Sanremo 2013: il meglio e il peggio della quarta serata

I voti alla (riuscitissima) Sanremo Story. Spazio ai momenti nostalgia, alle canzoni che hanno fatto la storia del Festival e alla finale dei Giovani

Littizzetto Fazio Baudo

Il momento della consegna del premio Città di Sanremo a Pippo Baudo – Credits: (Ansa/Ettore Ferrari)

Francesco Canino

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“Diamo la linea a Uno Mattina”. Si chiude così, con la Littizzetto ancora carica a pallettoni, la quarta puntata del Festival. La Sanremo Story funziona, e bene, tra momenti nostalgia ed esibizioni riuscite. Assegnato il premio della categoria Giovani ad Antonio Maggio (quello della critica è andato invece a Renzo Rubino). Baudo c’è, Siffredi pure. Ecco i voti alla serata.

SANREMO STORY. Il momento nostalgia tendenza Paolo Limiti funziona sempre. Gli archivi festivaleri, del resto, lo consentono. Arrangiamenti sofisticati - bravissimi gli orchestrali e Mauro Pagani - esibizioni convincenti a tratti commoventi, guest star azzeccate (applauditissima Antonella Ruggiero). VOTO: 9

LUCIANINA C’E’. La comica torinese è in formissima e Fazio fatica a contenerla. Fa il suo ingresso indossando la riproduzione dell’abito di Nilla Pizzi del ’52, poi si palesa in versione ‘casco d’oro’. “Sei vestita da Caterina Caselli?”, le chiede Fazio. “No, da Enzo Paolo Turchi dopo l’Isola dei famosi”. Diverte, fa caciara, è ultra pop. VOTO: 8

I “FIGLI DI”. La storia di Sanremo passa anche attraverso i conduttori. Fazio e gli autori ripescano i più impacciati di sempre, cioè i “grandissimi figli di” (Littizzetto dixit) Gianmarco Tognazzi, Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin. Passano gli anni ma la goffaggine è immutata. “Qualcuno dice che la vostra conduzione fu la prima spallata al muro di Berlino” azzarda Fazio. “Mio padre non m’ha parlato otto mesi” replica Tognazzi (con parrucchino che poi si leva). Siparietto riuscito solo a metà. VOTO: 5.

L’OMAGGIO A MIKE. Semplice, senza troppa retorica, zero lacrimoni. Lo ‘svelamento’ della statua che la Fondazione Mike Bongiorno ha donato alla Città di Sanremo, fa subito festa di paese. Allegria! Voto: 7.

LA PRIMA FILA. La prima fila dell’Ariston è roba da indagine antropologica. C’è di tutto: da Rosanna Lambertucci a Veronica Maya, da Alba Parietti all’ex inviato della Vita in diretta. Oltre all’immancabile Massimo Giletti. “Giletti ma sei sempre qui? Io chiedo l’8 per mille di risarcimento allo Stato” lo pizzica la Littizzetto. Spicca per assenza il direttore di rete Giancarlo Leone (astutissimo). Viene da rimpiangere gli abbonati Rai, in prima fila col concorso Telefortuna. Voto: N.C.

ROCCO NEOROMANTICO. L’esordio sa di scontato (“Buona serata e tutti e scusate se sono un po’ rigido”), poi vira sul romantico leggendo un brano di una poesia di Prévert ma è solo un cammeo per accompagnare Elio e le Storie Tese. VOTO: 5 e 1/2.

PIPPO MOMENT. A sorpresa, si presenza coi capelli nature (finalmente, basta tinta!) e gli bastano pochi minuti per bissare il bacio con la Littizzetto. “Io non so cosa mi fa”, dice lui. “Sarà la cintura di Viagra che hai lì sotto” replica lei, feroce. C’è la standing ovation di rito e pure il premio alla carriera. Il vecchio leone cerca il graffio, ma la nota dominante è malinconica. “Spero di continuare a fare televisione” chiosa sul finale (e giù battute al vetriolo su Twitter). Voto: 6 e 1/2.

BOLLANI E VELOSO. Bravi, bravissimi per carità. Ma si perdono nella scaletta strabordante. Prima di proclamare il vincitore dei Giovani, c’è tempo persino per il pupazzo Rockfeller e Josè Luis Moreno. “Corvo Rockfeller: emozione e gioia in tutti i giornalisti tra i 32 e i 45: gli altri buio e incredulità” twitta l’ottima Marta Cagnola di Radio 24. Voto: 7.

#SANREMOTWEET. “Rosita Celentano: 'Oh, ma non capite niente, siete TARDIVI voi due!'. Se. Tardivi. Come i meloni”. “Maria Nazionale ha sempre quel tocco cafonal ardito: ieri sera il coprispalle di nylon, stasera il contorno labbra della Mosetti”. (doppietta di Selvaggia Lucarelli). VOTO: 8.

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