Sanremo 2013: il meglio e il peggio della prima serata

La kermesse parte con l'omaggio a Verdi. Poi la letterina di Luciana Littizzetto a San Remo e le contestazioni a Crozza - Sanremo Social - I favoriti dei bookmaker - I pronostici social - Lo speciale

Sanremo prima serata

L'imponente scenografia ideata da Francesca Montinaro, messa in risalto dalla regia di Duccio Forzano – Credits: (Ansa/Claudio Onorato)

Francesco Canino

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La prima serata del Festival di Sanremo è archiviata. Un po’ lenta, senza particolari guizzi - a quelli ci pensa la Littizzetto - e con una polemica che rischia di trascinarsi per giorni. Ecco il meglio e il peggio della première festivaliera.

VIVA VERDI! Suggestivo l’omaggio iniziale a Giuseppe Verdi, nel bicentenario della nascita. “Viva Verdi”, urla Fabio Fazio. Sul palco arriva il Coro dell’Arena di Verona e intona il ‘Va pensiero’ dal Nabucco. Partenza inusuale e ben riuscita. VOTO: 8.

LA LETTERINA A “SAN REMO”. Luciana Littizzetto esordisce con una lettera a San Remo e strappa applausi. Twitter invece si divide: c’è chi la critica (“Non ho tenuto il conto di quante volte ha pronunciato invano la parola tette” scrive la critica televisiva Marida Caterini) e chi la promuove (come Vincenzo Mollica del Tg1: “Per me questa prima serata l’ha vinta Luciana Littizzetto”). Ma almeno Lucianina spezza la liturgia, parla e incoraggia i cantanti (“Marco, sei vivo”, chiede a Mengoni), diverte (“E’ il tennis a farvi godere così?” dice a Flavia Pennetta). VOTO: 7.

FAZIO IMITATORE. La conduzione di Fazio scivola indolore tra ecumenismo e qualche ironia. Può piacere o meno, ma tiene la scena con mestiere. Quando Littizzetto lo “costringe” ad imitare Bruno Vespa – Fabio agli esordi faceva l’imitatore – lui si presta al gioco. VOTO: 7.

CROZZA FISCHIATO. Entra in versione Berlusconi e all'Ariston scoppia il caos, con tanto di fischi e insulti. Fazio interviene per placare gli animi, poi il comico sfodera i suoi cavalli di battaglia e imita Bersani, Montezemolo e Ingroia. Ma il ritmo ormai s’è perso. “Maurizio non al top, battute un po’ edite. Pubblico freddo” twitta Andrea Scanzi. VOTO: 5.

IL BACIO GAY (MANCATO). Il Festival si apre all’amore gaio con Stefano Oliari e Federico Novaro, la coppia di gay torinesi che ha raccontato la propria storia servendosi di una serie di cartelli. Come nel loro video, cliccatissimo su YouTube, ma senza bacio finale. Momento delicato e zero retorica. VOTO: 7.

TOTO E L’ARMATA RUSSA. Cutugno che canta ‘L’italiano’ - col coro dell’Armata Russa e gli “occhi pieni di malinconia” – è il momento più nazionalpopolare della serata. VOTO: 6 e 1/2.

I PRESENTERS. Parata di volti noti per svelare le canzoni che passano il primo turno e proseguono la gara. Sfilano Marco Alemanno, Ilaria D’Amico, Valeria Bilello, Flavia Pennetta, Cristina e Benedetta Parodi, Vincenzo Montella e il pallanuotista Stefano Tempesti.  Apparizioni tanto rapide (e indolori) da aggiungere nulla alla serata. Mah. VOTO: 4.

LA SCENA. Bella la scenografia di Francesca Montinaro, messa in risalto dalle luci di Ivan Pierri e dalla strepitosa regia di Duccio Forzano. VOTO: 8.

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