Anche i famosi sbarcano ai fornelli. Scatta infatti l’ora di Celebrity MasterChef, ovvero il più famoso dei talent cooking show ma declinato in versione vip, al via su Sky Uno dal 16 marzo. Quattro puntate per vedere come i volti noti se la cavano con sfilettature, primi piatti complessi e preparazioni ardite: tra le dodici celebrità in gara – giudicate da Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Joe Bastianich – c’è anche Roberta Capua. La conduttrice torna dunque in tivù dopo qualche anno di assenza e si rimette in gioco mostrando un lato totalmente inedito: regina di garbo televisivo tendenza bon chic bon genre, l’ex Miss Italia si racconta a Panorama.it alla vigilia del debutto e spiega perché non è pentita di aver abbandonato il lavoro per dedicarsi alla famiglia. 

Roberta, rientri in tivù con Celebrity MasterChef. Com’è arrivata quest’avventura?

Ho fatto un provino, quasi per caso. La cucina è una delle mie passioni ma mi diletto in via amatoriale, non certo da professionista. Sono contenta di tornare in tivù soprattutto perché mi mostrerò in una veste completamente diversa.

Togliamoci ogni dubbio: è una sfida vera o una gara tendenza “volemose bene” a trazione vip?

È una gara vera con tutte le insidie di MasterChef, dalla Mistery Box al Pressure Test: non c’è cazzeggio, non ci hanno fatto sconti e la tensione si è sentita forte. Credo che la carta vincente sia proprio questa e il pubblico si divertirà a vedere i volti noti in difficoltà.

Qual è stata la difficoltà più grande?

Sono una cultrice di MasterChef ma viverlo da dentro è un’altra cosa. Non si va lì a fare le proprie ricette, bisogna sapere inventare sul momento con i prodotti messi a disposizione e aggiungere un pizzico di inventiva. Senza senza suggerimenti o aiuti.

Tu come ti sei preparata?

Amo molto cucinare quello che amo mangiare, qui era tutto diverso. Quando ho saputo di essere stata scelta ho studiato, pensando che conoscere bene le materie prime e saperle maneggiare fosse importante: ad esempio mi sono studiata le interiora, che non amo mangiare e che non avevo mai cucinato prima.

Vedremo la fase dei provini?

No, si parte direttamente dalla cucina, che nemmeno noi avevamo mai visto fino a quel momento, con un bell’effetto sorpresa. Anche i giudici non li abbiamo mai incontrati prima e non abbiamo mai interagito dopo le puntate: finita la registrazione loro prendevano un’altra uscita e per questo si è mantenuto fino alla fine un certo timore reverenziale.

Il giudice più severo?

Con me Antonino Cannavacciuolo, almeno per certi aspetti. Si era stabilito un feeling tra di noi, forse perché veniamo dalla stessa terra: la mia sensazione è che lui si aspettasse molto da me e forse per questo è stato molto esigente. Ma c’è stata sempre una critica costruttiva.

Capitolo colleghi concorrenti. Con chi hai legato di più?

In generale c’è stato un rapporto cameratesco, perché ci sentivamo tutti nello stesso frullatore. Si è creato un bel gruppo e inevitabilmente anche dei sottogruppi: io ho legato in particolare con Filippo Magnini, Elena Di Ciocco e Alex Britti, anche perché stavamo nello stesso albergo.

L’avversario da temere?

Molti. Uno dei più forti era Alex Britti, bravissimo in particolare con le carni.

Non hai mai partecipato né ad un talent né ad un reality. Ti è stato chiesto in passato?

Mi era stato chiesto tanti anni fa di partecipare all’Isola dei famosi, ma non è proprio nelle mie corde una convivenza forzata. Avevo fatto un incontro per Ballando con le stelle ma mio figlio all’epoca era troppo piccolo: cominciava a fare l’asilo e stare via tre mesi di casa era impossibile. Non era il momento giusto, ma ora è un programma che farei.

La scorsa estate si era parlato di te come possibile conduttrice di Mattino 5. Era fanta-tv o c’era qualcosa di vero?

Non ci sono mai stati contatti e non sono mai riuscita a capire da dove sia partita la notizia: poi ne ho parlato con alcuni dirigenti Mediaset e mi è stato detto che il mio nome era finito in una lista di possibili nomi, niente di più. Federica Panicucci fa benissimo quel programma.

Dalla Rai hai ricevuto qualche proposta?

Sono anni che non arrivano telefonate.

MasterChef è un modo per rimetterti in gioco?

Assolutamente sì, sarei ipocrita a dire il contrario. Io non ho un programma mio dal 2006: c’è una generazione che non mi conosce affatto ed è un bel modo per farmi notare da chi non mi ha mai visto a Buona Domenica o a UnoMattina.

Ti sei mai pentita di aver lasciato la tivù?

No e se tornassi indietro lo rifarei. Per me è stato istintivo scegliere di dedicarmi a mio figlio e alla mia famiglia. Certo, risalire in sella è difficile se non impossibile, ma l’avevo messo in conto.

Sii sincera: non sei stata vittima dalla sindrome da distacco dalla “lucetta rossa”?

No, perché ero appagata in un altro modo. Non pecco di superbia se dico che la gente ancora mi ferma per strada e non mi sento di essere caduta nell’oblio: succederà prima o poi, ma non è un grande problema se non vivi esclusivamente per il tuo lavoro. Stare lontano dalla tivù ti permette di guardare le cose da un’altra prospettiva, rimettere i piedi per terra e ristabilire le priorità della vita.

Il tuo sogno professionale nel cassetto?

Quindici anni fa avrei detto Sanremo, ma oggi non ho l’autorevolezza per condurlo né l’età per fare la valletta. Sento di poter dare ancora qualcosa alla tivù e penso ci sia ancora spazio per un certo modo di condurre, ma non ho un obiettivo preciso.  Ho fatto tante cose belle, cose che mi piacevano e che erano nelle mie corde. Non sono mai stata forzata a fare nulla anche cose molto distanti, penso a Buona Domenica, le ho sempre fatte a modo mio. Non mi pento di nulla.

Un progetto cui tieni?

Il mio blog di cucina. Avrà un taglio speciale, anche dal punto di vista dell’immagine. Non ci saranno i soliti tutorial, per intenderci: ce l’ho in testa da anni e andrà on line tra qualche settimana.

 

 

 

 

 

 

 

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