Televisione

Paola Perego: “La Talpa? Se Freccero mi chiama, io ci sono”

Intervista alla conduttrice di Superbrain-Le supermenti, il talent di Rai 1 al via da venerdì 11 gennaio. "Il direttore non ha il mio numero, qualcuno glie lo dia"

Paola Perego

Francesco Canino

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Conta più il corpo o la mente quando si tratta di superare sfide apparentemente impossibili? È questa la “domanda delle domande” da cui parte SuperBrain-Le supermenti, il talent show di Rai 1 prodotto con Endemol Shine Italy, al via da venerdì 11 gennaio, in cui sei persone normali – ma dalle doti straordinarie – si affrontano in prove fuori dal comune. Al timone c’è sempre Paola Perego, forte del grande successo della passata edizione, seguita da oltre 4 milioni di spettatori, che torna in tv proprio nei giorni in cui si torna a parla di un possibile reboot de reality La Talpa su Rai 2. “Se Freccero mi chiama, io rispondo”, spiega a Panorama.it a poche ore dal debutto.

Paola, riparte SuperBrain. Sei più emozionata per l’esordio o soddisfatta per la riconferma?

Entrambe le cose. Dopo trent’anni di carriera l’emozione c’è sempre. La soddisfazione anche, perché la Rai ha creduto in questo programma: se uno show va bene, tendenzialmente, si rifà, ma visti i cambi di dirigenza non sempre è stato così. Per questo ho imparato a non dare più nulla per scontato.

Qual è la difficoltà maggiore nel realizzare questo tipo di programma?

Abbiamo dovuto alzare ancora di più l’asticella sui concorrenti. Il gusto del pubblico si è affinato e vuole vedere sfide sempre nuove: per questo la parte più lunga è quella dei casting e si possono fare al massimo quattro puntate l’anno.

C’è un concorrente che ti ha particolarmente stupito?

Mi stupisce molto quanto la mente comandi sul corpo, mentre negli anni di psicanalisi mi hanno sempre detto il contrario. Nel dettaglio, invece, mi ha impressionato il concorrente che nella prima puntata memorizzerà una sequenza di numeri dopo essere stato immerso in una tonnellata di ghiaccio. A meno otto gradi, non ha comunque perso le capacità cognitive. Diciamo che questa è una prova “talpesca”.

A proposito di La Talpa: secondo TvBlog, Carlo Freccero sarebbe intenzionato a riportare il format su Rai2, il prossimo autunno.

Sarà contento tutto quel pubblico che raccoglie firme e fonda gruppi social per farla tornare in onda. Non ho mai lavorato con Freccero – anche se conosco bene la sua storia professionale - ma sono pronta a condurla di nuovo. Non sono certa che il direttore abbia mio numero ma se mi chiama che faccio, rispondo? (dice ironica)

È escluso che chiami Lucio Presta, tuo marito, dopo i recenti dissidi via Twitter seguiti alla conferenza stampa di Freccero.

So che nei giorni scorsi si sono visti e si sono anche presi in giro. Diciamo che sono due uomini di carattere.

Presta però rimarcava la questione “controprogrammazione”, visto che Freccero il venerdì punta sulle repliche di The Good Doctor, che fanno buoni ascolti. Tu sei preoccupata?

Il venerdì è una serata particolare e impegnativa. L’importante è fare quello che la rete si aspetta da noi, che lo scorso anno abbiamo sempre battuto la  concorrenza. Certo, ho l’impressione che qualche volta in Rai manchi un po’ la sinergia tra reti: a Mediaset ce n’è di più.

Torniamo a SuperBrain. La prova cult della prima puntata?

Saranno sei sfide toste, giudicate dai primi tre giudici vip, Enrico Brignano, Elisabetta Canalis e Cesare Bocci. Ce n’è una di memoria visiva istantanea con un ragazzo che dovrà individuare un solo minuscolo dettaglio modificato in uno scatto di Piazza di Spagna.

C’è un’abilità che ruberesti a uno dei concorrenti?

La memoria fotografica. E la capacità di superare i propri limiti.

C’è un limite o una paura che hai superato, stupendo te stessa?

Quando ho accompagnato i miei figli a sciare sul Plateau Rosa: nonostante soffra in maniera folle le vertigini, li ho portati persino sull’ovovia.

Dopo SuperBrain hai già altri progetti?


Stiamo parlando con il direttore di Rai 1 Teresa De Santis della possibile seconda stagione di Non disturbare. Sono particolarmente legata a quel programma perché sono una curiosa della vita delle persone, mi piace scoprire lati inediti, intervistare, scavare e capire cosa c’è oltre l’immagine pubblica.

Ti piacerebbe fare uno strappo alla regola con l’intervista a un uomo?

Non lo escludo. Di certo vorrei andare oltre le "signore" dello spettacolo e raccontare storie di donne dalle vite straordinarie, come l’astronauta Samantha Cristoforetti o la giornalista Federica Angeli, che vive sotto scorsa a causa delle minacce. È un programma che mi ha dato molto.

In particolare, che cosa?

Professionalmente mi ha fatto scoprire un terreno nuovo, la seconda serata, e un linguaggio più “intimista”. Umanamente poi il pubblico mi ha percepito in maniera diversa.

In che modo ti vede adesso?

Per molti anni la mia timidezza è stata scambiata per algidità, l’emozione per eccessivo distacco e freddezza. Maturando sono diventata meno timida, ho acquisito più consapevolezza e ho meno paura di scoprirmi e lasciarmi andare. E soprattutto non ho più paura del giudizio: è una bella conquista.

Ultima domanda. Da poco tua figlia Giulia è diventata mamma per la prima volta: ti rivedi già nei cliché dei nonni?

È un amore immenso ma diverso da quello che si prova per i figli. Ma ho capito che i sentimenti non si possono imprigionare in una frase fatta. Diciamo che sono una nonna rimbambita, faccio vedere la foto di mio nipote a tutti e urlo: “Hai visto quant’è bello Pietro?”.

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