festival di Sanremo è andata, scivolata via senza particolari emozioni. Dall'omaggio iniziale a Domenico Modugno affidato a Beppe Fiorello, all'ingresso dimesso di Carla Bruni e l'esibizione emozionante di Asafa Avidan, ecco il meglio e il peggio della serata.

BEPPE FIORELLO. Coinvolge tutti con il monologo iniziale in cui racconta la storia di Volare. Poi, con indosso la giacca dello smoking originale di Domenico Modugno, scalda l’Ariston con l'omaggio musicale al cantante pugliese (che interpreta nella fiction in onda domenica e lunedì su Rai Uno). Camaleontico. VOTO: 7.

CARLA BRUNI. Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così…indefinibile. Ridere ride, ma senza scomporsi troppo. Si presta anche al gioco e accompagna con la chitarra la Littizzetto nella parodia di Quelqu'un m'a dit. Le sfugge anche un ne di torinese memoria, ma non va oltre e scivola via incolore. Look dimesso, pure troppo. Voto: 5.

BAR REFAELI. L’esterofilia, si sa, è un morbo contagioso in tivù e a Sanremo trionfa da sempre. Bellissima, non c’è che dire. Sfoggia sorrisoni e quattro cambi d’abito (è il suo mestiere, del resto), ironica sta al gioco con Fazio che fa finta di provarci (sempre con quell’aria da “chierichetto innocuo”, come l’ha definito il geniale Gianluca Nicoletti a Melog su Radio 24 ) e suona – per scherzo - la batteria. “Dì tu Sanremo”, gli chiede Fazio per lanciare una clip promozionale. “Saremo”, risponde lei. Sipario, sigla! VOTO: 5.

NERI MARCORE’. Premia Malika Ayane (che corregge Fazio sulla pronuncia del cognome) nei panni di Alberto Angela, poi duetta col conduttore che si cala di nuovo nelle vesti d’imitatore – questa volta fa Piero Angela. Momento “anche no”. Peccato, perché Marcorè è davvero bravo. VOTO: 6.

ASAF AVIDAN. Fazio annuncia il cantautore e musicista israeliano e pare subito d’immaginarsi uno a caso del pubblico di Rai Uno: “E’ questo chi è?”. Poi attacca a cantare Reckoning Song (One Day) e incanta tutti. Pure la platea dell’Ariston, che gli tributa una standing ovation. Bell’atmosfera. Voto: 8.

I GIOVANI. “Credevo che il Festival di Fabio Fazio facesse cantare i Giovani un po' prima. Così sembra il Festival di Pippo Baudo. #sanremo2013” twitta il critico de Il Giornale Paolo Giordano. Anche quest’anno li hanno invece relegati al fondo dello show, come un parente ingombrante. Peccato perché sono bravi e interessanti. Non passa Il Cile, tra i favoriti e già parecchio conosciuto (“E’ mio cugino, sul serio non è una battuta” dice via Twitter Andrea Scanzi).  VOTO: 2 (alla collocazione oraria).

I PRESENTERS. Tocca ritornarci, per confermare le impressioni della prima serata. Se non ci fossero stati, non sarebbe stato il caso di inventarli. Passaggi fugaci e senza mordente. Meno male che la Littizzetto c’è. “Ecco il re dello scalogno” dice annunciando Carlo Cracco. Quando entra Roberto Giacobbo, alto altissimo, gli chiede: “Ma di secondo lavoro fai l’armadio?”. VOTO: 3.

#SANREMOTWEET. Nel fiume di commenti via Twitter, picchi di genialità e ferocia. Uno dei più belli di ieri sera è della scrittrice e giornalista Guia Soncini (stracult il suo I mariti degli altri edito da Rizzoli) che chiosa su Carlà: “Quanto puoi disprezzarci, che ti sei messa il tailleur pantalone? Siamo il tuo congresso di provincia, hostessaci tutti”. VOTO: 9.

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